PARMA – Pensare in modo diverso il potere, un potere che non sia dominante ma condiviso e dove le donne non abbiano un ruolo marginale.
Da questa premessa nasce il progetto teatrale “Mute d’accento” a cura di Festina Lente Teatro e Vagamonde, dall’esperienza ormai ventennale nel condurre percorsi teatrali rivolti alle donne, migranti e native, realizzato con il contributo di Fondazione Cariparma.
Si svolgeranno due conversazioni filosofiche, curate da Angela Marchetti, docente di Storia e Filosofia al Liceo Scientifico Bertolucci: una aperta alla città giovedì 8 settembre alle ore 18.30 in un giardino privato in Borgo Tanzi, 3 (ingresso gratuito fino esaurimento posti disponibili, con prenotazione obbligatoria, via e-mail a vagamonde@libero.it; per info cell. 349 1793712 -) ed una dedicata ai giovani studenti del Liceo Albertina Sanvitale a fine settembre.
La filosofia, attraverso le voci dei suoi sapienti, ci viene in soccorso con parole e pensieri che aiutano a pensare la vita, ad aprirla ad una dimensione più universale e decentrata, che permette di concedersi la libertà di cambiare prospettiva. Nelle conversazioni si potrà scoprire come la consapevolezza e le nuove comprensioni possano modificare il nostro punto di vista e migliorare il nostro vivere.
“Mute d’accento” intende indagare i rapporti umani nella loro relazione con il potere, privilegiando i pensieri e le visioni delle donne che per troppo tempo sono state messe a tacere, rese mute, anche se non è facile ridurre una donna al silenzio.
Attraverso le azioni del progetto sinergiche le une alle altre, si cercherà di acquisire una maggiore coscienza dei pregiudizi e dei tabù che attraversano tutte le culture e società e che spesso conducono, con valenze diverse, al non ascolto e all’esclusione della donna dai luoghi di potere e di cultura. Il progetto si concluderà a ottobre con lo spettacolo, in prima assoluta, alla Galleria San Ludovico diretto da Andreina Garella, con le ambientazioni di Mario Fontanini e le musiche di scena di Ailem Carvajal, creato per Verdi OFF.
In scena 17 donne di tutto il mondo, di tutte le età, migranti e native, vecchie e nuove cittadine che daranno, con le loro differenze e l’alterità delle loro voci, una visione più ampia del tema e una indicazione per il cambiamento e l’incontro.
In caso di maltempo si svolgerà al chiuso nello stesso luogo e orario.
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