MANTOVA – WELFARE CO-MANTOVA. PRESENTATO IL PROGETTO

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Di Paolo Biondo

Il mondo della scuola e quello del lavoro provano ad interagire grazie ad un progetto promosso dalla Camera di Commercio di Mantova.

Si è tenuto venerdì 8 gennaio 2016 un convegno all’interno del quale sono stati presentati, da un lato i dati emersi da uno studio effettuato sui programmi per l’occupazione delle imprese nel quarto trimestre dello scorso anno e dall’altro, il percorso previsto dal progetto “Welfare Co-Mantova: può l’alternanza scuola-impresa portare un contributo al bene comune?”.

L’iniziativa, svoltasi nell’auditorium “Ottagono” del Mantova Multicentre “Antonio Zaniboni”, è stata promossa dai responsabili della Camera Commercio Industria, Agricoltura Artigianato (CCIAA) virgiliana con la partecipazione di numerosi esponenti sia delle istituzioni locali e sia del mondo scolastico.

Ad aprire i lavori è stato Lorenzo Capelli, presidente di Promoimpresa – Borsa Merci che ha sottolineato l’importanza dello sforzo compiuto e della necessità che sempre vi sia un dialogo ed un interagire tra la scuola e le aziende.

Stimolanti si sono rivelati, poi, i suggerimenti e l’invito a proseguire sulla strada tracciata formulati dal vice presidente della Provincia, Francesca Zaltieri. Un giudizio positivo sia sul progetto e sia sull’impegno profuso dai giovani dei vari istituti coinvolti è stato, poi, espresso dal dirigente dell’Ufficio Scolastico di Mantova, Patrizia Graziani.

La seconda parte del convegno ha lasciato posto all’illustrazione dei vari aspetti del progetto che ha come protagonisti gli studenti dei sei licei sociali attività sul territorio mantovano ovvero: “Manzoni” di Suzzara, capofila, “Gonzaga” di Castiglione delle Stiviere, “Galilei” di Ostiglia, “Falcone” di Asola, “Sanfelice” di Viadana, “Carlo d’Arco” e “Isabella d’Este” di Mantova. In particolare sono intervenuti: Paola Bruschi, dirigente dell’Istituto Manzoni, Andrea Poltronieri, projet manager, e Roberta Furlotti, ricercatrice.

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Il loro lavoro è stato realizzato con la collaborazione della Camera di Commercio di Mantova, di Promoimpresa – Borsa Merci, della Provincia, dell’Ufficio Scolastico Territoriale e dei 6 Piani di Zona della provincia virgiliana. In definitiva il documento predisposto prevede di realizzare in tutti il territorio mantovano, coinvolgendo gli studenti e scommettendo sulla loro creatività ed energia, una vera e propria ricerca in profondità, gestita attraverso interviste a partire da una griglia “aperta” di domande.

La ricerca sarà finalizzata a identificare e meglio comprendere i bisogni delle famiglie non intercettati dal corrente sistema di welfare territoriale e di individuare quali tra le loro risorse, di tempo, di competenze e di abilità, siano concretamente utilizzabili in iniziativa di economia collaborativa, ossia come opportunità di soluzione sharing o integrata con l’azione dei servizi, pubblici o privati, di quegli stessi bisogni.

La ricerca dunque dovrà dare voce alle famiglie e ai loro componenti, per identificare con sguardo aperto luoghi di forza e di debolezza; tradurrà i luoghi di forza in disponibilità e i luoghi di debolezza in domande specifiche; renderà per ciò stesso possibile un matching tra risorse e domande di servizio che superi le ristrettezze dei bilanci e delle compensazioni familiari per cogliere le opportunità e spunti di sviluppo, nel segno di un’economia di tipo collaborativo.

Gli obiettivi del progetto sono evidenti e facilmente intuibili: non è consueto, specie in ambito umanistico, che l’approfondimento disciplinare si “metta alla prova” confrontandosi con la realtà, né che il manuale di metodologia della ricerca prenda improvvisamente vita, mostrando i risvolti operativi di quel processo paziente, curioso ed entusiasta della quotidianità, delle relazioni e delle loro forme differenti che è la ricerca sociale.

Nel corso della presentazione sono intervenuti anche gli esponenti delle amministrazioni locali che hanno ribadito l’importanza di questo cammino intrapreso. Tra loro vi erano: Raffaele Favalli, sindaco di Asola, Alessandro Novellini, sindaco di Castiglione delle Stiviere, Andrea Caprini, assessore al welfare del Comune di Mantova, Flavia Nadalini, assessore alle politiche sociali del Comune di Ostiglia Alessandro Guastalli, assessore ai servizi alla famiglia del Comune di Suzzara, Alessia Minotti e Ilaria Zucchi, assessori del Comune di Viadana.

Per quanto concerne, invece, i dati presentati relativamente ai programmi occupazionali nel periodo tra ottobre e dicembre 2015, le imprese mantovane dell’industria e dei servizi (sono escluse dal campione Agricoltura e Pubblica Amministrazione) prevedono complessivamente 1.420 contratti attivati, in aumento rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. A queste entrate si contrappongono circa 1.670 uscite, con una variazione occupazionale di segno negativo, pari a -250 unità, come già avvenuto nel periodo estivo.

Entrando nel dettaglio della tipologia contrattuale delle nuove assunzioni, il 54,6% è relativo all’ingresso di dipendenti non stagionali, il 21,3% di interinali e il 7,8% di stagionali, mentre il restante 16,3% si suddivide tra contratti a somministrazione, collaborazioni occasionali e incarichi professionali con partita Iva.

