PALAZZO DUCALE: UN PREZIOSO ALTARE TORNA A RISPLENDERE GRAZIE AL RESTAURO DEGLI ISTITUTI SANTA PAOLA

MANTOVA – Un’altra significativa operazione culturale viene portata a compimento da Palazzo Ducale di Mantova grazie alla collaborazione con la Scuola di Restauro degli Istituti Santa Paola e la Parrocchia dell’Assunzione della Beata Vergine Maria di Pieve di Coriano, Diocesi di Mantova. Il prezioso altare ligneo, venduto dalla parrocchia nel 1932 alla Soprintendenza e custodito presso la reggia gonzaghesca fino ai giorni nostri, è stato ricollocato nel luogo per il quale fu originariamente concepito tra Cinque e Seicento, ovvero all’interno della Chiesa della Beata Vergine di Pieve di Coriano, tornando a inquadrare l’affresco della Madonna con il Bambino tra i santi Sebastiano e Rocco.

Risale allo scorso 11 novembre 2020 la firma dell’accordo di concessione con il quale Palazzo Ducale cede l’opera alla parrocchia in uso gratuito e senza limite di tempo, fermo restando la proprietà dello Stato. Gli oneri per il trasporto sono stati a cura degli Istituti Santa Paola che, dal 2014 fino agli scorsi mesi, si sono occupati di effettuarne il restauro. Lo staff tecnico di Palazzo Ducale, previa autorizzazione della Soprintendenza, si è impegnato inoltre a garantire il supporto necessario per le operazioni di messa in opera e a fornire un utile vademecum con le informazioni fondamentali per la manutenzione del bene, che la parrocchia si assicura di mettere in pratica per la tutela dell’opera. Il trasporto e il montaggio si sono conclusi in questi giorni.

“La Diocesi di Mantova è grata alla direzione di Palazzo Ducale – afferma Don Stefano Savoia, Direttore dell’Ufficio Beni Culturali, Edilizia di Culto, Arte Sacra della Diocesi di Mantova – per aver portato a compimento questa importante operazione di valorizzazione culturale. La Parrocchia di Pieve di Coriano ha accolto con entusiasmo il ritorno del prezioso bene artistico, sottoposto a un delicato e paziente lavoro di restauro nel Laboratorio dell’Istituto Santa Paola. La chiesa “matildica” di Pieve, una delle più importanti del territorio, così come la ammiriamo oggi è frutto di un radicale intervento di restauro stilistico all’inizio del secolo scorso. Per mettere in luce le strutture romaniche è stata spogliata di quasi tutti gli arredi rinascimentali e barocchi, in gran parte ceduti ad altre chiese e allo Stato. I tempi sono cambiati e i principi di conservazione e fruizione dei beni culturali riconoscono che un’opera d’arte è decisamente più apprezzabile nel contesto di origine, soprattutto se di carattere religioso. Siamo inoltre grati al Ministero per i Beni Culturali che – attraverso le sue istituzioni e i suoi funzionari presenti nel territorio – esprime fiducia alle comunità parrocchiali e ne accompagna la crescita culturale”.

L’altare è costituito da un basamento dal quale si slanciano due eleganti paraste che sostengono un’arcata a tutto sesto, sormontata da una trabeazione finemente lavorata. Diverse figure e motivi vegetali affollano l’elaborato programma decorativo dell’opera. Le vicende storiche sull’altare sono state ricostruite da Stefano L’Occaso che attraverso un’accurata ricerca racconta come, nel 1932, il parroco don Alfredo Azzoni decise di vendere alcuni altari della chiesa, trovandosi in bisogno di mezzi per portare a termine la costruzione del campanile. Il parroco ottenne anzitutto il nulla osta dalla Curia e pose quindi in vendita le opere. Fu così che due altari e un dipinto furono acquistati nel 1932 dalla Soprintendenza: uno di essi è proprio quello ligneo del XVI-XVII secolo di cui parliamo, fotografie d’archivio ne presentano l’originaria collocazione in chiesa. Dopo il trasporto in Palazzo Ducale, i due altari e il dipinto furono esposti nell’appartamento di Guastalla (palazzo del Capitano) e, intorno al 1940, furono restaurati, per poi essere conservati – da prima del 1960 – in un deposito di fianco al Corridoio dei Fauni. Il dipinto è una Annunciazione (inv. st. 681, copia da Maarten de Vos, ca. 1580-1600) e si conserva ancora oggi in Palazzo Ducale, esposto nella galleria di Santa Barbara.

L’ancona lignea del nostro altare (inv. Statale 397) come detto incorniciava l’affresco raffigurante la Madonna con il Bambino tra i santi Sebastiano e Rocco, opera di anonimo della fine del sec. XVI. Nel 2014 l’altare fu dato in restauro agli Istituti Santa Paola, sotto la direzione tecnica interna della prof.ssa Anna Comoretto, docente di restauro della scuola; l’ottimo restauro si è concluso a settembre 2020 dopo diversi anni di lavoro e ha rappresentato una preziosa risorsa anche didattica per la formazione dei futuri tecnici del restauro e restauratori. Si sono pertanto realizzate le condizioni affinché l’affresco tornasse a essere ornato dal prezioso altare, per ricomporre la storia interrotta dalla vendita del 1932. La scarsissima bibliografia sull’altare ne ha posto la cronologia a cavallo tra XVI e XVII secolo (M.G. Grassi, Gli arredi lignei e l’intaglio negli edifici religiosi di Mantova e del Mantovano, in “Arte lombarda”, 42-43, 1975, pp. 97-112: 108) e ne ha ricostruito le vicende antiche e moderne (S. L’Occaso, Museo di palazzo Ducale di Mantova. Catalogo generale delle collezioni inventariate. Dipinti fino al XIX secolo, Mantova 2011, p. 219).

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