MICHELE VOLPE – Raffinati “Pannelli in ceramica” alla GALLERIA ARIANNA SARTORI ARTE & OBJECT DESIGN

Le sue ceramiche sono frammenti biografici, in forma più o meno dichiarata. – Asserisce Antonio Veneziani – Nessun esibizionismo narcisistico, tutt’altro siamo di fronte a un “reportage” della vita e della potenza sostanziale dell’arte che è in grado di depistare la morte 

17 febbraio – 1° marzo 2018

MANTOVA – La Galleria Arianna Sartori di Mantova nella sede di Via Cappello 17, da sabato 17 febbraio a giovedì 1° marzo 2018 ospiterà una nuova mostra “PANNELLI IN CERAMICA” dell’artista Michele Volpe.

Volpe, che ha già esposto alla Galleria Sartori, nel 2008 dipinti ed incisioni e nel 2013 un ciclo di dipinti, questa volta presenterà al pubblico una sua recente produzione di raffinati pannelli in ceramica. L’inaugurazione dell’esposizione si svolgerà Sabato 17 febbraio alle ore 17.00 alla presenza dell’artista.

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MICHELE VOLPE. L’ARTE ED IL SENSO DELLA VITA 

L’arte è una battaglia dove si scontrano le forze spirituali con le forze inerti della materia; questo combattimento avviene senza rumore né clamore mentre si scorgono le strade di una “silenziosa conquista”. (Luigi Montanarini)

Le affermazioni di Luigi Montanarini, pittore, scultore e anche aforista, spiegano perfettamente la battaglia tra bene e male, tra spirituale e materiale (intendo, come materiale: il colore, i supporti, la materia viva, ma non solo), che nel lavoro di Michele Volpe sono parte Integrante.

Il combattimento tra spirituale e reale avviene senza clamori esterni, ma i risultati passano sulla tela, nelle incisioni, nelle ceramiche; le perdite anche sanguinose, aiutandoci – basta avere un po’ di attenzione – nelle conquiste silenziose che è l’arte come strada per l’elevazione spirituale, solida un tempo, oggi e sempre.

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Michele Volpe con le sue donne di ascendenza cretese ma anche tizianesca, intona un inno dell’eterno femminino, ma anche un controcanto alla carne, oggi troppo esibita e assai poco amata. Perché la sua arte si svela e si rivela, senza forzature, una riflessione sui contenuti etici ed estetici dell’opera dell’arte in se stessa senza mai cadere nella trappola della didascalia. I suoi animali, siano essi un coniglio che osserva, con aria divertita, una donna adagiata su una dormeuse, o un gatto issato sopra un libro, sostenuto da un mastodontico e placido bufalo, o ancora un cavallo addossato a due donne (cavallo vero, o cavallo di legno per giochi infantili?), sono sempre evocativi, favolistici e si integrano con naturalezza nel mondo. Nel lavoro di Volpe comico e tragico si confondono e si fondono, come reale e immaginario. Slamo infatti di fronte a un artista candido, di un candore tranciante. Un artista che coglie nel presente dettagli fondamentali, eppure, a ben vedere, è facile trovare nel suo lavoro tracce dell’arte del passato, che non cita, casomai la fa rivivere, dopo averla studiata, capita, amata. Volpe blocca un flusso di sogni, ne isola uno e lo fissa rendendolo iconico. Volpe il visionario accarezza le sue “anime” materiche, con pigmenti che diventano sangue e pelle, che si trasformano, a loro volta, in lingua e parola. E con una leggerezza e una purezza profondamente anarchico, dopo aver citato idealmente maestri come Gentini, Campigli, Manzù, si butta sulla “carnalità” dell’arte e sulla “spiritualità” del desiderio.

Bufale della pianura pontina, donne acrobate e danzatrici, amazzoni e madonne bizantine, sirene, maiali e tori che rimandano a favole ancestrali.

Volpe 3

 

L’arte non ammette scorciatoie e questo Volpe lo sa, ecco perché segna il suo percorso con un accanimento quasi feticistico. Lui lavora spinto da una pressione e da un’urgenza ultimativa nei confronti di se stesso, ma anche nei riguardi dell’essere umano in generale. Le sue ceramiche sono ossessionate dal metodo, dalla ricerca esasperata dall’approfondimento dell’anima della materia. Ebbene, sì, per Volpe la “materia ceramica” ha un suo respiro che la rende vitale, possiede un alito facendola diventare più autentica dell’autentico e lo “spettatore attento” lo nota, eccome. Nel caso di Volpe lo scorrere del tempo, oltre a sedimentare, aggiunge ogni giorno, ogni ora, perché il nostro “ceramista” vive dentro le sue ceramiche, nel senso che le pensa, le studia, le disegna, le assembla e le cuoce, insomma le segue in tutto il processo e questo dà alle opere una luce e una sostanza del tutto particolare, anzi unica.

Animo nomade e mano stanziale, Volpe è un giovane saggio che scopre e riscopre il lavoro artistico, partendo dal piccolo per arrivare al grande.

