MANTOVA – 21^ edizione de “Il giorno di Giovanna”

di Paolo Biondo

Il Comune di Motteggiana, domenica 7 giugno al Museo Archeologico Nazionale di Mantova, ingresso da piazza Sordello, organizza “IL GIORNO di GIOVANNA”, 21^ edizione in ricordo di Giovanna Iris Daffini, cantante popolare, voce della risaia.

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Il programma rientra nella manifestazione de “La sostenibilità del cibo nella tradizione popolare italiana per Expo 2015”.

Alle 17, apertura del convegno  da parte del Sindaco di Motteggiana, Fabrizio Nosari e a seguire gl’interventi di Giancarlo Gozzi, che porrà l’accento sul tema de “Il pane nella tradizione popolare”, Claudio Piccoli e Tiziana Oppizzi si soffermeranno su “I mestieri tradizionali nella grande raccolta Milanese di Achille Bertarelli”; mentre Alessandro Bencistà racconterà al pubblico che “Per i fiorentini la sbrisolona è una mortadella con il finocchio. La cucina tradizionale fiorentina”. Gian Paolo Borghi illustrerà “Cibo e mondo dei cantastorie”.

Premiazione del CD-Book “I cantastorie del terzo millennio nel ricordo di Giovanna Daffini” e a seguire verrà donata all’Archivio Nazionale Giovanna Daffini, una scultura in pietra di fiume raffigurante Giovanna e realizzata dell’artista pistoiese Dorando Baldi.

A seguire, premiazione ed esibizione dei vincitori dei Concorsi “I Cantastorie e la Grande Guerra” e “Cantastorie e sostenibilità del cibo”.

Alle 19:30 la manifestazione si ferma per una pausa buffet per poi riprendere alle 21 con la premiazione dei vincitori del concorso “Giovanna Daffini 2015”.

Coordinatore dell’intera giornata Wainer Mazza.

All’interno della rassegna verrà esposta una mostra di una selezione di cartelloni realizzati dal cantastorie Giangili.

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Giovanna Daffini nasce il 22 aprile 1914 in una modesta famiglia di campagna. Fin da giovane inizia a lavorare come mondina nelle risaie piemontesi e della Lomellina dove ha la possibilità di apprendere i canti di lavoro del repertorio delle “squadre” di mondariso che provengono in prevalenza da molti villaggi padani. Il suo lavoro stagionale in risaia, che svolge dal 1927 al 1952, le fornirà, quindi, i fondamenti canori per intraprendere un’attività artistica che avrà inizio grazie anche alle sollecitazioni del padre Essio, suonatore di violino, accompagnatore-commentatore musicale delle proiezioni del cinema muto

Nel 1933 incontra il violinista Vittorio Carpi, di Santa Vittoria di Gualtieri (Reggio Emilia), appartenente ad una nota famiglia di virtuosi di quello strumento, e con lui darà inizio ad un lungo sodalizio artistico e di vita. Nel 1936 Giovanna si sposa con Vittorio (è vedovo con quattro figli) e si stabilisce a Gualtieri, nella vicina pianura reggiana. Nel 1937 dà alla luce il figlio Ermanno.

Nel 1962 vi giungono Gianni Bosio e Roberto Leydi per incontrare il sindaco Serafino Prati, che deve sottoporre loro un libro di memorie da pubblicare in una collana editoriale delle Edizioni Avanti! Grazie alla sua segnalazione incontrano Giovanna e Vittorio e, dal quel momento s’instaurerà un importante rapporto di collaborazione che condurrà la coppia a fare parte attiva del Nuovo Canzoniere Italiano che, in quegli anni, ha un ruolo di protagonista nel campo della riproposta del canto tradizionale e, soprattutto, del nuovo canto politico italiano. Quell’incontro, in modo particolare per Roberto Leydi, è fondamentale anche per la conoscenza di nuove forme esecutive di canto popolare: «Mi resi conto, con sorpresa, – scrive Leydi – che avevo incontrato una cantante che, lontano dalla tradizione stilistica, che già allora conoscevo abbastanza bene, dei cantastorie padani e alla quale, in un primo momento, avevo ritenuto di poterla accostare, sapeva trasformare, in termini che mi parvero assolutamente personali, canti tradizionali in “canzoni” da intrattenimento popolare». Dal 1963 al 1968 Giovanna Daffini partecipa – come ricorda Cesare Bermani – a 273 tra spettacoli e concerti de Il Nuovo Canzoniere Italiano; il marito Vittorio sarà invece presente in 50 occasioni. Il successo che ottiene, in Italia e all’estero, è travolgente, come altrettanto rilevante è la sua discografia. Il suo repertorio spazia in maniera inconfondibile dalle esecuzioni di ballate e canti di risaia al testo sociale e politico.

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