MANTOVA – SVELATO IL NUOVO SIMBOLO DI SEGNI 2019: È IL CAVALLO DISEGNATO DA GIULIO ROMANO

Foto di Nicola Malaguti-5.jpgL’animale simbolo e l’artista scelti da SEGNI New Generations Festival per il 2019 mettono in luce ancora di più il legame con il territorio e l’importanza di creare sinergie: è il cavallo disegnato da Giulio Romano il protagonista della XIV edizione del Festival.

In occasione dell’anno speciale che la città dedica a questo genio, con due importanti mostre, anche SEGNI gli rende omaggio adottando come simbolo l’immagine di un cavallo tratto dagli affreschi della volta nella Sala di Troia del Complesso Museale di Palazzo Ducale, con il quale si rinnova la partnership e s’immagine anche la creazione di una vera e propria sezione speciale Giulio Romano for kids all’interno del Festival (26 ottobre – 3 novembre).

Una scelta che porta con sé un nuovo modo d’intendere la didattica museale che passa dalla didattica all’esperienza: SEGNI sarà il tempo, lo spazio e l’occasione per vivere un grande evento del territorio che ha una risonanza internazionale, così come il Festival, e per vivere in modo diverso i musei della città, conoscendo un artista che le ha dato forma e lustro, declinando la sua arte anche a misura di bambino e ragazzo.

Sottolineata dal Vice Sindaco Buvoli – presente alla conferenza stampa di presentazione tenutasi in Comune questa mattina (11 febbraio) insieme al funzionario di Palazzo Ducale, Michela Zurla, e a Cristina Reggiani, del Comitato Unicef sezione di Mantova –  la capacità di SEGNI di farsi cassa di risonanza e di trovare sinergie con altri eventi in grado di produrre un di più per il territorio, motivo per il quale ogni anno l’amministrazione s’impegna ad investire e sostenere l’evento che è una risorsa per la città e che frutta a sua volta altre risorse.

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Il simbolo di SEGNI 2019 è il cavallo con i significati che si porta dietro: rappresenta l’evoluzione dell’uomo da due a quattro zampe, è simbolo di potenza e trasformazione, di grazia, bellezza e libertà. E’ stato il cavallo a trainare l’uomo verso il progresso. Nobile animale selvaggio che si lascia domare indica la strada di un futuro da costruire trovando un’armonia tra istinti e ragione.

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Il cavallo di SEGNI conduce la città anche nell’anno dello sport – in occasione di Mantova Città Europa dello Sport 2019 – attraverso questo simbolo e attraverso il teatro si contribuisce alla diffusione di una cultura dello sport che è promozione di uno stile di vita sano, stimolo alla crescita di rapporti tra persone, abbattimento di esclusioni sociali e discriminazione, insegnamento del rispetto delle regole e del gioco di squadra.

Chi lo ha disegnato è come sempre un artista famoso che non necessariamente si è dedicato ai bambini, ma particolarità di quest’anno è che l’artista non sa di aver regalato il suo segno al festival perché è Giulio Romano, artista del passato. Con un gioco scherzoso si è immaginato di entrare in contatto con Giulio, superando il tempo e lo spazio, per poter a colpi di click di photoshop estrarre un segno che, tratto dal cavallo della Sala di Troia ideato da Giulio, diventasse simbolo dell’edizione 2019. Un’immagine quindi ispirata al tratto dell’artista che non ha colori e nessun attributo che lo renda specifico, ma che è un cavallo in potenza così come possono esserlo i nostri bambini che nascono contenendo tutte le potenzialità e possibilità, sta solo a noi poi dargli stimoli per farle risuonare e sviluppare. Concetto sottolineato anche da Cristina Reggiani di Unicef che ha evidenziato l’importanza del biglietto sospeso, iniziativa presente già al Festival 2018 e che verrà riattivata e potenziata.