È un’azione continua nella pratica quotidiana quella di sperimentare e di “lavorare con le mani”, come un artigiano che vuole costruire il suo paradiso privato per offrirlo al mondo intero. Perché le ceramiche di Volpe sono oltre che opere d’arte, un dono per la sopravvivenza. Lui non dipinge, non fa ceramiche per fare arte, ma fa arte per salvarsi dalla mediocrità sempre più invadente, casomai offre al mondo circostante e a un eventuale fruitore del suo lavoro artistico, un appiglio per salvarsi insieme a lui stesso. L’arte dunque salva la vita? Forse ogni quadro, ogni grafica, ma soprattutto ogni ceramica porta il segno della nuda e cruda necessità dell’arte, dell’arte autentica e noi che vediamo, se riusciamo a entrare dentro l’opera, possiamo avvicinarci al sublime dell’arte in se stessa, e non è poco, anzi è un regalo che solo la vera arte riesce ad offrire. Infatti come dice Henry Miller: “L’arte non insegna niente, tranne il senso della vita”.

(Antonio Veneziani)

Volpe foto

Michele Volpe è nato a Savignano (Avellino). Vive e lavora a Latina. Ha cominciato a dipingere da giovanissimo, la sua prima mostra risale al 1959, e dal 1977 ha aperto uno studio calcografico. È uno dei pochi e veri artigiani dell’incisione che pratica nel suo laboratorio “Il Torchio” di Latina. Da un po’ di tempo, dando ulteriore prova di versatilità, si cimenta anche nell’arte della ceramica.

Mostre personali: 1968 – Galleria d’Arte Enal, Latina. 1969 – Sala Supercinema, Latina. Galleria Comunale d’Arte, Latina. 1969 – Colonnato Lido d’Ulisse, Terracina. 1970 – Galleria d’Arte Enal, Latina. Galleria Artigianato Artistico, S. Felice Circeo. 1971 – Galleria d’Arte Sistina, Roma. Galleria d’Arte Cavalletto, Roma. Galleria d’Arte Aretusa, Taormina. 1972 – Mont Martre, Parigi. Galleria Torre dei Templari, S. Felice Circeo. Galleria Consorziale, Latina. 1974 – Galleria Il Salotto, Vicenza. Galleria del Corso, Latina. 1975 – Galleria Sistina, Roma. Sale Siai, Perugia. 1976 – Galleria del Corso, Latina. Galleria Accademia, Torino. 1977 – Galleria l’Approdo, Latina. 1978 – Galleria Bottega del Quadro, Feltre. 1980 – Galleria del Corso, Latina. 1982 – Studio il Torchio, Latina 1982-83. 1986 – Galleria Comunale, Savignano. Galleria Porto di Pipetta, Roma. Galleria Comunale, Priverno. 1987 – Galleria l’Approdo, Latina. Galleria Propileo, Foggia. 1988 – Galleria l’Ariete, Bologna. 1989 – Centro d’Arte Stiegliz, Modena. 1991 – Antiquarium Comunale, Sezze. Palazzo della Cultura, Latina. 1996 – Galleria Comunale, Bassiano. 1997 – Galleria Comunale, Castro dei Volsci. 1998 – Galleria d’arte Manuzio, Latina. 2004 – Centro Aspasia, Latina. 2006 – Bottega d’Arte, Modena. 2008 – Galleria d’Arte Arianna Sartori, Mantova. 2008 – Bottega d’Arte, Modena. 2013 – Galleria d’Arte Arianna Sartori, Mantova. Immagine Arte Contemporanea, Città di Castello (Pg). 2014 – Rocca di Umbertide (Pg). 2016 – Castello di Savignano (Av). 2017 – Studio Il Torchio, Latina.

Mostre collettive dal 2000 ad oggi: Galleria l’Approdo Rassegna d’Arte, Alatri. 2000 – Galleria Aldo Manuzio, Latina. – Rassegna d’Arte, Fiuggi. – Mostra d’Arte, Panni. – Circolo degli Artisti, Latina. – Intemazionale d’Arte, Milo. 2001 – Rassegna d’Arte, Sermoneta. 2003 – 1° Premio Nazionale, Latina Mare. – Palazzo Cultura, Memora del Futurismo, Latina. – Palazzo M. Marzo, Contemporanea 1945-2003, Littoria Poi Latina. – 1° Premio Nazionale Fogliano Arte, Latina. 2004 – Galleria d’Arte SanVidal, Venezia. 2005 – VII Biennale d’Arte Contemporanea, Torre Strozzi, Perugia. 2006 – Arianna Sartori Editore, Il vino inciso. La vite, l’uva, il vino, Mantova. – Il vino inciso. La vite, l’uva, il vino, Custoza di Somma Campagna, Verona. – Palazzo M. La strada d’asfalto, Arte e Cultura, Latina. 2007 – Il vino inciso. La vite, l’uva, il vino, Sant’Agostino (Fe). – Maggio Sermonetano, XII Edizione, Sermoneta. 2008 – Bratislava+Umbertide+Verlonetn, Natale. 2008 – Natale Arte, Palazzo Caetani, Sermoneta. 2008 – Perugia. 2009 – Galleria d’Arte Sartori, Progetto per un museo, Mantova. – Villa Fogliano, Rassegna d’Arte, Latina. 2009 – Rassegna d’Arte Forte San Gallo, Nettuno (Rm). 2010 – Luca Alinari, Riccardo Benvenuti, Raffaele Derosa, Patrizia  Comad, Michele Volpe, Minsk (Bielorussia). 2011 – La spadarina esposizione d’arte, Piacenza. 2014 – Palazzo Palffy, Bratislava (Slovacchia). 2016 – Palazzo Falconieri Accademia d’Ungheria, Roma.

Galleria “Arianna Sartori” Mantova

Via Cappello, 17 – tel. 0376.324260 –  info@ariannasartori.191.it

Orario di apertura:

dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30. Chiuso festivi

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