MANTOVA
La poesia è una pittura che si legge e si sente, e la pittura è una poesia che si vede
Dall’uomo alla parola Dalla Parola all’uomo (Ed. Sometti), è il titolo dell’ottavo libro di poesie del prof. Giorgio Saggiani, poeta, romanziere e pittore, che sarà presentantato sabato 5 aprile alle ore 18:00, unitamente alla mostra antologica L’invisibile silenzio, al Museo Diocesano “Francesco Gonzaga” di Mantova.
Con l’autore dialoga l’editore Nicola Sometti.
La mostra sarà visitabile sabato 5 aprile dalle 18:00 alle 20:00 e domenica 6 aprile dalle ore 9:30 alle 12:00 e dalle 15: alle 17:30
PREFAZIONE
Vent’anni fa, nella prefazione al mio primo libro di poesie “Orfano del tempo”, mi sono chiesto: cosa vuol dire essere uomo?
Oggi, in occasione della ottava raccolta di poesie, mi chiedo: è indispensabile porsi di nuovo questa domanda? E ancora, la risposta può essere la medesima di allora? E mi sono detto, forse sì o, forse, è ininfluente una risposta. Quello che veramente conta è porsi ancora la domanda, perché il fatto di porsi la stessa domanda, anche a distanza di una quindicina d’anni, rappresenta un’ancora alla vita.
La meraviglia, il mistero, la complessità dell’esistenza umana ci accomunano e tutt’ora incantano, nonostante a levità ed emozioni positive si alternino grevi momenti che sembrano abbattere le nostre certezze.
Come ho scritto in una postfazione di un’altra raccolta, “Lieve vuol dire infatti amore, ma anche abbandono ai sensi, ai profumi, al silenzio, alle notti gentili, ai dolci ricordi, ai soffi di luna, alle tacite stelle, alla voce del vento, ai brividi arcani, alle mani di chi ci accarezza. Greve vuol dire l’esatto contrario, ineludibile parte di questa nostra vita. Ma, spesso, il lieve e il greve si mescolano inesorabilmente in un gioco misterioso e sublime che prima ci affossa, ci umilia, ci deride e poi fa rinascere in noi una continua balugine di speranza”. Sempre con la bussola dritta, come dice di sé Cyrano di Bergerac nell’omonimo libro di Edmond Rostand, …”Non scrivere mai nulla che non sia nato davvero dentro di te”.
Logica conseguenza di queste riflessioni è stato il concepire, per questa nuova raccolta, una serie di testi che, partendo dalla sofferenza esistenziale personale si allargasse alla sfera universale. E, di seguito, il pensare ad un libro che fosse diviso in due tomi distinti. Successivamente, però, questa schematicità mi è apparsa di angusto respiro e la soluzione definitiva è stata quella di “gettare” nello scritto le poesie così come sono nate nella mia mente, lasciando al lettore la libertà di scoprire cosa appartenga alla sfera personale e cosa appartenga alla sfera universale: “Dall’uomo alla parola, dalla parola all’uomo”, nel moto circolare eterno che è proprio del mistero dell’esistenza.
POSTFAZIONE
La grande scrittrice e poetessa americana di colore, Rita Dove, vincitrice del Premio Pulitzer nel 1987 per la poesia, alla quale era stato chiesto quale fosse tra racconti, saggi, poesie e romanzi la differenza nell’approccio alla scrittura, così rispondeva: ̋L’approccio alla scrittura è differente, ma il mezzo è lo stesso. Ogni scrittore sta lottando con le parole; il modo in cui vengono distribuite dipende dal genere che, come la musica, può essere in chiavi diverse o utilizzare diverse segnature temporali. Un romanzo, ad esempio, è un invito a fare una passeggiata in un giardino: si può passare da un pozzo, vagare per sentieri fioriti, magari soffermarsi all’ombra degli alberi. Con una poesia sei già nelle profondità del giardino, guardi nel pozzo, mentre tutto il resto – i fiori, gli alberi, il riflesso del cielo – pulsa attorno a te. L’arco di pensiero è più lungo in un romanzo; i dettagli sono misurati rispetto alla distanza, la poesia suona invece le immensità. Alla definizione di Coleridge secondo cui la poesia coincide con < le migliori parole nel miglior ordine >, aggiungerei che, in una grande lirica, il silenzio risuona forte come le parole ̏.
GIORGIO SAGGIANI
DAL DIZIONARIO AUTORI ITALIANI CONTEMPORANEI
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