MAD PRESENTA: ABSTRAKTA, MOSTRA DEDICATA ALL’ASTRATTO INFORMALE. IN GALLERIA OPERE DI DIANI, MERLIN, VALENTINI

Mantova Arte Design il 4 giugno apre la mostra ManABSTRAKTA, dedicata all’arte astratto informale con tre artisti VALERIO DIANI, PIERANGELO MERLIN, LORIANA VALENTINI. Vernissage sabato 3 giugno ore 18 presentazione di Massimo Pirotti e a seguire concerto di Filippo Lui con musiche di sua composizione.

Valerio Diani nasce nel 1952 a Mantova, dove vive e lavora. Ha iniziato a dipingere nei primi anni ‘70, interpretando in modo originale alcune figurazioni del surrealismo storico (Arp, Tanguy). Nel corso degli anni l’interesse di Diani si volge all’arte concettuale e soprattutto agli autori del Nouveau Réalisme, spinto dal bisogno di proporre una realtà colta nelle sue stesse materie, oggetti, impronte.

Valerio Diani

La “realtà” nelle opere di Diani, proprio esaltando l’immediata concretezza della materia, la sua oggettività, il suo essere manufatto, si costituisce come una riscrittura del reale, un palinsesto, una “realtà stesa sopra la realtà”. Fondamentali per l’artista sono le lezioni di Burri e di Fontana. Ma non solo, grazie alla frequentazione di pittori mantovani quali Sergio Sermidi e Renzo Schirolli, Diani concentra nell’uso del colore puro, al quale affida il compito di strutturare per fasce cromatiche il supporto, tanta parte della sua ricerca pittorica.

Pierangelo Merlin ha pubblicato tre libri di poesia, si interessa di fotografia e letteratura. Nella pittura è autodidatta da 5 anni.

Pierangelo Merlin

Loredana Valentini. Nella primavera del 2015, dopo un periodo di isolamento e di riflessione, nella necessità di affrontare e superare impegnative sfide personali, ho avvertito la necessità di sperimentare in pittura nuovi linguaggi espressivi, trovando il coraggio di operare a modo mio, secondo le indicazioni di una ricerca autonoma e senza cercare, quindi, consensi esterni.

Loriana Valentini

Ho realizzato con fiducia alcuni dipinti, riservandomi di sottoporli solo in seguito ad una analisi critica che mi rendesse edotta sui caratteri del mio nuovo modo di procedere e sulla validità di questi primi impulsi. Non mi sentivo un’esordiente, ma al tempo stesso avvertivo l’incertezza di chi non possedeva un’adeguata autostima. Sottoposi i miei nuovi lavori al critico e storico dell’arte Nerio Rosa il quale li approvò con entusiasmo e mi dedicò addirittura una pubblicazione monografica.

Sono passati degli anni da allora e abbiamo vissuto tutti cose che non avremmo mai immaginato di vivere, ma io non ho mai abbandonato la pittura e la volontà di mostrarla agli altri attraverso sempre nuove mostre, perché ho capito ciò che ha scritto Alberto Sughi: “Il lavoro del pittore non finisce col suo quadro, finisce negli occhi di chi guarda”.

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