CRISI SAGA COFFEE: riunione del tavolo in Regione sulla chiusura di Gaggio Montano. COLLA: L’azienda deve ritirare il provvedimento di chiusura, è inaccettabile

A rischio oltre 220 posti. Presidio di dipendenti e sindacati davanti a viale Aldo Moro. L’incontro col presidente Bonaccini: “Questa è la terra del Patto per il Lavoro e per il Clima, non può esserci chi viene a fare spesa nel nostro territorio e poi se ne va una volta che realizza profitti. Il Governo approvi in fretta il provvedimento annunciato contro le delocalizzazioni”

Due settimane di tempo per verificare e portare al tavolo aperto in Regione un percorso industriale concreto per salvare occupazione e produzione nel sito dell’Appennino bolognese.

È l’esito del primo incontro che si è svolto oggi pomeriggio in Regione Emilia-Romagna, dopo l’annuncio della chiusura di Saga Coffee, azienda di Gaggio Montano, a seguito della decisione di delocalizzare presa dal Gruppo Evoca.

“Noi, insieme alle altre istituzioni, abbiamo ribadito una posizione chiara: è inaccettabile la chiusura di una azienda come questa- ha affermato l’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla, al termine del confronto in viale Aldo Moro. – Non dobbiamo permettere una simile cesura, economica e sociale, in un territorio particolarmente fragile come quello della Montagna. Abbiamo ribadito all’Azienda che deve essere ritirato il provvedimento di chiusura. Per noi rimangono non condivisibili le motivazioni portate dalla proprietà sulla mancata redditività dello stabilimento. Allo stesso tempo, a bocce ferme, attendiamo dalla proprietà, che si è detta disponibile, di conoscere i dettagli delle ipotesi di re-industrializzazione a cui ha iniziato a lavorare, tra l’altro con la nomina di un advisor”.

All’incontro di questo pomeriggio, oltre alla Regione, erano presenti Sergio Lo Giudice per la Città Metropolitana di Bologna, Giuseppe Pucci, sindaco di Gaggio Montano, l’amministratore delegato di Saga Coffee e del Gruppo Evoca, Andrea Zocchi di Confindustria Emilia-Romagna, i rappresentanti sindacali regionali e territoriali dei metalmeccanici di Cgil-Fiom e Fim Cisl, Uil regionali e di Bologna nonché le Rsu interne, rappresentanti dei lavoratori.

Il prossimo incontro è già stato fissato per martedì 23 novembre, in mattinata, sempre in Regione a Bologna, quando l’Azienda dovrà presentare al Tavolo di salvaguardia occupazionale regionale un percorso di re-industrializzazione che ha dichiarato di aver già avviato.

“Siamo disponibili- ha aggiunto Colla– a discutere di nuove soluzioni che però partano da un presupposto ineludibile: salvaguardare l’occupazione di tutte le lavoratrici e i lavoratori. Il periodo di tempo acquisito sarà inoltre necessario a ridefinire il rinnovo degli ammortizzatori sociali. Siamo disponibili, a fronte di ipotesi serie, ad accompagnare quel percorso anche con investimenti in ricerca e sviluppo, e con tutti gli strumenti di politica attiva possibili, a partire dalla formazione e qualificazione professionale dei dipendenti. Azioni, queste, previste dal Patto per il Lavoro e per il Clima sottoscritto dalle forze sociali ed economiche emiliano-romagnole”.

Durante l’incontro, l’assessore ha ribadito che della vicenda è già stato interessato anche il Ministero dello Sviluppo economico, poiché “l’impatto della vertenza ha caratteristiche nazionali”.

Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha incontrato prima dell’avvio della riunione del tavolo di crisi i lavoratori di Saga Coffee in presidio sotto le Torri dell’amministrazione regionale: “Siamo a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori. Non può esserci- ha detto loro- chi viene a fare spesa nel nostro territorio e poi una volta che abbia realizzato profitti se ne vada. E poi non possiamo dimenticare che in questi anni, in precedenti crisi, l’azienda ha ricevuto anche aiuti pubblici, compreso l’impegno della Regione: questa è la terra del Patto per il Lavoro e per il Clima, e questo non deve accadere. Faremo tutto ciò che è possibile per tutelare sito produttivo e posti di lavoro e chiediamo al Governo di approvare al più presto possibile il provvedimento annunciato contro le delocalizzazioni”.

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