MANTOVA – OGM: UN’INFORMAZIONE VERA PER UN CIBO SANO. INCONTRO CON IL PROF. GIANNI TAMINO

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Un’informazione vera, per un cibo sano. È il titolo del dibattito sulla questione degli organismi geneticamente modificati (ogm) che si terrà Martedì 20 marzo alle ore 20.30 presso il Consorzio agrituristico mantovano, Strada Chiesanuova 8, Mantova. Ad approfondire il tema è stato invitato del prof. Gianni Tamino (professore emerito dell’università di Padova, già membro del comitato nazionale per la biosicurezza e le biotecnologie presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri)

Si può ritenere concluso il dibattito sugli ogm? Così sembrerebbe dopo lo studio di alcuni ricercatori dell’Università di Pisa che hanno sentenziato che “la coltivazione di mais transgenico non comporta rischi per la salute umana”.  Lo studio consistite in una meta-analisi (analisi di altre analisi) di dati pubblicati su riviste scientifiche. I temi presi in considerazione provengono, però, per il 75% dagli Stati Uniti, dove la ricerca scientifica è fortemente condizionata dalla Monsanto, una delle 4 multinazionali agrochimiche che controllano il 70% delle sementi commercializzate nel mondo.

La ricerca, tuttavia, ha comparato studi sino ad ora pubblicati, molti dei quali avevano lo scopo di dimostrare che gli ogm hanno rese più elevate e non costituiscono un pericolo per la salute.

Il recente “affaire” Monsanto ha, invece, dimostrato che molte ricerche americane su ogm e glifosato sono state condizionate dalla multinazionale chimica. In questi anni, è emerso che l’Agenzia americana per la protezione dell’ambiente (Epa) ha coperto, per anni, gli effetti tossici del glifosato e che la multinazionale ha stanziato ingenti fondi per finanziare ricerche favorevoli alla sua attività.  Ciò pone seri dubbi sulla credibilità di tutta l’operazione. Persino l’Autorità per la sicurezza alimentare europea (EFSA) è rimasta coinvolta, con l’imputazione di aver copiato dai documenti della Monsanto parti significative della propria relazione a difesa del glifosato.

Lo studio dell’università di Pisa è stato, però, salutato dai mass-media con toni enfatici, come “una lieta novella” attesa dal mondo. In verità, dalla lettura della ricerca pisana risulta che non c’è stata alcuna analisi sulla pericolosità o meno del mais ogm, né sulla presenza di pesticidi o altro.

La ricerca non dice nulla sulla pericolosità per la salute. Così come non dice nulla sul pericolo della uniformità genetica delle coltivazioni controllate dalle multinazionali delle sementi, con conseguente riduzione dei meccanismi di difesa contro i parassiti, o sulle alterazioni del terreno coltivato con mais transgenico che costringe gli agricoltori ad usare più fertilizzanti sintetici, o sull’uso massiccio di glifosato che l’impiego di mais ogm comporta.

Il modello produttivo delle sementi ogm, controllate da poche multinazionali, produce, infine, effetti sociali devastanti, tra cui l’estensione della monocoltura, la distruzione delle varie forme di agricoltura familiare e fenomeni di dumping economico. Per questo la superfice agricola coltivata a sementi ogm si sta riducendo in tutto il mondo a riprova che si tratta di una scelta contraria all’agricoltura.

Per maggiori informazioni : Consorzio agrituristico mantovano
Mantova strada Chiesanuova, n° 8 tel. 0376324889 cell. 3292127504
www.agriturismomantova.it www.prodottoinfattoria.it

 

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