MANTOVA – “PASQUA AL MUSEO” ITINERARIO GUIDATO AL MUSEO FRANCESCO GONZAGA

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PASQUA AL MUSEO “FRANCESCO GONZAGA” di Mantova (piazza Virgiliana 55) è  un itinerario che ha aperto il mercoledì delle Ceneri, inizio del tempo quaresimale, e chiuderà con la Pentecoste, il 4 giugno; esso si snoda nel Museo lungo il normale percorso di visita, segnalando le opere principali tra quelle relative alle celebrazioni pasquali.

Questo il percorso espositivo da seguire:

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DARIA ZACCHETTI ENISI
Sala degli Arazzi 1 aprile – 8 aprile 2017
La tematica e la poetica fondativa delle mie opere – scrive l’artista – è incentrata sul vuoto: sul valore della consistenza del vuoto. Sull’impatto del “vuoto” su di noi e di noi sul “vuoto”.
Cioè sulla significazione dell’impatto spaziale fra i corpi, che nel vuoto realizza una relazione organica oltre il visibile. L’essenza del vuoto come perenne condizione impermanente di ogni accadimento, è condizione principe della realizzazione dell’infinito, come di ogni sua porzione, di cui l’opera è manifestazione: questa è la materia prima del pensiero di ogni mia opera.
Lavoro sulla pienezza del vuoto, nell’esperienza spaziale continua: lavoro su quel mistero che è lì, in quel luogo, non comunemente visibile, in cui tutto incessantemente si muove e in cui non si è mai separati.
Quel vuoto che è luogo, dove si realizza, in un inesauribile respiro, l’incontro fra i corpi.
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TIZIANA MANTOVANI

Sacra è la luce
Sala mostre temporanee 11-26 marzo 2017
Il critico d’arte Claudio Cerritelli ha affermato che Tiziana Mantovani nelle sue opere verga appunti terrestri e celesti che registrano le impronte della luce, le mutazioni atmosferiche della natura, ma anche le oscillazioni del colore che captano sensazioni sconosciute. I dipinti in effetti presentano un carattere lirico che si fa riconoscibile nella vibrazione dei pigmenti nelle sue forme fluide, quasi apparizioni di luce che l’artista pone in sequenza.
L’insieme delle immagini provoca nell’osservatore la sensazione di trovarsi tra terra e cielo. In ogni tavola si avverte una diversa percezione del colore, laddove l’emozione del gesto è sostenuta da un ritmo ripetitivo che scandisce lo spazio come una partitura musicale dove le vibrazioni cromatiche sono momenti di rivelazione, quasi sacra, che aleggia nel mistero dell’oscurità.
Tiziana Mantovani affronta la pittura come un lento esercizio in cui gli elementi essenziali della visione e del fare l’opera d’arte, il segno ed il colore, continuano a tramutarsi l’uno nell’altro ed è questo sottile movimento che sostiene l’intera sua produzione artistica.

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LANFRANCO

Fantastica libertà
Sala delle Colonne dal 25 febbraio al 25 aprile 2017
Lanfranco Frigeri, in arte Lanfranco, nato a Quingentole nel 1920, tra gli artisti mantovani più recenti è forse il più rappresentativo; ben noto in Italia e all’estero, è tra gli esponenti più qualificati di un’arte figurativa che molti critici definiscono surrealista.

Lo storico e critico dell’arte Roberto Brunelli afferma: – Il Maestro tuttavia non si riconosce in questa classificazione: una nuova mostra di sue opere può concorrere a meglio comprendere il suo linguaggio, con le relative radici e la singolarità dei suoi esiti. Allo scopo, il Museo diocesano Francesco Gonzaga, destinatario da tempo di una cospicua collezione di suoi dipinti e sculture, intende riproporla insieme con altre opere che il recente terremoto ha costretto a spostare dalla loro sede: sono i dipinti eseguiti per le chiese parrocchiali di San Giacomo delle Segnate e Quistello. Ad essi si aggiungono opere più recenti, eseguite per la chiesa cittadina di San Filippo Neri, a tale nucleo si affianceranno in mostra altre opere provenienti da collezionisti privati tra le quali disegni e sculture utili a seguire il lungo percorso tracciato dall’artista.
Conversare con Lanfranco, classe 1920, è straordinariamente piacevole e illuminante. Quando siamo andati a presentargli il progetto di questa mostra, che raccoglie le opere da lui donate al Museo insieme con quelle temporaneamente tolte dalle chiese mantovane terremotate e altre gentilmente prestate per l’occasione, con l’amabile cortesia che gli è propria egli ci ha donato un flusso di ricordi inarrestabile, in cui hanno trovato posto i suoi rapporti con pressoché tutti i più noti artisti del Novecento e i criteri da lui adottati nel suo lungo e fecondo operare. Su un criterio egli è più volte tornato: quello della libera adesione ai suoi moti ispiratori, rifuggendo da mode e correnti e interessi di parte con la possibilità di facili guadagni. Egli si è detto certo che, a differenza di altri artisti, i suoi dipinti e le sue sculture dureranno nel tempo proprio perché nati liberi, seguendo unicamente i dettami della sua creatività. Rifuggendo dagli accostamenti, spesso proposti, con Dalì e altri surrealisti, Lanfranco ha dichiarato la sua costante attenzione alle nitide forme dell’arte classica, greco-romana e rinascimentale, come base per dare espressione al suo mondo interiore, che egli chiama fantasia ed è la passione con cui scruta e interpreta il mondo interiore dei suoi personaggi.
Libertà, dunque, e fantasia: di qui il titolo di questa mostra che vuole rendere omaggio a un Maestro tra i maggiori che l’arte mantovana abbia conosciuto.
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CONFLUENZE. DIALOGHI D’ARTE TRA ANTICO E CONTEMPORANEO

Opere di Giorgio De Chirico e Carlo Vighi dal 5 marzo all’11giugno 2017
“Confluenze. Dialoghi d’arte tra antico e contemporaneo” è un incontro tra passato e presente in un orizzonte concettuale e artistico che rivela relazioni, significati e rimandi. La curatrice Benedetta Lorenzi propone un originale percorso che interpreta il senso del fare artistico, che scorge le persistenze, i ritorni figurativi e formali, i miti e l’espressione creativa tra corsi e ricorsi nella storia del pensiero e dell’arte. Il linguaggio metafisico di Giorgio de Chirico, quello ipercontestuale fondato da Carlo Vighi e Monica Daccò, si intrecciano con le costella

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Inoltre, nei mesi di aprile, maggio e giugno si potranno visitare

  • Arte e sacro: inediti di Vasco Corradelli, dall’8 aprile al 14 maggio. Mostra e catalogo a cura di Gianfranco Ferlisi.
  • Un passo oltre il cielo: opere di Stefano Abelli e Giuseppe Portella. Dal 13 maggio al 3 giugno a cura di Gianfranco Ferlisi e Giulio Girondi.
  • Meditazioni sul tempo del Sacro: dipinti di Annamaria Artegiani. Dal 20 maggio all’11 giugno. Una pittura che vive di immaginazione immersa in un realismo magico.

Info: Museo Diocesano Piazza Virgiliana 55 – Mantova Telefono: 0376 320602
info@museodiocesanomantova.it – www.museodiocesanomantova.it

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