MANTOVA, SALA DEI CAVALLI DI PALAZZO TE RAPPRESENTAZIONE DELL’OPERA BUFFA “LA DIRINDINA” di DOMENICO SCARLATTI

MANIFESTO DIRINDINA 2019.jpgSABATO 18 MAGGIO alle ore 20.45 a Palazzo Te, l’associazione AMAREMANTOVA apre la stagione 2019 con una vera e propria rarità musicale. Nella Sala dei Cavalli verrà rappresentata “LA DIRINDINA” un intermezzo buffo in un atto di Domenico Scarlatti raddoppiando quindi il numero di produzioni autoprodotte in ambito operistico.

Questa farsetta in musica, che debuttò al Teatro Capranica di Roma nel 1715, rivivrà grazie alle voci di Dario Giorgelè, Cecilia Rizzetto e Angelo Goffredi.  Ad accompagnarli l’Ensemble di strumenti d’epoca, “Vago Concento”, diretto dal maestro Marcello Rossi Corradini. Il regista Lorenzo Giossi ha giocato sulla contemporaneità dell’opera mischiando elementi di epoche diverse per raggiungere il suo scopo.

Nelle brevi giornate che tutti noi abbiamo a disposizione – scrive il regista nelle sue note – spesso ci capita di imbatterci in oggetti del passato, remoto e vicino, e ci poniamo sempre la stessa domanda: chissà a chi è appartenuto quell’oggetto e quante cose ha visto? Quante persone ed eventi ha conosciuto questo oggetto? Per poi scoprire che in fin dei conti le persone, e i loro comportamenti, non sono poi tanto dissimili nel passato come ai tempi nostri. Inevitabilmente nella mia regia – continua Lorenzo Giossi – ho trasposto questo ragionamento su LA DIRINDINA. Quest’opera ci mostra uno spaccato della società del 1715: un maestro di canto che inutilmente cerca di far capire alla sua allieva che l’arte del canto (come ogni studio artistico) comporta studio, dedizione, cura, difficoltà e sacrifici; in poche parole non si nasce “imparati”. Ma la sua allieva preferisce concedere le sue attenzioni al collega di studi che le prospetta una facile e brillante carriera a patto che sappia vendere bene la propria immagine.

la dirindina

Ovviamente tutta l’opera è condita da equivoci e fraintendimenti che la rendono brillante e a tratti comica. Se si ritorna ora sull’immagine iniziale – spiega Giossi –  si prende consapevolezza della sua attualità. Siamo quindi sicuri che la Dirindina appartenga “solo” al 1715? Ripensando alla storia degli oggetti presenti sul palcoscenico mi immagino il povero cembalo, o il pianoforte o un qualsiasi altro strumento musicale di studio, quale muto testimone di tante situazioni simili, nel passato e nel presente. Se potessero parlare, quello sgabello o quel clavicembalo, come in un vecchio dipinto da museo vedremo impresse anche le nostre abitudini, uguali e immutate nel trascorrere del tempo. Siamo pronti dunque a fare i conti con noi stessi e con la realtà che ci circonda?

Angelo Goffredi, tenore, PhD in Scienze dei Materiali, si diploma con il massimo dei voti al Conservatorio “Boito” di Parma con il M° Capilupi. Dal 2012 veste famosi ruoli operistici quali Alfredo ne “La Traviata” di Verdi al Regio di Parma (Imparolopera), Camille de Rossillon ne “La vedova Allegra” di Lehar al Comunale di Gorizia, Ferrando nel “Così fan tutte” di Mozart in piazza del Campidoglio a Roma, Edoardo Milfort ne “La Cambiale di Matrimonio” di Rossini a Parma, Mordecai in “Esther” di Haendel al Teatro Malibran (VE), Il Conte d’Almaviva ne “Il Barbiere di Siviglia” di Rossini con il M° Flavio Orizio e vincitore assoluto del ruolo di Orfeo nel Concorso della Fondazione MCES. Ha collaborato nel Film in Mondovisione “Rigoletto” girato a Mantova con Placido Domingo. Dal 2014 è Presidente dell’Associazione AMAREMANTOVA. Nel 2015 viene intervistato dalla Radio2 Svizzera curata dal celebre Giorgio Appolonia quale giovane tenore emergente. Nel 2015 e 2016 è tenore solista nel Concerto di Capodanno al Teatro Duse di Bologna. Nel 2016 è stato Edoardo Milfort ne “La Cambiale di Matrimonio” di Rossini nel Teatro Zandonai di Rovereto con repliche nel Trentino. Un tour in Germania con il gruppo barocco “NovaManto” a novembre 2016. Nel gennaio 2017 è stato Il Conte d’Almaviva ne “Il Barbiere di Siviglia” al Teatro Comunale di Adria, Ferrando nel “Così fan tutte” a Verona nel febbraio 2017. (www.operamusica.com/artist/angelo-goffredi/- VideoPromo: https://youtu.be/scGple5dShY).

