CONFAGRICOLTURA MANTOVA – «IMPRESE E REDDITO AL CENTRO DELLA FUTURA PAC». IL BILANCIO DEL PRESIDENTE LASAGNA

Lasagna«È fondamentale che le imprese agricole e il reddito degli imprenditori tornino al centro di una Politica agricola comune più semplice, efficace e con regole davvero condivise tra tutti gli attori della filiera». Parole di Matteo Lasagna, presidente di Confagricoltura Mantova, a commento del futuro che attende l’agricoltura europea alla scadenza dell’attuale Pac, attesa per il 2020. Ma uno dei primi argomenti da affrontare sarà sicuramente legato al quadro finanziario, scosso dall’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea: «Le risorse che verranno stanziate – spiega Lasagna – inizieranno a essere discusse già da quest’anno, ma c’è il rischio che la Brexit, con tutte le sue conseguenze, possa portare a un ridimensionamento delle risorse comunitarie per la Pac. Un’ipotesi ovviamente da scongiurare, ma che al momento va tenuta ben presente».Alcuni aspetti della riforma “post 2020” sono assolutamente condivisibili, altri invece molto meno. Tra questi il principio della convergenza, «che rischia – prosegue Lasagna – di portare a uno spostamento di risorse dai paesi storici a quelli di recente introduzione nell’Unione Europea, o quelli in cui il valore dell’agricoltura è nettamente inferiore rispetto a quello italiano. Sarebbe una vera e propria mazzata per le nostre aziende». O ancora il “new delivering system”, che minaccia di aprire la strada ad una rinazionalizzazione della Pac, e le misure che dovrebbero ridistribuire il sostegno diretto dalle aziende di maggiore a quelle di piccola dimensione.

Numerosi sono poi i passaggi già presenti nella Pac che possono essere migliorati e rivisti: «In primis i pagamenti diretti – dice Lasagna – che sono concessi agli imprenditori attraverso sistemi troppo complessi. Va poi assolutamente prevista una dotazione finanziaria a supporto delle crisi di mercato e confermata la possibilità di attuare misure specifiche per alcuni settori, su tutti l’ortofrutta e il vitivinicolo, con modello da estendere però anche ad altri. Va assolutamente semplificato lo sviluppo rurale, nella sua programmazione e gestione, che oggi risultano essere alquanto limitanti. Vanno combattute con forza infine le pratiche sleali che spesso vanno a danneggiare le nostre aziende e che ancora non sono inquadrate per bene dalla Ue».

L’ultimo capitolo Lasagna lo riserva allo sviluppo tecnologico, sempre più importante nel settore primario: «Solo l’innovazione può risolvere i problemi concreti delle imprese e rilanciarne la competitività. Le frontiere che dobbiamo esplorare riguardano agricoltura di precisione, genetica, controllo di infestanti e malattie delle piante, gestione dell’acqua, infrastrutture, benessere animale, tecnologia dell’informazione, big data, digitalizzazione ed e-commerce».

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