BRESCIA – PARTE LA 3ª EDIZIONE CORSO DI PERFEZIONAMENTO IN DANZA DI COMUNITÀ

DANZA.COMM

Quando la danza entra in dialogo con una comunità e si fa strumento di comunicazione, interazione e aggregazione, si spalancano opportunità impensate e gli individui e il gruppo che la sperimentano vivono situazioni di benessere personale e collettivo. Ancora una volta l’arte, entrando nella vita quotidiana delle persone, la rende migliore. Questa è la vocazione della danza di comunità, una pratica sempre più riconosciuta e richiesta che ha bisogno di operatori aggiornati e competenti.

Per tale ragione C.L.A.P.Spettacolodalvivo e Spazio Danzarte organizzano dal 9 marzo al 21 ottobre 2018 la terza edizione di Danza.Comm, corso di formazione e perfezionamento in danza di comunità rivolto a danzatori, docenti di danza, performer e artisti, ma anche a professionisti che lavorano in diversi ambiti pedagogici e formativi, dagli insegnanti delle scuole agli educatori attivi in diverse realtà del sociale. Il percorso didattico comprende sia incontri teorici che attività pratico-laboratoriali e si avvale di docenti di grande esperienza attivi da anni nel settore e molto apprezzati dalla comunità scientifica: Laura Banfi, Francesco Caggio, Laura Delfini, Paola Mazzardi, Theo Rawyler, Franca Zagatti. Diversi gli ambiti esplorati durante i week end formativi così da avere un quadro completo delle azioni che vedono coinvolte le comunità scolastiche (tutti i gradi), le comunità del disagio (carcere, disabilità psichiche e fisiche, intercultura) e le comunità anagrafiche (adolescenti, giovani e terza/quarta età) nelle quali è importante operare con l’arte della danza. Il corso si arricchisce di un convegno finale, aperto anche al pubblico e di due spettacoli.

La formazione si articola in moduli che possono essere seguiti sia singolarmente, per chi desidera approfondire solo un elemento specifico, che globalmente, per chi desidera ottenere un percorso formativo completo e riconosciuto attraverso un attestato di frequenza e da un’esperienza di stage presso alcune strutture convenzionate.

Tutti gli incontri si svolgeranno presso la sede dell’Associazione Spazio Danzarte, in via Villaggio Ferrari 25 a Brescia.

Il corso gode del patrocinio Comune di Brescia e DES – Danza Educazione Società.

Per conoscere i costi del corso scrivere a segreteria@claps.lombardia.it

 PROGRAMMA – Orari: sabato e domenica 10.00 – 13.00 e 14.00 – 17.00

  • Sabato 10 – Domenica 11 marzo: docente Laura Delfini

Community dance

Questo modulo e il successivo saranno dedicati alle origini della community dance inglese e al loro essersi poggiate su quella base sicura che ancora oggi la metodologia e la pragmatica labaniane rappresentano. Momenti incentrati sulla metodologia pratico-teorica di fonte labaniana, si alterneranno ad altri riservati alle origini della community dance, alla storia tracciata da Rudolf Laban, dedicando una particolare attenzione ai cori di movimento.

Laura Delfini Coreologa labaniana, analista del movimento, danzeducatrice®, counselor, esperta di comunicazione non verbale. Nel suo percorso di ricerca pratico-teorica si occupa di creatività, improvvisazione, coreografia e coreologia, qualità delle relazioni, didattica. La sua attività di insegnamento si svolge in centri di danza, università e in altri diversi contesti sociali. E’ autrice di diversi articoli e ha curato pubblicazioni e convegni.

  • Sabato 17 marzo: docente Francesco Caggio

Il gioco

Il gioco è fondamento della cultura; quindi è necessario uno sguardo complessivo, da più punti di vista del fenomeno, perché per chiunque lavori con le arti e con le dimensioni educative è dispositivo pedagogico cruciale sia per coltivare la centralità di chi gioca sia per poter giocare con chi deve cambiare, evolvere, mutare sia per definire eventuali offerte di crescita attraverso momenti, esperienze e percorsi ludici che interessano tutte le età della vita.

  • Domenica 18 marzo: docente Paola Mazzardi

Gruppo e relazione

L’operatore di danza di comunità dovrà confrontarsi con la gestione di diverse tipologie di gruppo, inteso come insieme di persone che condividono un medesimo spazio fisico con un intento comune. L’incontro vuole fornire le basi per gestire il gruppo promuovendo un clima di accoglienza e rispetto reciproco e stimolando la relazione tra i partecipanti, partendo da quella che è l’esperienza di gruppo di ciascun allievo. L’incontro sarà basato sui principi della psicologia sociale e di comunità, della psicoanalisi relazionale e delle neuroscienze.

  • Sabato 7- Domenica 8 aprile: docente Laura Delfini

Community dance

Vedi modulo precedente.

