GIOVANNI FORTUNATI “SCATTI A MIO MODO”. Dal 14 GENNAIO a MANTOVA, CASA DI RIGOLETTO

Giovanni Fortunati “Scatti a mio modo”, mostra a cura di Massimo Pirotti e voluta insieme al figlio Riccardo e agli amici del fotocineclub di Mantova, 14 gennaio – 5 febbraio 2023. Inaugurazione sabato 14 gennaio ore 18:00 Casa di Rigoletto a Mantova. 

Mostra antologica che racchiude in chiave non troppo seriosa l’esposizione del fotografo recentemente scomparso. La frase “a mio modo” la diceva spesso per interpretare con la sua visione i suoi scatti. 

Giovanni Fortunati“Scatti a mio modo” 

ArteFiera Bologna 2022

La sua è stata una ricerca continua di chi sa vedere e percepire un angolo, un oggetto, un particolare che sfugge all’uomo comune. Per Giovanni Fortunati il mondo è sempre stato una fucina di meraviglie per questo si è divertito nel trasformarlo “a suo modo” con una fantastica rilettura della realtà immortalata nei suoi scatti.

Il costante entusiasmo per la fotografia d’autore di Giovanni è ancora oggi fortemente percepito in noi; lo scorrere dei suoi magnifici scatti ci obbliga a scorgere le sue diverse concezioni delle immagini, delle profondità di campo, portandoci oltre lo spazio e il tempo fissato dallo scatto. 

Giovanni Fortunati Anni 60

Questa visione metafisico-fantastica è sempre stata una costante nel suo mondo fotografico sin dagli esordi in quanto egli fu sempre vicino alla sperimentazione di un pittore contemporaneo o di un artista concettuale dato che la sua poetica consiste nel superamento dell’immagine fine a se tessa, un discernimento per differenti panorami percettivi, ma tutto non termina qui, perché esiste un’ altra componente fondamentale della sua “azione” fotografica ovvero l’ironia, che rende questi suoi racconti pregni di divertente leggerezza, anche quando le storie rappresentate sono più introspettive, come la serie “Dal fondo del silenzio”, “Guardami”, “Le giostre fantasma”. Significativi sono i suoi autoscatti e selfie improbabili dove la sua personalità ricca di umorismo prende il sopravvento facendoci vivere il suo ricordo divertente e sempre vivido. La sua grande capacità di non prendersi sul serio è direttamente proporzionale alla sua immensa grandezza artistica tanto da rendere intensamente metafisici persino dei rotoli di carta igienica fotografati in una finestra dei bagni di un museo, o la divertente foto dei “Cessi di Quingentole” dove le sbarre arrugginite (enfatizzate coloristicamente dalla sua post-produzione) della piccola finestra inquadrano un modesto cortile dove l’edera cresce indisturbata tra i ruderi.

Lo stretto contatto con altri gli artisti ha sicuramente influito molto sulle sue scelte stilistiche, persino nel modo di ritrarli attraverso una sorta di fusione formale e concettuale tra loro e le opere identificandoli esattamente all’interno del loro percorso artistico ricercando la loro vera essenza condensata alla fine in una sola foto.

La sua presenza alle inaugurazioni, e agli altri eventi mantovani e non solo è sempre stata una certezza e oggi a pochi mesi dalla sua scomparsa ne avvertiamo la preziosità di tutto ciò che ha vivificato con le sue macchine fotografiche che ha sempre amato e collezionato, fece anche uso del telefonino e del computer sposando prima di altri la conversione tecnica da analogico a digitale dove ha dato sfogo alla sua infinita fantasia rimanendo sempre coerente alla sua poetica e staccandosi da essa solo quando raccontava le sue divertentissime barzellette. 

(Massimo Pirotti)

Testimonianze 

Giovanni Fortunati – scatti a mio modo – bis Mantova 2018

“Caro Giovanni, ci hai lasciato questa estate. 

La giornata di noi umani è fatta di ripetizioni e novità. Il tutto a livello conscio, razionale, da affrontare e godere oppure da subire e soffrire. E poi c’è una immensa prateria, per fortuna inconscia, di esperienze, ricordi, problemi irrisolti e certezze granitiche. A queste ultime apparterrà sempre, nei nostri archivi mentali, la tua figura, Giovanni. Il valore di una persona è tanto più destinato alla inossidabilità mnemonica, quanto più furono costanti, elevate e affidabili le sue doti. E ‘ così che tu, per chi ti ha conosciuto, eri e sarai sempre ricordato. 

Sei sempre stato gentile, simpatico, generoso, coinvolgente e garbato con tutti. La tua bella barba bianca, immancabilmente aperta sul tuo sorriso, è sempre stata annunciatrice di un uomo che non conosceva cadute di entusiasmo, che dimostrava che la vita ha senso solo nella cordialità e nella condivisione. Hai sempre avuto una creatività davvero magnetica: ogni volta che annunciavi un nuovo frutto della tua arte e della tua fantasia, ci apprestavamo curiosi a guardare (e, perdonaci, verificare…) l’ennesimo tuo parto fotografico e…. puntualmente questo vulcanico ultraottantenne meritava ammirazione per nuove idee, nuovi soggetti, nuove tecniche.

