C-CHANGE FESTIVAL, A MANTOVA LA CULTURA SCENDE IN CAMPO PER L’AMBIENTE

16 associazioni, 11 eventi, 1 unico obiettivo: sensibilizzare il pubblico sugli effetti del cambiamento climatico. Un nuovo Festival anima la città dei Gonzaga che si tinge di verde per omaggiare la natura. La tematica ambientale sarà trattata in maniera trasversale attraverso diversi linguaggi culturali.

Esposizioni, laboratori, letture, lectio magistralis e una residenza artistica che vede il coinvolgimento dell’artista sudafricana Zana Masombuka. Appuntamento a Palazzo Te il 12 e il 13 marzo.

L’attesa è finalmente finita e il C-Change Festival apre le sue porte al pubblico. Il progetto, organizzato da Caravan SetUp in partenariato con il Comune di Mantova e Alkémica Soc. Coop. e sostenuto  da Fondazione Cariverona attraverso il bando “Cultura in rete 2019”, nasce per promuovere azioni culturali, volte alla sensibilizzazione al cambiamento climatico, realizzate in contesti non abituali.

Il festival viene ideato in seguito al progetto europeo C-Change di cui Manchester è stata città capofila e che ha coinvolto le città di Mantova, Breslavia, Gelsenkirchen, Sibenik, Águeda. Il progetto è partito nel 2020 e ha visto fin da subito la collaborazione con il gruppo ARC3A – Azioni per la Resistenza Climatica Collettiva di Cultura e Arte, nato per continuare le buone pratiche iniziate con la partecipazione al progetto C-Change.

Numerose sono state le attività realizzate dal 2020 ad oggi. In collaborazione con In viaggio con Harry, Without Frontiers, Trame Sonore, Festivaletteratura, FattidiCultura sono state realizzate le C-Change Pills, videointerviste in pillole ad alcuni dei protagonisti dei festival cittadini.

Tra questi Suyeon Kang violinista, Anna Osei scrittrice, Alessandro Barbero storico, Andreco artista e ingegnere ambientale e Luca Borriello Presidente INWARD – Osservatorio Nazionale sulla Creatività Urbana. È stata poi realizzata una mostra di poster art utilizzando gli spazi riservati alle affissioni pubblicitarie, dal titolo Guardami. Io sono Mantova. in cui 9 artisti hanno riflettuto sull’ambiente cittadino raccontandolo attraverso immagini.

Il collettivo exVuoto teatro ha convolto circa 30 bambini nella realizzazione di una mappatura emotiva, “Nuovo Ritmo” che indagava il concetto di ambiente dal punto di vista dei più piccoli. Si è trattato di una passeggiata performativa, uno spettacolo itinerante costruito con gli abitanti della città di Mantova per riscoprire a piedi le differenze tra luoghi urbani, periferie e spazi verdi. LUNETTA. Anno Zero, scuola di alta formazione sull’arte urbana, ha ospitato conferenze e workshop sulla comunicazione sostenibile e sulle nuove modalità di esecuzione e conservazione delle opere d’arte nel rispetto dell’ambiente.

A gennaio poi, sotto la supervisione di Marco Miccoli di Bonobolabo, 8 artisti, per festeggiare i 700 anni dalla nascita di Dante, hanno realizzato l’immagine del sommo poeta in relazione a Virgilio.

Questo quanto accaduto da agosto 2020 ad oggi. Ora però il progetto entra nel vivo con due giorni ricchi di attività, nella splendida cornice di Palazzo Te, che ancora una volta mostra la sua vocazione a luogo di innovazione e rinascita culturale. E allora le C-Change Pills illumineranno le vetrine della città; due laboratori insegneranno ai bambini il valore del riuso e della tutela del nostro pianeta; una performance racconterà il mutare delle stagioni. Ma il vero cuore del festival è la residenza dell’artista sudafricana Zana Masombuka.

L’artista è arrivata a Mantova il 22 febbraio e rimarrà fino al 13 marzo per andare alla scoperta delle peculiarità dell’ambiente mantovano, attuando un confronto che pone in luce punti in comune e differenze, con i suoi luoghi d’origine. La sua ricerca esplora il rapporto tra uomo e ambiente e tra uomo e tecnologia e, con l’ausilio del mezzo fotografico, racconta temi come l’identità, il tempo, le avversità e il capitalismo. A Mantova Zana sta incontrando rappresentanti di tutte le associazioni e festival cittadini per approfondire la conoscenza dei luoghi più significativi e delle tradizioni e le abitudini locali.

“Mi sono sentita più presente e connessa mentre passeggiavo in riva al lago osservando il tramonto. E ancora durante le passeggiate nello spettacolare parco pubblico e a Bosco Fontana, dove si avverte l’intrecciarsi dell’ecosistema con la cultura della città, in piccoli ma importanti atti di cura e sostenibilità. C’è una bellezza intrinseca che si trova nel magnifico manifestarsi di tutto questo, come un bacio dal cielo” racconta l’artista. 

Infine, alle 21:00 del 12 marzo, presso la Sala dei Cavalli di Palazzo Te, Zana terrà una Lectio Magistralis per raccontare ai cittadini gli esiti della sua residenza. Un week-end imperdibile in uno dei luoghi più belli al mondo.

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