COLDIRETTI MANTOVA: blockchain, filiere corte, gusto e comunicazione per la carne bovina

La comunicazione sarà il grimaldello per sconfiggere la carne sintetica, la cui concorrenza, stando almeno all’opinione dei consumatori (il 95% non la vuole), non dovrebbe impensierire.

Anche le prospettive, almeno in chiave globale, con solo il 23% che intende ridurre i consumi di carne, non sono così drammatiche. Dal convegno di Coldiretti Mantova sul tema “Gusto e sostenibilità: così la carne bovina sconfiggerà quella sintetica”, emerge comunque l’urgenza di conquistare i consumatori più giovani, potenzialmente meno affezionati alla carne bovina, anche perché sottoposti a bombardamenti di notizie false ormai da anni, visto che risale al 2015 l’allarme dell’Oms sui rischi dei consumi di carne rossa, smentiti poi dopo anni.

“L’innovazione tecnologica e digitale, la filiera corta e la Blockchain (database avanzato che permette la condivisione trasparente di informazioni all’interno di una rete aziendale) sono elementi necessari per garantire la qualità, la sostenibilità e il valore intrinseco della carne – ha detto Paolo Carra, presidente di Coldiretti Mantova -. E sono gli elementi che gli allevatori di bovini da carne dovranno sfruttare per sconfiggere la concorrenza della carne sintetica e per migliorare i bilanci aziendali che in questa fase, fra maggiori costi di produzione per il caro energia e il boom delle materie prime alimentari, sono in sofferenza”.

Messaggi che saranno ribaditi in un dialogo diretto col consumatore anche al prossimo Villaggio di Coldiretti, in programma a Milano dal 30 settembre al 2 ottobre.

Lo scenario per uno dei settori chiave della zootecnia italiana (la carne bovina vale 2,8 miliardi di euro a livello nazionale, ricorda Coldiretti Mantova) potrebbe migliorare.

“Mentre il prezzo del latte è quasi raddoppiato rispetto al 2021 – spiega il professor Daniele Rama, direttore dell’Osservatorio del mercato sui prodotti zootecnici dell’Università Cattolica – il prezzo della carne bovina ha subito l’incremento dei costi di produzione, la rarefazione dell’offerta dei broutard dalla Francia anche per effetto dei cambiamenti climatici che hanno ridotto il numero dei parti, e un arretramento, seppure lieve, dei consumi, con l’avanzata dei sostituti delle carni, evidenziati da Ismea con un +15% per i prodotti a base vegetale”.

Bisogna preoccuparsi?

“È difficile che la cosiddetta carne a base vegetale faccia leva sul grande pubblico. In primis perché costosi, poi perché appartengono ai prodotti ultra-processati, che non sono anche per la scienza l’ideale per l’alimentazione”, ribadisce il prof. Rama. Inoltre, i dati indicano che il numero dei vegani in Italia è fermo.

“Bisogna comunicare di più il ruolo degli allevamenti nell’economia circolare, per la tutela del benessere animale e per il valore aggiunto della carne, che grazie alla biodiversità delle razze, all’alimentazione, al territorio, si differenzia per il gusto rispetto alla carne sintetica e costituisce un modello di presidio del territorio, purtroppo molto spesso demonizzato con estrema superficialità da chi non conosce la realtà zootecnica”, commenta Primo Cortelazzi, presidente del Consorzio lombardo produttori di carne bovina (400 soci allevatori, 100mila capi allevati e dimensioni medie dell’allevamento fra i 200 e i 500 capi), che a breve sperimenterà con 50 allevamenti un nuovo modello di filiera corta, coinvolgendo macelli e negozi sul territorio nazionale.

Per la carne sintetica, esempio di fake news e di tentativo da parte delle multinazionali di uniformare gusti e consumi, sembra davvero non esserci storia. Ne è convinta la prof. Debora Viviani, ricercatrice di Sociologia dei processi culturali dell’Università di Verona, che esclude proprio la carne di laboratorio dall’immaginario del consumatore tipico.

“Le quattro parole chiave che guidano il consumatore sono: benessere, risparmio, sicurezza e sostenibilità – precisa Viviani -. La carne sintetica non risponde ad alcuna di queste caratteristiche e, per quanto a livello di immagine sia stata spinta l’idea di carne ‘pulita’ in quanto prodotta in laboratorio, è lo stesso concetto di carne sintetica ad essere bocciato dal 95% dei consumatori, come la stessa Coldiretti recentemente ha ricordato. Non è naturale e, quindi, è percepita come non sicura”.

Al convegno di Coldiretti Mantova è intervenuto anche il presidente del Consorzio di tutela del Grana Padano, Renato Zaghini, che ha invitato a fare squadra contro le fake news e contro politiche che non sempre sono vicine agli allevatori, “per non parlare dei rischi del latte sintetico, che non ha alcuna affinità con quello vero, ma che è comparso in un tentativo di omologazione dei gusti”.

Il mondo agricolo dovrà essere vigile, invita Fabio Perini, presidente di Coldiretti a Castellucchio: “Evitiamo che alcuni alimenti, come ad esempio gli insetti, possano far breccia fra i consumatori senza che loro stessi si accorgano di quanto sta accadendo”.

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