All’immagine dell’animale simbolo di SEGNI si collega anche l’operazione della sua reinterpretazione affidata al pubblico di famiglie e scuole, attraverso il Concorso dedicato, reso possibile nel 2018 grazie alla presenze di BPER Banca, e che si appresta ad essere implementato, diventa sempre più importante perché metodo di attivazione di genitori, bambini e insegnanti. Quest’anno farà dialogare un segno artistico del passato, antico, con i linguaggi della contemporaneità, invitando a creare e immaginare connessioni e a cercare se stessi nelle proprie radici.

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Giulio Pippi de’ Jannuzzi, detto Giulio Romano                

Fra i molti, anzi infiniti, discepoli di Raffaello da Urbino, dei quali la maggior parte riuscirono valenti, niuno ve n’ebbe che più lo immitasse nella maniera, invenzione, disegno e colorito di Giulio Romano, né chi fra loro fusse di lui più fondato, fiero, sicuro, capriccioso, vano, abondante et universale…   (G. Vasari)

In passato a disegnare i simboli del Festival sono stati artisti contemporanei, affermati e riconosciuti (Dario Fo, Alessandro Bergonzoni, Altan, la cantante Giorgia, Licia Colò) appartenenti al mondo della letteratura, della musica, della danza. Nel 2019 SEGNI spiazza il suo pubblico con un grande dell’arte d’altri tempi, un segno artistico che viene dal passato e che dialoga con la contemporaneità grazie all’operazione legata alla rielaborazione dell’immagine, che viene reinterpretata da bambini, famiglie e scuole che si cimentano nella creazione di vere e proprie opere d’arte ispirate da quella di Giulio. Un invito a non dimenticare la connessione fra arte antica e moderna, un invito alle nuove generazioni a cercare se stessi anche nelle proprie radici. Con questo stesso intento nasce, in partnership con il Complesso Museale di Palazzo Ducale, la sezione speciale Giulio Romano for kids all’interno della XIV edizione del Festival SEGNI (26 ottobre – 3 novembre 2019). Contenitore di una serie di attività teatrali e didattiche realizzate in collaborazione con i Servizi Educativi del Palazzo, dedicate a famiglie e bambini, per avventurarsi, a tutte le età, nella “stravagante maniera” di Giulio grazie a modalità e linguaggi inediti, modulati al target specifico.

In occasione dell’anno che la città dedica a Giulio Romano, con due importanti mostre, si è scelto di rendere omaggio a questo artista e alla sua arte innovativa anche all’interno di SEGNI adottando come immagine per il simbolo del Festival un suo disegno che ritrae un cavallo. Si tratta di un’immagine tratta dagli affreschi della Sala di Troia, all’interno di Palazzo Ducale, che raffigura un dinamico cavallo rampante, con il collo in torsione, elegante con la sua criniera a frisè. Estrapolato dal suo contesto è un cavallo che guarda dietro di sé, al passato, ma per muoversi in avanti, verso il futuro.

Giulio Romano, artista fra i più influenti e apprezzati del Cinquecento italiano, i suoi inizi sono alquanto leggendari: non si ha notizia certa della sua data di nascita, ma cosa ben nota è che nacque a Roma alle pendici del Campidoglio –  vantando così il privilegio di aver conosciuto il Colosseo, la Colonna traiana e i ruderi del Foro romano come elementi del paesaggio urbano della sua infanzia – e che fu allievo di Raffaello di cui si qualifica come il brillante erede, pur discostandosi e approdando ad una sua personale, “nuova e stravagante maniera”. Che proprio nella città di Mantova trova massima espressione. Il suo genio poliedrico si espresse in forme artistiche e discipline estremamente varie, dall’architettura alla pittura, dagli arazzi all’oreficeria, trovando un comune denominatore nella pratica del disegno.

Alla corte mantovana di Federico II Gonzaga si trasferisce nel 1524, voluto insistentemente dall’allora marchese che al suo arrivo in città, oltre ad una casa ed un lauto vitalizio, gli offrì in dono il suo cavallo preferito, Luggeri. Ottenne il monopolio sulle imprese architettoniche e decorative: oltre a realizzare e decorare Palazzo Te (1525-1535), ristruttura e decora l’appartamento di Troia a Palazzo Ducale (1536-1539), dove progetta il Padiglione della Rustica.

(foto Nada Ait Bakrim – Nicola Malaguti)

 

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