Chi era davvero la Maddalena? A lei l’arte, la letteratura, il cinema hanno dedicato centinaia di opere e di eventi. Straordinaria è la ricchezza di immagini generate dal personaggio Maddalena in pittura e in scultura, che hanno dato vita a capolavori che segnano la storia dell’arte stessa e i suoi sviluppi, da Giotto a Caravaggio, da Botticelli a Tiziano, da Donatello a Crivelli a Signorelli, da Tintoretto a Rubens, da Canova ad Hayez, da Guttuso a Melotti, solo per citarne alcuni.

Proprio attraverso alcune delle più preziose e affascinanti opere d’arte a lei dedicate, l’esposizione ospitata ai Musei San Domenico di Forlì – per il pubblico dal 27 marzo al 10 luglio 2022 – intende indagare il mistero irrisolto di una donna che ancora inquieta e affascina.

La mostra, a cura di Cristina Acidini, Paola Refice, Fernando Mazzocca, suddivide in undici sezioni circa 200 opere tra le più significative dal III secolo d.C. al Novecento, in un percorso espositivo che ricomprende pittura, scultura, miniature, arazzi, argenti e opere grafiche e che si snoda attraverso i più grandi nomi di ogni epoca. Ideata e realizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì in collaborazione con il Comune di Forlì e i Musei San Domenico, la mostra si avvale di un prestigioso comitato scientifico presieduto da Antonio Paolucci e della direzione generale di Gianfranco Brunelli.

Il progetto espositivo porta in Italia capolavori provenienti dalle più importanti istituzioni nazionali e internazionali. Il percorso, curato nel suo allestimento dagli studi Wilmotte et Associés di Parigi e Lucchi & Biserni di Forlì, e si articolerà all’interno della Chiesa di San Giacomo e delle grandi sale che costituirono la biblioteca del Convento di San Domenico, accompagnato da un catalogo edito da Silvana Editoriale.
La mostra è stata inaugurata sabato 26 marzo, con un concerto nel pomeriggio al Teatro Diego Fabbri alla presenza del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, dell’assessore regionale alla Cultura, Mauro Felicori, del sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, e del direttore generale della mostra, Gianfranco Brunelli.