I saldi occupazionali sono negativi per tutte le diverse modalità contrattuali, ad eccezione degli interinali e dei collaboratori a partita IVA e occasionali, rispettivamente con 170 e 50 posizioni di lavoro in più previste nell’arco di questo trimestre. Le sole assunzioni di personale dipendente (stagionali e non) costituiscono la parte prevalente della domanda di lavoro espressa dalle imprese mantovane, per un ammontare di 880 unità, con una crescita del +4,8% rispetto al trimestre precedente e del +29,4% rispetto allo stesso periodo del 2014.

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Per quanto riguarda la tipologia contrattuale, circa il 52,4% delle assunzioni alle dipendenze programmate nel periodo ottobre-dicembre è prevista con un contratto a tempo determinato. Di queste, il 24,6% ha carattere stagionale, il 25,1% è finalizzato alla copertura di picchi di attività, il 32,6% è legato a periodi di prova per l’inserimento di nuovo personale e un altro 17,7% è rivolto alla sostituzione di dipendenti temporaneamente assenti.

Le assunzioni a tempo indeterminato, invece, risultano pari al 30,8%, una quota inferiore al dato regionale (36,3%), ma superiore a quello nazionale (29,5%). Il 6,6% riguarda contratti di apprendistato, mentre il restante 10,3% contratti di altro tipo.

Oltre il 70% del totale delle assunzioni di lavoratori dipendenti programmate nella provincia di Mantova si concentra nei servizi, in aumento rispetto a quanto avvenuto nel trimestre precedente; l’industria (comprese le costruzioni) si attesta, invece, al 29,5% del totale.

Tra i servizi ad esprimere una maggior richiesta di lavoro vi sono il commercio (20,5%), le attività degli “altri servizi” (15,9%), i servizi alle persone e i servizi avanzati e di supporto alle imprese (12,5% per entrambi). L’industria, invece, attiva nuovi contratti di lavoro nelle altre industrie (10,2%), nel settore della metalmeccanica ed elettronica (8%) e del tessile-abbigliamento (6,8%) (Fig. 1).

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I nuovi inserimenti, dal punto di vista dei profili professionali, sono orientati prevalentemente verso le professioni qualificate nelle attività commerciali e dei servizi (34,1%); seguono i profili “high skill” (dirigenti, specialisti e tecnici) e gli operai specializzati e conduttori di impianti e macchine), con il 25% dei posti per entrambi. Le professioni impiegatizie si attestano al 9,1% mentre i profili generici all’8%.

Nel dettaglio delle professioni, la più richiesta nella provincia di Mantova è la categoria dei commessi e altro personale qualificato nelle attività commerciali; consistenti risultano anche le assunzioni di specialisti e tecnici del marketing, vendite e distribuzione, degli operai metalmeccanici ed elettromeccanici e delle professioni generiche.

Seguono il gruppo dei cuochi, camerieri e professioni simili e degli operatori dell’assistenza sociale e dei servizi sanitari (Fig. 2).

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Rispetto allo scorso trimestre crescono le difficoltà attese dalle imprese di Mantova nel reperire i profili desiderati, passando dal 14,6% al 18,3%, un valore che rimane superiore sia alla media regionale (14,9%) sia a quella nazionale (12,3%).

I settori che denunciano una maggior fatica nella ricerca di personale sono le industrie tessili e dell’abbigliamento (52,4%), le costruzioni (28,6%), i servizi di alloggio e ristorazione (28%) e le industrie metalmeccaniche ed elettroniche (25,7%). All’opposto, i settori in cui le problematiche in fase di ricerca sono molto basse risultano i servizi avanzati di supporto alle imprese e le altre industrie. Le aziende mantovane richiedono un’esperienza di lavoro per ben oltre la metà dei nuovi inserimenti (65,4%), quota superiore sia a quella regionale (63%) sia a quella nazionale (64,3%).

L’esperienza è un requisito ritenuto necessario sia per le assunzioni nel terziario (63%) sia per quelle nell’industria (71,1%).

I settori più esigenti sul fronte dell’esperienza sono le industrie tessili e dell’abbigliamento, le costruzioni, i servizi avanzati di supporto alle imprese e i servizi turistici di alloggio e ristorazione. Le altre industrie e gli altri servizi sono, al contrario, più disponibili ad assumere personale inesperto. Per il 41,3% dei contratti di lavoro dipendente le aziende richiedono almeno un diploma, per il 17,2% una laurea, per il 14,6% una qualifica professionale e per il restante 26,9% non viene richiesta alcuna formazione specifica (Fig. 3).

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La quota di personale con una formazione medio-alta, che complessivamente in questo trimestre ammonta al 58,5%, rimane inferiore a quella lombarda (con il 60,8% delle assunzioni), ma superiore a quella italiana (al 51,6%).

Per il periodo ottobre-dicembre, le opportunità offerte specificamente alle donne interessano quasi il 17,8% delle assunzioni che si concentrano, in particolare, nell’industria tessile e dell’abbigliamento, nei servizi rivolti alle persone e nelle altre industrie.

Tale quota sale al 77,5% se si considerano anche le assunzioni per cui il genere viene ritenuto indifferente. La preferenza di giovani al di sotto dei 30 anni riguarda il 32,2% delle assunzioni, impiegabili nella quasi totalità dei settori, ma in modo particolare nel commercio, nelle industrie metalmeccaniche ed elettroniche e nelle industrie tessili e dell’abbigliamento.

Considerando le assunzioni per cui è indifferente l’età, che riguardano il 51,6% del totale, le opportunità per i giovani crescono all’83,8%.

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