MANTOVA – “POMERIGGI AL MUSEO” OGNI APPUNTAMENTO UN SUCCESSO

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di Paolo Biondo

Nuovo appuntamento a Mantova, nelle sale del Museo Archeologico Nazionale, e nuovo successo per il progetto “Pomeriggi al Museo”, una serie d’incontri formativi e informativi che hanno come denominare comune la tradizione enogastronomica virgiliana.

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Una tradizione ricca di elementi che non solo esaltano l’aspetto culinario dei vari prodotti posti al centro dell’attenzione, ma evidenziano pure una volontà di promuovere la crescita culturale e sociale di una comunità come quella mantovana.

Dietro le quinte del progetto, che si inserisce in un cammino più ampio denominato “Le radici dell’Alimentazione – da Fiumi di Primavera a OltrExpo”, sono impegnati personaggi esperti del settore, tra i quali Gilberto Venturini e gli studenti del Liceo “Giulio Romano”, che grazie alle iniziative poste in calendario sono riusciti a coinvolgere un numero sempre più crescente di persone.

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Lo scorso 29 settembre, ad esempio, l’attenzione è stata rivolta ad uno dei prodotti che in terra mantovana è collocato tra le eccellenze ovvero il riso. Un alimento, questo, ritenuto complesso in quanto non è facile distinguere la qualità buona da quella mediocre, visto il numero di varietà quasi infinito; ognuna delle quali richiede particolare trattamento per essere apprezzata in tavola.

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In occasione della chiacchierata avvenuta lo scorso 29 settembre è stato possibile, da parte degli esperti presenti, in primo luogo fornire nozioni che consentono al singolo di districarsi all’interno di un panorama che propone anche risi che si possono considerare falsi, difettosi o scadenti.

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Nel corso dall’iniziativa inoltre è stato messo a disposizione degli appassionati intervenuti una serie di suggerimenti che consentono loro di scoprire le differenze esistenti tra un Vialone Nano ed un Carnaroli e al tempo stesso come non si possa preparare un risotto utilizzando il Basmati o il Patna.

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Particolare interesse è stato manifestato sia alla porzione teorica dell’appuntamento, curata da Gilberto Venturini, e sia a quella pratica, coordinata da Eleonora Ballarino, dove oltre a cucinare il riso in vari modi è stato possibile anche da un lato gustarne i sapori e dall’altro apprezzarne il fascino delle varie colorazioni determinate dagli abbinamenti con altri alimenti.

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