IL RISO ALLA PILOTA De.Co. PROTAGONISTA NEL MESE DI MAGGIO A CASTEL D’ARIO

CASTEL D’ARIO – Sono ormai pronti ad accendersi i riflettori sull’edizione 2022 della Festa del Riso alla Pilota De. Co. di Castel d’Ario; il tutto avverrà nella città che ha dato i natali al mito delle quattro ruote Tazio Nuvolari, per gli appassionati “Nivola”, dal 5 al 23 maggio nell’area feste adiacente al Castello.

Nello specifico vi è da sottolineare che l’iniziativa vivrà i suoi momenti più salienti, dagli stand aperti, dalle 19,30 nei giorni feriali ed anche a mezzogiorno in quelli festivi, per la degustazione dei vari piatti posti nel menù agli spettacoli che renderanno l’atmosfera ancor coinvolgenti, nei giorni: 5, 6, 7, 8, 12, 13, 14, 15, 19, 20, 21, 22 e 23 maggio.

Dietro le quinte di questa manifestazione da settimane sono impegnati nella cura di ogni minimo particolare i volontari della Pro Loco. Al fianco del gruppo guidato da Paolo Soave in questa occasione vi sono il Comune, l’Ecomuseo della risaia, dei fiumi e del paesaggio rurale mantovano, l’associazione La strada del riso e dei risotti mantovani, il Gruppo Culturale “amici del Castello”, l’Spc, Strade Pulite Castel d’Ario, e l’associazione “Riso alla pilota di Castel d’Ario De.Co.”.

Questa manifestazione che unisce l’amore per la valorizzazione di un’eccellenza gastronomica tipica di questo territorio, quale appunto il riso alla Pilota o Al Puntel, con la promozione di eventi di vario genere dalla cultura popolare, alla storia, alla musica.

Ogni domenica, nel periodo della festa, dalle 15:00 si potrà vedere e ascoltare le accurate e ricche di aneddoti descrizioni del famoso Castello di Castel d’Ario da parte dalle guide degli “Amici del castello” capitanati da Gabriella Mantovani. (PB)

Castel d’Ario è un centro agricolo e industriale della Pianura risicola Mantovana. Qui il risotto veste toni mitici, che potrete verificare nei numerosi ristoranti e trattorie che si affacciano un po’ ovunque.

Sul paese, svetta la leggendaria Torre della Fame, il fortilizio di origine romana edificato dal centurione Ario; alla leggenda si adeguò Carducci quando fu incaricato, nel secolo scorso, di trovare un nome più originale al paese, il quale fino al 1867 era chiamato Castellaro.

Il castello, le cui mura hanno pianta pentagonale irregolare, è documentato fin dal 1082, quando l’imperatore Enrico IV donò il feudo di Castellaro al vescovo di Trento.

Successivamente esso fu abitato dai Bonacolsi, dai Gonzaga e dai napoleonici, che nel 1796 inclusero il paese nella Repubblica Cisalpina.

A testimoniare quasi un millennio di storia e battaglie, rimane la Torre della Fame, ai cui piedi, nel secolo scorso, furono portati alla luce sette scheletri umani, uno dei quali ancora incatenato.

L’interpretazione più attendibile li ritiene di Francesco Pico della Mirandola e di due suoi figli, imprigionati da Passerino Bonacolsi per aver incitato il popolo alla rivolta e ai Bonacolsi stessi, imprigionati nella torre dopo l’avvento dei Gonzaga.

Una lapide posta sopra la porta d’accesso del castello celebra le vittime della tirannia.

Per gli amanti dello sport automobilistico la cittadina ha dato i natali, nel 1892 al famoso pilota automobilistico Tazio Nuvolari.

Il “Mantovano volante” o “Nivola”, quest’anno ne ricorre il 130° anniversario con varie manifestazioni  come amava definirlo D’Annunzio, noto per l’audacia e per lo spirito irriducibile, ottenne  numerosi successi e riconoscimenti e infiammò, con la sua guida spericolata, le folle di tutto il mondo.