  • Sabato 28 – Domenica 29 aprile: docente Franca Zagatti

Danza educativa e di comunità: la dimensione artistica del movimento come esperienza formativa e trasformativa

Attraverso momenti di pratica esperienziale, condivisione metodologica, visione e analisi di video, simulazioni di lavoro, il modulo si propone di offrire una prima conoscenza della danza educativa e di comunità trasmettendo ai partecipanti strumenti pratici e metodologici applicabili nei contesti scolastici e sociali. Il primo step mette a fuoco la danza educativa, le linee guida e gli elementi di base. In particolare il focus è su art model: fare, creare, osservare, e setting di lavoro: rituali e pianificazione (anche scolastica).

  • Sabato 19 – Domenica 20 maggio: docente Franca Zagatti

La dimensione corporea nella relazione educativa

Sospensione di giudizio, modalità di conduzione e proposte. Danza educativa e danza di comunità, metodologia unificata. Simulazioni di lavoro. Visione di video.

Franca Zagatti Studiosa, insegnante, artista di danza nei contesti educativi e sociali. All’impegno nella ricerca teorica affianca un’estesa attività di formazione che annovera docenze presso la Facoltà di Scienze della Formazione e il Corso di Laurea specialistica in Discipline teatrali della dell’Università di Bologna. E’ direttrice artistica del centro Mousikè, dove insegna danza creativa e composizione ed è responsabile del Corso per Danzeducatore® finalizzato alla formazione di operatori di danza per il contesto scolastico e di comunità. È vicepresidente della DES – Associazione Nazionale Danza Educazione Società.

  •  Sabato 26 maggio: docente Francesco Caggio

Il ciclo della vita

L’intervento punterà a definire il significato di ciclo di vita, dei suo passaggi, dei suoi stadi o se si vuole della sua evoluzione dinamica per prefigurare, in via indicativa, la curva del nostro diventare adulti e quindi anziani con i relativi compiti di sviluppo che ci impegna da appena nati; questo affinché gli interventi formativi siano i più adeguati possibili ai diversi passaggi della vita di chi ne è soggetto, attore e protagonista.

Francesco Caggio Pedagogo, ha lavorato come Dirigente dei Servizi Sociali del Comune di Milano per poi dedicarsi interamente ad attività di docenza, formazione e consulenza presso numerose Aziende Sanitarie lombarde, Amministrazioni Comunali, scuole ed Istituti di formazione. Docente presso la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Milano Bicocca, tiene corsi anche presso la Scuola Superiore Internazionale di Scienze della Formazione di Venezia-Mestre e dal 2015 è direttore della rivista di settore “Interventi educativi. Conversazioni sulla cura”.

  • Domenica 27 maggio: docente Paola Mazzardi

Lavorare con gli adolescenti

L’adolescenza, che rappresenta un momento critico di passaggio tra il mondo infantile e quello adulto, pone spesso gli operatori di fronte a sfide nella gestione del gruppo e nella relazione con i singoli componenti. Partendo dall’idea che per lavorare con gli adolescenti è necessario conoscerli, l’incontro vuole aiutare i partecipanti nella comprensione delle dinamiche adolescenziali, necessaria all’avvio di una relazione positiva.

Paola Mazzardi Psicologa e psicoterapeuta EMDR, perfezionata in psicologia clinica perinatale e in psicodiagnostica dell’età evolutiva. Negli anni ha maturato esperienze lavorative in contesti diversi, occupandosi di adolescenza, tutela minorile, tossicodipendenza, traumi e disturbi collegati. Da diversi anni collabora con Spazio Danzarte, supportando gli insegnanti nella gestione dei gruppi.

  •  Sabato 29 settembre: docente Theo Rawyler

Danza di comunità – percorsi di danza fra arte e utilità sociale

La danza di comunità come strumento di intervento in ambito pedagogico, sociale, sociosanitario e clinico, l’approccio alle istituzioni. L’identità interdisciplinare del conduttore: un profilo professionale fra hard skills e soft skills – la gestione del dolore. Didattica frontale e esempi video Un setting per la danza, elementi per l’avvio ad un’esperienza corporea e creativa aperta a tutti.

Esercizi di conduzione: Ascoltare, proporre, osservare, accogliere; l’approccio alla conduzione di gruppo attraverso il movimento, la danza, l’improvvisazione.

  • Domenica 30 settembre: docente Theo Rawyler

Danza di comunità – percorsi di danza fra arte e utilità sociale

Laboratorio di danza di comunità con la partecipazione di alcune donne del gruppo di ViaTerni9/Roma – Coop. Soc. Meta Onlus

A seguire, spettacolo Europa vecchia madre della compagnia Excursus.

Theo Rawyler Direttore artistico della Compagnia Excursus e del Festival TenDance, è laureato in storia della danza presso il DAMS di RomaTRE e ha lavorato come danzatore. Fin dagli anni ‘80 si è interessato anche alla danza come arte applicata a contesti sociali, sociosanitari e clinici. Dopo studi di danzaterapia con Maria Fux e Jeri Salkin si è dedicato ad una propria ricerca nell’ambito della danza di comunità sostenendo una visione artistica inclusiva e allargata per progetti, che hanno messo in rete il Servizio Sanitario Nazionale, università e cooperative sociali con teatri, mostre, festival e compagnie di danza.

