RIFIUTI ABBANDONATI: il Parco del Mincio chiede aiuto ai cittadini

 L’invito è quello di non farsi scrupoli a fotografare e a inviare immagini e testimonianze al Parco del Mincio, che poi si farà carico di verificare con le autorità preposte e risalire ai responsabili. Chi si sente osservato e giudicato forse prima o poi smetterà di comportarsi da incivile. Segnalazioni e foto possono essere inviate a vigilanza@parcodelmincio.it o telefonando al numero 0376 391550.

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Rifiuti che stazionavano lì da mesi, a Soave, nel cuore del Parco e lungo la ciclabile più frequentata d’Italia. Bottiglie di vetro e di plastica, barattoli, involucri di varie dimensioni, rifiuti radunati alla meno peggio e persino un sacco della raccolta differenziata “targato” Monzambano, abbandonato proprio sotto l’insegna del Parco del Mincio.

Uno sfregio all’ambiente, che le Guardie Ecologiche Volontarie avevano rilevato da tempo e segnalato agli enti competenti per la manutenzione del percorso.

Visto il prolungarsi dell’attesa, le GEV sono intervenute in prima persona per rimuovere la piccola discarica e restituire decoro al tratto di ciclabile interessato. Un intervento “una tantum” perché il compito delle GEV è quello di vigilare per prevenire o sanzionare gli illeciti, non sottrarre tempo a questi compiti per regalarne a chi viola le norme di tutela ambientale.

L’abbandono dei rifiuti è un’emergenza nel solo nell’area protetta. Ma nel Parco, nelle riserve naturali, lungo le ciclabili, è evidente che vi sono luoghi più “appartati” che, però, sono anche quelli più pregiati da un punto di vista naturalistico: un doppio sfregio all’ambiente di tutti.

Altri cumuli, infatti, sono spuntati a Monte Perego a Rivalta sul Mincio, dove il Parco aveva appena terminato un’opera di sistemazione del bosco. E altri sono accatastati a Chiavica del Moro, Sito della Rete Europea Natura 2000 tra Mantova e Roncoferraro, dove ieri due classi scolastiche portate in gita dal Parco assieme agli aironi hanno dovuto constatare l’inciviltà della gente che lì, in mezzo alla vegetazione, ha buttato copertoni e batterie di auto (altamente inquinanti), abiti vecchi e altro. E altri ancora a Pozzolo sul Mincio dove un artigiano ha pensato bene di smaltire giganteschi sacchi di scarti di lavorazione di un calzificio.

E’ difficile svolgere un lavoro capillare di presidio. Le Guardie Ecologiche Volontarie per riuscire in questo compito hanno bisogno della collaborazione dei cittadini che possono segnalare situazioni sospette e, quando possibile, fotografare le azioni illecite in corso.

A rimediare, infatti, sono poi i Comuni che devono rimuovere  a spese di tutti queste discariche disseminate ovunque.

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