 Tu non volevi mai gli applausi, ma era impossibile non batterti le mani. Applausi al tuo più recente prodotto, ma soprattutto applausi ripetuti a chi ancora una volta ci aveva insegnato, ci aveva indicato una via, ci aveva fatto distrarre e divertire. A un finto burbero che ci voleva bene. E noi, e tanto, volevamo bene a te. 

 Grazie, Giovanni. Ci mancherai ma i frutti del tuo impegno rimarranno in noi e nei tanti che hanno avuto il piacere di conoscerti.

Frutti artistici e soprattutto umani.”

Un ultimo abbraccio

(Gianni Cossu, Dirigenti e Soci del Fotocineclub di Mantova)

Giovanni Fortunati – scatti a mio modo – Andy Warhol over the pop art galleria MAD 2018

“Giovanni mi ha insegnato ad osservare la vita da un’angolazione diversa, a cogliere le cose che di solito passano inosservate.

E’ stato un grande fotografo: mai banale, sperimentatore e soprattutto capace di condividere con gli altri le proprie idee avendo la capacità di saper ascoltare e trasmettere l’entusiasmo di un bambino che non dice mai di no.

Giovanni è stato soprattutto un grande uomo: con il suo stile, l’educazione e tanto affetto mi ha ricordato per 10 lunghi anni quanto è bello avere un padre.”

(Luca Giubertoni)

Giovanni Fortunati – scatti a mio modo – Biennale Venezia 2017

Lui mi di dava sempre ottimi consigli “Non badare troppo alla tecnica, rischi di imbrigliare la tua creatività”.

(Andrea Danani)

Giovanni Fortunati – scatti a mio modo – Dal fondo del silenzio 2012

“20 copie, ma io so che una tua copia sarà impossibile ritrovarla, tu e la tua squisitezza, semplicità magicità, caparbietà, volontà, creatività. Il tuo saper guardare il mondo con gli occhi di noi bambini smaniosi di mostrare il bello del quale ti e ci nutrivi. Giovanni già tanto io so che la notte di ferragosto al tuo orario solito passerai dal cielo a fotografarmi immerso tra gli asfaltati colori delle Grazie.”

(Daniele Curti)

Giovanni Fortunati – scatti a mio modo – Dal fondo del silenzio 2012

“Un eterno ringraziamento a Giovanni Fortunati che con le sue immagini al servizio dell’Arte ha contribuito a valorizzare noi artisti ad ogni evento. Ti dobbiamo molto e ti ricorderemo per sempre.”

(Andrea Jori)

Giovanni Fortunati – scatti a mio modo – piazza Leon Battista Alberti, Mantova

“Se quando ho una macchina fotografica al collo sono la persona più felice al mondo, lo devo a te Giovanni Fortunati” 

(Sabrina Pinardi)

Un fotografo Innamorato

Un ricordo di Mara Pasetti 

Giovanni Fortunati con Gianni Berengo Gardin

“Giovanni Fortunati era capace di magie.

I primi ricordi che ho di lui risalgono a più di venti anni fa e hanno a che fare con uno dei suoi numerosi talenti: la capacità di leggere le persone, la sua empatia. Mentre mi forniva i primi rudimenti del fotografo dilettante, capiva la mia curiosità per lo sviluppo e la stampa fotografica. Così, detto fatto, allestimmo insieme una camera oscura in una stanzetta disabitata di casa mia. Com’era nella sua natura , mi aiutò in ogni dettaglio con l’entusiasmo di un bambino: assolutamente contagioso. Mentre le immagini prendevano forma alla luce incerta di una rossa lampadina, noi due ci sentivamo complici della creazione e siamo diventati amici.

Penso che la sua enorme capacità tecnica non sarebbe stata così straordinaria senza quella sensibilità che faceva di ogni rapporto personale un unicum, così come era il suo stile. Che si nutriva di suggestioni, di curiosità, di affetto per i suoi soggetti. Ecco perché ognuno di noi conserva di Giovanni un ricordo esclusivo e indimenticabile. Egli è vissuto mettendo l’amore al primo posto.”  

Giovanni Fortunati anni 70 con la moglie

Quante volte indirizziamo, senza un motivo preciso i nostri occhi al cielo come cercare un aiuto, un’idea, un conforto?

Ci hai lasciato come tu volevi, senza apparenti sofferenze togliendo ogni elemento di disturbo come è nel vocabolario fotografico. Ma questo era anche il tuo stile: essere essenziali negli scatti come nella vita.

Le tue immagini continueranno a parlarci come hanno sempre fatto sorprendendoci e ricordandoci i tanti momenti d’insieme. Nella tua città sei conosciuto come pochi sono stati mai. Il tuo carisma unito alla tua simpatia naturale e all’eleganza della tua arte fotografica ti hanno permesso di diventare ”l’artista mantovano per eccellenza”.

Hai dato molto a tutti noi e altrettanto noi vorremmo ricambiare con un semplice GRAZIE per averci regalato un po’ del tuo prezioso tempo.

(Claudio Compagni)

Un grande ringraziamento a Riccardo Fortunati custode dell’immensa opera del padre Giovanni.

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