MANTOVA – UNA GIORNATA DI STUDIO PER CONOSCERE RUBENS

Rubens.jpgdi G. Baratti

Mercoledì 12 ottobre 2016, il Museo di Palazzo Ducale di Mantova, organizza una giornata di studio dedicata alla PALA DELLA TRINITÀ  di Pieter Paul Rubens, dipinta nei primi del Seicento e considerata il capolavoro italiano dell’artista; con il patrocinio dell’Università di Verona – dipartimento di Cultura e Civiltà.  Ingresso Piazza Pallone, Atrio degli Arcieri.La Trinità adorata dalla famiglia Gonzaga, conosciuta anche come Famiglia Gonzaga in adorazione della Trinità, è un dipinto a olio su tela realizzato dal pittore fiammingo Pieter Paul Rubens, su commissione di Vincenzo I Gonzaga per la chiesa della Santissima Trinità  e ora conservata al Museo di palazzo Ducale nella grandiosa Sala degli Arcieri.

Nella pala sono raffigurati il duca Vincenzo I e sua moglie Eleonora de’ Medici, accanto alle immagini dei genitori il duca Guglielmo Gonzaga ed Eleonora d’Austria.

Programma: Ore 10.00  apertura della giornata da parte di Peter Assmann, Direttore del Museo di Palazzo Ducale di Mantova e da Gian Paolo Romagnani, Direttore del Dipartimento Culture e Civiltà dell’Università degli Studi di Verona.

Trinità di Rubens.jpgPrima parte ICONOGRAFIA:

PAOLO BERTELLI

(Università degli Studi di Verona Comitato scientifico Museo di Palazzo Ducale).

Sparsa animae fragmenta recolligam. I ritratti della Pala della Trinità di Rubens e la fortuna dei loro modelli iconografici

La ritrattistica nella Pala della Santissima Trinità di Rubens è un riferimento imprescindibile e di grande complessità: raffigurazione del potere, introspezione psicologica, oplologia, moda e arte convergono per delineare uno dei più straordinari ritratti di famiglia dell’età moderna. La dispersione di molte parti del dipinto ha portato all’oblio il dialogo tra le diverse effigi, che hanno avuto pertanto una vita autonoma segnata da lunghe vicende collezionistiche.

ALESSANDRA ZAMPERINI

(Università degli Studi di Verona)

Modelli filoasburgici, celebrazione dinastica e “pietas gonzaghesca” nella Pala della Trinità

L’intervento suggerisce innanzitutto una serie di modelli iconografici, con l’obiettivo di mettere in luce l’eccezionalità della tela di Rubens. Pur rientrando in una consolidata tradizione iconografica, le soluzioni e le varianti ideate da Rubens dimostrano l’intelligenza e l’originalità con cui il pittore seppe tradurre in immagine le complesse esigenze politiche, religiose e familiari di Vincenzo Gonzaga.

PETER ASSMANN

(Direttore del Museo di Palazzo Ducale)

Il cielo divino così vicino al potere sulla terra. Osservazioni dell’iconografia della Pala della Trinità di Rubens

In questa pala d’altare, di dimensioni più che notevoli, Rubens dipinge non solo la famiglia Gonzaga in contatto comunicativo diretto con l’autorità assoluta, la Santa Trinità, ma anche una vicinanza fra la terra – con i Gonzaga posti frontalmente al “palcoscenico” – e la zona celeste divina. La Santa Trinità, in un’iconografia del tutto particolare, non resta tra le nubi ma si avvicina con “un cielo speciale” verso la famiglia ducale di Mantova.

Seconda parte: STORIA DEL RESTAURO, DIAGNOSTICA, IPOTESI DI RICOSTRUZIONE E DIDATTICA

MONICA MOLTENI

(Università degli Studi di Verona)

Vicende critiche e conservative della Pala della Trinità di Rubens

L’intervento verte sulla ricostruzione delle vicende conservative della Pala della Trinità a partire dall’inizio dell’Ottocento, quando la grande tela venne smembrata e i frammenti dispersi sul mercato. Attraverso la rilettura dei documenti d’archivio e l’analisi degli interventi dei diversi restauratori, si darà conto dei successivi passaggi di reintegrazione che hanno portato il dipinto ad assumere le forme attuali ragionando tali operazioni alla luce del mutare del gusto nel contesto di un dibattito sul restauro che, dall’Ottocento, giunge sino ai giorni nostri.

PAOLA ARTONI

(Università degli Studi di Verona)

Dalla bottega all’altare: le analisi non invasive raccontano la genesi della Pala della Trinità

Nella primavera 2016 la Pala della Trinità, così come i frammenti che ritraggono l’Alabardiere, il Cagnolino, Francesco IV, e Ferdinando Gonzaga (quest’ultimo conservato presso la Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo, Parma), sono stati oggetto di un’analisi riflettografica, eseguita dal Centro Laniac del Dipartimento Culture e Civiltà dell’Università di Verona, che, comparata con le radiografie eseguite nel 1976 dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, ha permesso di individuare una serie di dati, non solamente tecnici, di grande valore.

UGO BAZZOTTI

(Accademia Nazionale Virgiliana)

Ricostruzione ideale della Pala della Trinità: un aggiornamento

Nel 1977, in occasione della mostra Rubens a Mantova, fu pubblicata una prima ricostruzione ideale della Pala della Trinità, basata su elementi il più possibile oggettivi. Nella giornata di studio sul capolavoro mantovano di Rubens, nel corso della quale si presentano novità diagnostiche e interpretative, pare opportuno ripercorrere anche la trama delle ipotesi ricostruttive, per richiamare i dati salienti nel frattempo acquisiti e giungere a una più attuale proposta complessiva.

RENATA CASARIN

(Vicedirettore del Museo di Palazzo Ducale)

La linea del tempo in casa Gonzaga: nonni, genitori e figli immortalati dai pittori di corte in programmatiche biografie per immagini

I Servizi Educativi del Museo di Palazzo Ducale propongono una lettura della Pala della Trinità finalizzata a comprendere la valenza dell’arte quale garanzia di fama eterna ed efficace mezzo per sconfiggere la morte. Sia ad Andrea Mantegna nella Camera Picta, sia a Rubens nella tela con il duca Vincenzo ed i propri congiunti in adorazione della Trinità, venne richiesto di immortalare il principe con la propria consorte come sposi fecondi, dalla cui unione nuziale discesero eredi destinati a garantire la durata e la continuità del casato.

Segreteria Organizzativa Informazioni/accreditamenti: Ylenia Apollonio
tel. 0376/352 104-100 pal-mn@beniculturali.it

La partecipazione al convegno dà diritto al riconoscimento di un credito formativo (1 CFU) per gli studenti dell’Università degli Studi di Verona.

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