WiFi di nuova generazione, il sì di AIIP nel convegno del 19 gennaio a Roma: “Una necessità per PMI, industria e cittadini”

Il mondo della politica incontra quello dell’industria nel primo convegno del 2023 di AIIP – Associazione Italiana Internet Provider: “L’Italia al fianco del WiFi di nuova generazione”, questo il titolo della convention in programma per giovedì 19 gennaio alle 14.30 al Centro Congressi Roma Eventi in Piazza della Pilotta 4 nel cuore della capitale segnerà una milestone nel dibattito che imperversa sul destino della parte alta della banda a 6 GHz, e che vedrà il suo apice in occasione della Conferenza Mondiale delle Telecomunicazioni attesa a Dubai per la fine dell’anno.

Presidente di AIIP, Giovanni Zorzoni

Una questione non di poco conto se si pensa che in gioco c’è lo sviluppo e l’innovazione tecnologica dell’intero tessuto industriale italiano ed europeo, e che a scontrarsi sono due visioni contrapposte e inconciliabili: da un lato chi punta a destinare quei 700 Mhz di spettro al 5G (gli operatori mobili, in particolare), dall’altro quelli che invece spingono per assicurarlo al WiFi.

AIIP, unica firmataria in Italia del documento unitario siglato anche, tra gli altri, da German Broadband AssociationDynamic Spectrum AllianceWi-Fi Alliance e Wireless Braodband Allianceper dire no in maniera compatta alla destinazione dello spettro alto dei 6 GHz alla banda larga mobile e al 5G, ora alza l’asticella del dibattito per spingere le istituzioni a prendere finalmente posizione: al tavolo dei relatori del convegno romano parteciperanno, per la politica, l’Onorevole Maurizio Casasco (FI-BP-PPE) e l’Onorevole Andrea Dara (Lega) insieme ai Senatori Carlo Cottarelli (PD), Matteo Gelmetti (FdI) e Marco Lombardo (Az-IV-RE), oltre al Commissario AGCOM Massimiliano Capitanio, mentre per la controparte delle imprese interverranno Edoardo Accenti – Country manager Italia di HPE Aruba, Scott Blue – Global wireless policy director di Cisco, Christopher Szymanski – Product marketing director di Broadcom, il coordinatore di Free Modem Alliance Gabriele M. Fiorentini, il Direttore generale di AIRES Davide Rossi e Giovanni Cristi – Head of Telco Italy per AVM; nel ruolo eccezionale di moderatore ci sarà invece il Presidente di AIIP, Giovanni Zorzoni.

«Oggi si punta sempre di più sulla velocità e sulle performance delle reti pubbliche di telecomunicazione, senza tuttavia considerare che non si è mai davvero investito sul loro potenziamento tecnologico – spiega Zorzoni. – Basti pensare che il WiFi “di vecchia generazione” che noi tutti conosciamo raggiunge al massimo i 700-800 Mbps di velocità, spesso compromessi da distanze, ostacoli fisici e sovrapposizioni di altre reti. Prediligere il WiFi Next gen 6E, già oggi disponibile, e il 7, che lo diventerà entro i prossimi due anni, significa non solo risolvere alla radice questo tipo di problematiche, ma anche aprire a sviluppi fino ad ora impensabili le reti private per l’industria 4.0 e l’agricoltura di precisione. E tutto questo a prezzi abbordabili e con dispositivi disponibili sul mercato, direttamente accessibili da consumatori e PMI».

Sebbene diversi Paesi abbiano già autorizzato l’assegnazione unlicensed al Wi-Fi di nuova generazione, l’esito ad oggi incerto della WRC-23 sta causando un vuoto normativo che ne impedisce l’effettiva introduzione. «Per risolvere questa incertezza in modo tempestivo – prosegue il Presidente di AIIP – è necessario che i responsabili politici considerino invece che la richiesta degli operatori mobili finalizzata ad assicurare la parte alta della banda alle IMT/5G è quantomeno paradossale: gli investimenti, così come le prospettive delineate, sono inconsistenti. Inoltre l’utilizzo dello spettro alto del 6 GHz per le reti mobili richiederebbe tempo e risorse considerevoli per sviluppare e implementare dispositivi compatibili; a differenza del Wi-Fi, la rete mobile infatti non può coesistere con gli attuali utilizzatori del 6 GHz, come ponti microonde e servizi satellitari. Tempestivi interventi dello Stato e dell’Unione Europea in direzione del WiFi metterebbero l’Italia e la sua industria tra i Paesi all’avanguardia nell’implementazione del WiFi 6 E e 7, fra i quali già figurano Canada e Stati Uniti. AIIP auspica quindi che il Governo italiano, in occasione della prossima WRC-23, si schieri a favore dello spettro alto della banda a 6 GHz per il WiFi e contro le IMT, mettendosi in questo modo al servizio delle PMI e del tessuto imprenditoriale italiano».

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