COLDIRETTI MANTOVA – RISO, RACCOLTO POSITIVO. CARRA: “BENE CONTROLLI SANITARI ALLE FRONTIERE”

Paolo Carra Coldiretti MantovaI controlli sanitari dell’Istituto controllo qualità Repressione frodi, che hanno portato nelle scorse settimane al sequestro di riso proveniente dal Sud Est Asiatico, rappresentano un segnale positivo e uno strumento efficace per garantire i consumatori italiani, ai quali raccomandiamo di preferire sempre il riso 100% italiano. È una questione di qualità e, abbiamo visto, anche di salubrità del prodotto. Difendiamo l’agricoltura italiana”.

Così Paolo Carra, presidente di Coldiretti Mantova, commenta la notizia del controllo straordinario da parte della Repressione frodi nei porti e nelle dogane in luglio e agosto e che ha portato al sequestro di diverse tonnellate di riso di pessima qualità.

Campagna mantovana positiva. Secondo le previsioni di Coldiretti Mantova si prospetta una campagna di raccolta positiva per i circa 1.300 ettari di riso mantovano, coltivati da una settantina di aziende. Resta il nodo del prezzo, ancora al di sotto dei costi di produzione: 295-335 euro alla tonnellata per il Carnaroli e 355-395 per il Vialone Nano, contro costi di produzioni medi che oscillano tra i 450 e i 500 euro.

Poi c’è la questione delle importazioni a dazio zero, in particolare dal Sud Est Asiatico e dai paesi “Eba” (Everything but arms). Tra l’1 settembre 2017 e il 24 agosto 2018 l’Italia ha importato 91.339 tonnellate di riso lavorato dall’estero.

Erminia Comencini

A qualche settimana dalla trebbiatura gli operatori sono fiduciosi, perché la stagione non ha riservato sorprese negative”, afferma Erminia Comencini, direttore di Coldiretti Mantova, che sottolinea il ruolo avuto dal sindacato di Palazzo Rospigliosi, unico a spingere per l’etichettatura del riso e della pasta. “Dallo scorso febbraio, finalmente pasta e riso sono usciti dall’anonimato, grazie al paziente lavoro di Coldiretti”, ricorda Comencini.

In qualche caso l’attività di raccolta slitterà di due o tre settimane, in quanto il maltempo della scorsa primavera aveva costretto gli agricoltori a seminare di una ventina di giorni più avanti rispetto al calendario usuale.

Abbiamo seminato tardi, raccoglieremo in ottobre – afferma Francesco Parise, risicoltore di Porto Mantovano con 24 ettari di Vialone Nano e 11 seminati con la varietà Carnaroli -. Le piante hanno resistito alla grandine di giugno e il resto della stagione ha avuto un andamento positivo, senza problemi di siccità”. Anche la presenza del brusone – da quanto rilevato da Coldiretti Mantova – è alquanto circoscritta.

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Anche per Andrea Casarotti, 30 ettari di riso seminati a Canedole (per il 75% Vialone Nano e il 25% Carnaroli), con la vendita diretta in azienda di tre quarti della produzione, la stagione “ha un’evoluzione positiva, dopo una partenza in salita a causa delle piogge e del freddo; ci attendiamo una resa in campo superiore ai 60 quintali per ettaro e con una resa alla pilatura tra il 55% e il 60% per il vialone e tra il 60% e il 65% per il Carnaroli”.

Il mercato lascia a desiderare. “Un prezzo equo per la filiera e per il consumatore – calcola Casarotti – dovrebbe aggirarsi tra i 550 e i 600 euro alla tonnellata”.

Chi ha seminato secondo i tempi regolari, senza essere bloccato dal maltempo, con le temperature elevate di una delle estati più calde degli ultimi 200 anni, dovrebbe anticipare l’ingresso delle mietitrebbie in campo. È il caso di Nicola Valli, 15 ettari a Barbassolo di Carnaroli (70% della superficie) e Vialone Nano. “Mi preparo a raccogliere per metà settembre, in anticipo di una decina di giorni rispetto al solito, per le temperature elevate che hanno caratterizzato le ultime settimane – racconta Valli -. Prevedo di superare i 65-70 quintali all’ettaro e di realizzare una resa alla trasformazione tra il 58% e il 65 per cento. Il prodotto è sano e le premesse per una qualità soddisfacente ci sono tutte”.

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