 Cecilia Rizzetto, diplomata in pianoforte e laureata con lode in Lingue e Letterature Straniere, si è diplomata brillantemente in canto lirico con Cristina Pastorello presso il Conservatorio “Lucio Campiani” di Mantova e si è laureata con lode al Biennio di Musica Antica presso il Conservatorio “E.F. Dall’Abaco” di Verona con il M° Vincenzo di Donato. Ha frequentato masterclass con Cinzia Forte, Pietro Spagnoli ed Enzo Dara con il quale ha debuttato il ruolo di Serpina ne “La Serva Padrona” di Paisiello e quello di Elisetta ne “Il Matrimonio Segreto” di Cimarosa, rappresentate al Teatro Bibiena di Mantova. Ha debuttato il ruolo di Serpina anche ne “La Serva Padrona” di Pergolesi, della Zingaretta nella “Zingaretta” di Leo, di Gilda in “Rigoletto” di Verdi, di Fanny in “La Cambiale di Matrimonio” di Rossini, di Valencienne in “La Vedova Allegra” di Lehar, di Despina nel “Così fan tutte” di Mozart, di Euridice – Musica nell'”Orfeo” di Monteverdi e della First Witch in “Dido and Aeneas” di Purcell, di Bubikopf in “Der Kaiser von Atlantis” di Ullman. Al repertorio lirico affianca quello barocco, cameristico e sacro.

Dario Giorgelé, Basso-baritono veronese, è attivo da più di quindici anni nei Teatri italiani dove ha debuttato più di 50 ruoli. Si è specializzato nel repertorio buffo e del’700 debuttando i personaggi principali delle opere più famose di Mozart, Rossini, Donizetti. All’estero ha cantato all’Opera Comique di Parigi e alla Konzerthaus di Vienna nelle farse rossiniane “Il signor Bruschino” e “La cambiale di matrimonio” e all’Opera Nazionale di Seoul è stato Dulcamara. Nel 2011 ha avuto strepitoso successo come Papageno ne “Il flauto magico” che ha aperto la stagione al Carlo Felice di Genova trasmesso in diretta su RAI 5. E’ stato ancora Papageno nel 2016 nei Teatri di Bassano e Rovigo e nel 2017 al Verdi di Trieste. Ha lavorato anche nella prosa in “Histoire du soldat”(Diavolo) al “Donizetti” di Bergamo. Ha portato sulle scene “Il Grande George”, spettacolo di sua invenzione adatto agli amanti della lirica ma anche ad un pubblico vario e soprattutto ai bambini dove, tra arie buffe, magia, giocoleria e trasformismo, sfoggia le sue molteplici capacità di cantante-attore.

Lorenzo Giossi. Giovane regista e scenografo d’opera, nasce a Bologna e il suo poliedrico talento per le arti e la manualità lo porta a diplomarsi in pittura all’Istituto d’Arte e col massimo dei voti in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Parallelamente agli studi accademici intraprende l’attività di assistente alla regia per registi quali Paolo Panizza e successivamente a lungo con Federico Bertolani, arrivando in breve tempo a firmare i primi allestimenti. Tra i maggiori successi si ricordano regia de L’Elisir d’Amore al Teatro Sociale di Bergamo; regia, scene e costumi di Carmen e Il Barbiere di Siviglia sempre firmando l’intero allestimento esportato anche al Teatro Manoel di Malta. Gli studi musicali completano la sua formazione, potendo spaziare in settori vicini (direzione di palcoscenico). Esplora tutti i settori anche grazie all’assidua frequentazione, fin da giovanissimo, dell’attività del padre baritono, potendo studiare da vicino i mestieri. Alcuni teatri: Filarmonico di Verona, Verdi di Trieste, Donizetti di Bergamo, Bassano del Grappa, Verdi di Padova, Pergolesi di Jesi, sociale di Rovigo, Forum di Assago, Municipale di Piacenza, Pavarotti di Modena, Alighieri di Ravenna, Opera giocosa di Savona, Vespasiano di Rieti, Aurora di Gozo, Teatro Concordia di Venaria Reale (TO). Per AsLiCo:Comunale di Bologna, Regio di Parma, Verdi di Pordenone, Fraschini di Pavia, Comunale di Vicenza, Sociale di Mantova. La sua attività artistica spazia anche nella prosa come attore e nella pittura; dipinge quadri e illustrazioni partecipando a mostre e esposizioni. Promotore di eventi culturali, riporta l’opera lirica a Porretta Terme dopo decenni di assenza, riportando così una grande e importante tradizione perduta da tempo, che va ingrandendosi sempre più. Espande la sua attività anche a collaborazioni esterne con l’azienda Capware srl per disegni scenografici per allestimento mostre. Tra gli ultimi successi si ricordano nel 2018 regia, scene e costumi di Otello di Verdi al Teatro Concordia di Venaria Reale e de Il Barbiere di Siviglia, allestimento scelto per le celebrazioni rossiniane al Teatro Rossini di Lugo; si ricorda in fine Brundibar al Teatro Verdi di Trieste, firmando regia, scene, costumi e luci; spettacolo recensito come “tra i più belli e riusciti” della stagione 2017.

Anche quest’anno l’iniziativa di AMAREMANTOVA è volta a valorizzare il patrimonio artistico/architettonico della nostra città, e, in particolare risvegliare l’interesse e vocazione popolare dell’Opera Lirica, nonché i giovani artisti. La manifestazione #MANTOVAInCANTO2019 gode del patrocinio del MiBACT (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo), della Regione LOMBARDIA, del Comune di Mantova, dell’Ente Filarmonico di Guidizzolo, dell’Associazione Baldassarre Castiglione e dei Lions Club International; inoltre, beneficia del contributo del Comune di Mantova, dell’Orchestra SenzaSpine, de La Tür da Sucar, di Azzali Gioielli Mantova, della carrozzeria EUROPA, e dell’edilizia e progettazione SGUIZZARDI.

Il costo dei biglietti per tutti gli eventi sarà di 20 €  (ridotto di 10 €  per ragazzi e studenti fino a 16 anni)

Per info&prevendita: prenotazioni su amaremantova@libero.it e solo Wapp ai numeri 338.4280950 e 340.9340985; Ufficio stampa: dr. Fabio Grandi (grandi_fabio@hotmail.com)

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