Tra la metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento il territorio ticinese è stato gradualmente scoperto e descritto da molti naturalisti e uomini di scienza, da geografi, fotografi, pittori, storici dell’arte: essi hanno percorso e analizzato, sia con gli strumenti scientifici, sia attraverso gli strumenti tecnici propri della loro epoca e del loro mestiere (il disegno, il rilievo morfologico, l’incisione, la fotografia, la pittura ad olio…) il paese in cui vivevano e operavano.

È un territorio interamente costruito, nella sua fisicità, da un’onnipresente e aspra natura alpina e soprattutto dagli uomini che nel corso dei secoli l’hanno utilizzata, vissuta e talvolta trasformata: è un’opera aperta, sempre plasmabile, che racchiude in sé, in un grande palinsesto, elementi naturali che talvolta assurgono a simbolo cui gli abitanti hanno costantemente attribuito una funzione e un significato differente nel corso del tempo, manufatti ed edifici utilitari o rappresentativi che ne hanno profondamente modellato l’aspetto.

Pietro Chiesa Harmonie d’Automne (1913). Olio su tela 81.5×110.5 cm. Collezione privata 
Aegidius Tschudi Helvetiae Abraham Ortelius (), Theatrum Orbis Terrarum (Anversa 1570), 38×52 cm. Collezione Bellasi 
Antonio Fontanesi Torello (1849 ca.). Matita su carta, 29×22 cm. Collezione privata, Torricella 
Gioachimo Galbusera Laghetto Moesola veduta dal Passo. Olio su tela 164×109 cm. Patriziato di Mesocco 
Carlo Bossoli Riva del grano (1849). Tempera su carta, 49×68 cm. Museo d’Arte della Svizzera italiana, Lugano. Collezione Città di Lugano
Questa esposizione vuole illustrare le intuizioni e le tecniche utilizzate da coloro che, a partire da metà Ottocento, guardarono e interpretarono con occhi nuovi e nuovi strumenti di indagine il loro territorio. Nacquero così le prime elaborazioni cartografiche, le carte topografiche Dufour e Siegfried, allestite secondo aggiornati criteri geodetici e trigonometrici, misurati e stabiliti con precisione (e grandi fatiche) sul terreno.
Qualche tempo dopo fu elaborata una prima catalogazione dei monumenti più significativi esistenti sul territorio ticinese, sotto l’impulso del padre della storiografia artistica elvetica Johann Rudolf Rahn (1841-1912). In mostra si espone una serie di disegni del suo allievo e aiutante Hermann Fietz (1869-1931), che illustrò e rilevò con oggettività e precisione non solamente i monumenti maggiori, ma anche il contesto e il paesaggio che li conteneva.

Con uguale acribia operarono anche i primi naturalisti – tra tutti non si può non ricordare Luigi Lavizzari (1814-1875) uomo di scienza ma anche politico – che descrissero con precisione le componenti del paesaggio naturale raccogliendo e catalogando i più differenti materiali. La prima parte dell’esposizione vuole quindi dar conto di questa grande operazione analitica, che da subito fu accompagnata non solamente dal disegno e dalla cartografia ma anche dalla fotografia.
La seconda parte si concentra invece sulla presentazione di alcuni aspetti particolarmente significativi del territorio ticinese (il bosco e la selva castanile; il vigneto; il territorio alpino e glaciale; l’ambiente lascustre) grazie alle opere di artisti (quelli noti come Luigi Rossi, Edoardo Berta, Filippo Franzoni, Ugo Zaccheo ma anche di quelli meno noti come Remo Patocchi, Regina Conti, Emilio Maccagni…) che interpretarono e diedero un nuovo significato a questi paesaggi.
Questi dipinti sono messi a confronto, ove possibile, con i materiali elaborati da naturalisti, geografi e fotografi per restituire un sguardo di insieme su come veniva percepito e rappresentato il paesaggio, secondo un nuovo modo di sentire e un fortissimo interesse.
Chiude l’esposizione uno sguardo, inevitabile e peraltro dovuto, sul futuro. Oggi il paesaggio è letto attraverso l’informatica, le nuove tecnologie (il rilevamento fotogrammetrico; il Laser scanner e i droni) e la geomatica. Questi strumenti ci permettono di avere una percezione e quindi un’interpretazione nuova e inedita del paesaggio, che non sarà certamente l’ultima.
Il nostro territorio, con i suoi contenuti naturali e antropici, sarà sempre per chi vi abita fonte inesauribile di nuove storie, magie e meraviglie: un paesaggio incantato, per l’appunto. Una postazione presenta inedite e suggestive riprese con i droni e la loro rielaborazione attraverso un modello in 3D.

Mostra a cura di Paolo Crivelli, Giulio Foletti, Filippo Rampazzi
Coordinamento Mariangela Agliati Ruggia E Alessandra Brambilla
Dal 13 novembre 2021 al 25 aprile 2022
da martedì a venerdì: 9-12 / 14-18
sabato, domenica e festivi: 10-12 / 14-18
chiuso il lunedì; 24, 25 e 31/12
aperto 1/11; 8 e 26/12; 1 e 6/1
intero: CHF / € 10.- ridotto (pensionati, studenti, gruppi): CHF / € 8.-
Pinacoteca cantonale Giovanni Züst CH-6862 Rancate (Mendrisio) Cantone Ticino, Svizzera
tel. +41 (0)91 816 47 91 decs-pinacoteca.zuest@ti.ch www.ti.ch/zuest
Servizi: Visite guidate su prenotazione anche fuori orario; bookshop; audioguide; parcheggi nelle vicinanze.
Si accettano euro; non si accettano carte di credito.
Cataloghi
Edizioni Pinacoteca cantonale – Giovanni Züst, Rancate

