LUCCA – LA GRANCONTESSA TORNA NELLA TERRA NATIA CON “DOCUMENTI E LETTERE”

Nuova tappa per la presentazione del volume “Documenti e Lettere di Matilde”, frutto del percorso di ricerca storica avviato dal Comune di Reggiolo con la collaborazione di studiosi e ricercatori storici. Dopo l’appuntamento all’Archivio di Stato di Parma, domani sabato 5 marzo, alle ore 10.30, il contributo reggiolese alla ricerca storica matildica sarà illustrato all’Archivio di Stato di Lucca, in piazza Guidiccioni 8. 

All’incontro, oltre al vicesindaco di Reggiolo e assessore alla Cultura Franco Albinelli, interverranno i curatori del volume, edito da Patron Bologna, Franco Canova, Maurizio Fontanili, Giordano Formizzi e Clementina Santi.

Il libro, pubblicato in occasione del 900esimo anniversario della morte di Matilde di Canossa, avvenuta il 24 luglio 1115 a Bondeno di Ròncore (oggi Corte Bondanazzo di Reggiolo), ha raccolto per la prima volta le traduzioni dal latino all’italiano di ben 158 documenti sottoscritti dalla Grancontessa. Cinque di questi documenti, originali pergamene, si trovano all’Archivio di Stato di Lucca. Non un caso, perché Lucca è città matildica.

La raccolta di documenti è particolarmente interessante per gli studiosi, ma non solo. Tra le righe si trovano riferimenti particolari e specifici a molte località ed emerge il panorama storico, sociale, economico, giuridico e politico in cui operava Matilde di Canossa. I contratti stipulati alla presenza della Grancontessa evidenziano il suo interesse per le comunità agricole dei suoi domini, mentre le agevolazioni concesse (esenzione da telonei, gabelle, albergarie, tasse d’ogni tipo) a coloni, città, paesi nonché monasteri, pievi, chiese e cappelle delle sue terre manifestano una visione d’alto respiro.

Si tratta di un appuntamento molto importante per Reggiolo – spiega l’assessore Franco Albinelliperché proprio a Lucca si trovano alcuni documenti raccolti nel volume, un testo che non si rivolge solo agli studiosi, ma a chiunque perché di agevole lettura. I cinque documenti originali, risalenti al 1100, saranno mostrati durante l’incontro. Siamo molto felici del risultato raggiunto: questa esperienza può essere un esempio di come valorizzare le fonti archivistiche”.

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