  • Sabato 20 ottobre: docente Laura Banfi

I principi e i possibili utilizzi di DanceAbility®

DanceAbility® è una metodologia di danza in improvvisazione rivolta a tutte le persone indipendentemente da abilità e possibilità fisiche, psichiche e sensoriali. E’ un approccio che non isola o limita nessuno: il materiale di insegnamento viene scelto in relazione alla configurazione del gruppo. La danza si sviluppa attraverso un dialogo fisico in cui tutti i sensi sono coinvolti, permette di acquisire consapevolezza di sé e del proprio modo di muoversi, si sperimenta creatività, capacità di ascolto di sé e dell’altro. Approfondisce le possibilità di danzare dando valore alle diversità. Il senso non è di far diventare tutti artisti, ma di creare un contesto di sviluppo rispettando ed alimentando motivazioni, emozioni, memorie, capacità di ascolto e di comunicazione della persona. Nel laboratorio si farà un percorso esperienziale con introduzione a filosofia e metodologia di lavoro che sottendono la pratica esplorata. Attenzione verrà data all’uso del linguaggio ed alla formulazione di rimandi costruttivi.

Laura Banfi Insegnante, performer e regista. È fondatore e presidente della Associazione Artistico Culturale Il Cortile, Educatore del Movimento Somatico, Educatore del movimento in età evolutiva e BMC® Practitioner. Tiene incontri di aggiornamento, corsi e stage di Contact Improvisation, DanceAbility®, Metodo Feldenkrais®, Body Mind Centering® e improvvisazione. Si è diplomata all’ISEF Lombardia e in Teatro Danza presso la Civica Scuola di Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Ha insegnato in programmi di formazione universitari su “Danza di comunità”.

  • Domenica 21 ottobre: docente Paola Mazzardi

L’esperienza di tirocinio, quali criticità?

L’ incontro vuole fornire ai partecipanti uno spazio di confronto sull’esperienza di tirocinio, nel quale condividere criticità e difficoltà incontrate nel lavoro con singoli e gruppi e favorire la riflessione di ognuno.

  • Sabato 17 novembre:

Convegno a cura del Prof. Alessandro Pontremoli e della dott.ssa Luisa Cuttini.

 GLI SPETTACOLI

  • Venerdì 9 marzo 2018, Teatro Sant’Afra di Brescia, spettacolo teatrale presentato in collaborazione con il Festival del Silenzio.

Con Voce Nuova_L’Inferno di Dante progetto teatrale per sordi e udenti, una produzione Emit Flesti da un’idea di Filippo Calcagno, regia Alessio Dalla Costa, con Maria Vittoria Barrella, Filippo Calcagno, Filippo Porro, voci di Annalisa Morsella e Alessio Dalla Costa, coreografie di Silvia Dezulian, scenografie di Gelsomina Bassetti

Traduttrice di Lingua dei Segni Italiana Daniela Franco. Partner del progetto Ens, Ridisegnando, Lavisana, Cantine Lavis.

Con voce nuova – L’Inferno di Dante è un progetto artistico, culturale e sociale che intende creare un punto di contatto tra i sordi e gli udenti: una nuova lingua, generata attraverso la condivisione di un linguaggio comune che aiuti ad abbattere le barriere rendendo all’arte quel carattere di inclusività che le appartiene grazie ad un’esperienza di tipo teatrale. Non è solo uno spettacolo, ma anche una vera e propria sfida: rendere la pièce fruibile e godibile sia a udenti sia a sordi.

Da qui la scelta del titolo Con voce nuova, perché la novità di questo percorso artistico consiste nel non volersi limitare a un’attività di sensibilizzazione su tema della sordità, bensì nel desiderio di spingersi oltre e puntare all’integrazione.

Un progetto che intende restituire all’arte il suo carattere di universalità e aprire a nuove pratiche teatrali di tipo inclusivo.

  • Domenica 30 settembre 2018, Spazio Danzarte di Brescia

La compagnia Excursus presenta Europa vecchia madre. Coreografia: Theodor Rawyler, assistenza e supporto: Danila Blasi, costumi: Daniele Amenta e Yari Molinari, realizzazione musicale: Concetta Cucchiarelli in collaborazione con CRM – Centro di Ricerche Musicali, interpreti: Vilma Galli, Verena Marzuoli, Renata Strozzi, Theodor Rawyler e con il contributo del MIBACT, in collaborazione con ViaTerni9/Roma – Coop. Soc. Meta Onlus.

Il progetto dello spettacolo nasce da un laboratorio di danza sociale condotto dalla Compagnia Excursus dal 2009 con un gruppo di 16 donne intorno agli ottant’anni, testimoni di un conflitto mondiale restituito attraverso gli occhi di un’infanzia vissuta ai tempi di guerra. Sono emersi alcuni temi centrali; la paura, la voglia di giocare comunque, la solidarietà, l’assenza dei padri. Per quanto basato anche su ricordi dolorosi e indelebili, il lavoro è portatore di un grande entusiasmo per la vita, della gioia di poter partecipare, di mettersi in gioco, per esprimersi attraverso un’arte che sembrava ormai perduta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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