IL RISO VIALONE NANO VIENE PREPARATO IN GRANDI PAIOLI IN OCCASIONE DELLE FESTE IN PIAZZA

Tutte le Domeniche, oltre a pranzare c’è la possibilità di acquistare i prodotti della terra mantovana, nel grande e variopinto mercato; tra questi c’è il riso Vialone Nano, il pesto di maiale o pisto, il grasso pesto detto “gras pistà”, la salamella mantovana, il cotechino, la coppa, la pancetta, il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano, i tipici dolci artigianali cotti al forno e i vini mantovani.

Le scorse edizioni gastronomiche hanno richiamato più di 20.000 persone, arrivate da diverse zone e attratte dal profumo e dal gusto inimitabile del “Riso alla Pilota”.

Questo popolare piatto mantovano, servito alla corte dei Gonzaga e condiviso con il veronese, deve il nome agli operai addetti alla pilatura del riso, chiamati “piloti”, a sua volta derivante da pila, il grande mortaio, dove il riso veniva separato dalle glume per mezzo di una sorta di pestello meccanico manovrato a mano.

Essi erano degli specialisti nella preparazione del piatto e avevano l’abitudine, legata al grande appetito dovuto al pesante lavoro manuale, di condire molto questo riso, raddoppiando le dosi di burro, salamelle e grana.

Il Risotto alla Pilota, anticamente preparato nelle cascine per festeggiare il raccolto del riso, è uno dei capisaldi della cucina locale ed è impropriamente definito risotto a causa della sua diversa tecnica di preparazione.

La ricette

Risotto alla Pilota

Ingredienti:

  • 400 g di riso Vialone Nano,
  • 500 g  di salamelle mantovane, 
  • 70 g  di formaggio grana grattugiato,
  • 70 g di burro,
  • sale q.b.

Preparazione

In una casseruola di materiale pesante versare 550 ml di acqua non troppo salata; mettere il recipiente sul fuoco.

Portare a bollore e versarvi il riso facendolo scendere da un foglio di carta arrotolata ad imbuto in modo che il riso cada tutto al centro del recipiente formando una montagnetta conica, la cui punta deve uscire dall’acqua di circa 1 cm (se la punta non uscisse dall’acqua, togliere dell’acqua con un mestolo).

Quando alza il bollore, scuotere leggermente il recipiente in modo che il riso scenda un poco e continuare la cottura su fuoco vivace per circa 12 minuti.

Levare quindi la casseruola dal fuoco, coprirla e avvolgerla in un panno spesso per conservarne il calore e lasciare riposare per circa 15 minuti senza più toccarlo.

Nel frattempo soffriggere in una padella il burro e le salamelle precedentemente pelate; lasciar rosolare schiacciando le salamelle con una forchetta per farle sciogliere il più possibile.

Aggiungerle poi al risotto, unire due cucchiaiate di grana, mescolare bene e servire con il restante, formaggio a parte. 

Risotto alla Pilota con Puntel

Ingredienti:

  • 400 g di riso Vialone Nano,
  • 500 g di salamelle mantovane, 
  • 70 g di formaggio grana grattugiato,
  • 70 g di burro,
  • sale q.b.
  • 2 salamelle,
  • 4 braciole col manico e 4 costine di maiale. 

Preparazione

Ungete con l’olio una casseruola, possibilmente di coccio e versate il riso facendolo scendere da un foglio di carta in modo che cada al centro della pentola, formando una specie di cono; versate il brodo necessario per coprire il riso fino ad un centimetro sotto la punta del cono.

Scuotete leggermente il recipiente perché il riso venga coperto tutto dal liquido. Riportate a bollore vivo, mescolando per cinque minuti, poi coprite la casseruola perfettamente per impedire l’evaporazione, abbassate il fuoco al minimo e portate a cottura senza più rimescolare.

Nel frattempo cuocete ai ferri le braciole e le costine, imbiondite la cipolla nel burro, mettete le salamelle spellate e sbriciolate e fate perdere il loro grasso senza renderle croccanti.

Aggiungete al riso le salamelle e il formaggio grattugiato, rimescolate, versate il risotto in un piatto caldo e contornatelo, a corona, con le costine e le braciole con fuori il manico detto “puntel”. 

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