CONS. AGRITURISTICO MANTOVANO: NEI MERCATI CONTADINI IL 18 MAGGIO SI FESTEGGIA LA GIORNATA MONDIALE DELLA BIODIVERSITÀ

La biodiversità rischia l’estinzione? Cosa ha fatto e sta facendo il Consorzio agrituristico mantovano per tutelare la biodiversità?

Marco Boschetti

La riduzione della biodiversità non comporta solo la scomparsa di un pezzo della nostra storia, dei saperi sviluppati dagli agricoltori e dalle comunità di un territorio – spiega Marco Boschetti, direttore del Consorzio Agrituristico Mantovano – ma ha pesanti ricadute sui sapori, sui gusti, sulla gastronomia, sulla cultura, sulla salute, sull’ecosistema e sulla stessa sopravvivenza degli esseri umani. La cura del gusto contro ogni sua omologazione, presuppone la difesa della biodiversità”.

La biodiversità preserva le produzioni tipiche, i prodotti del territorio e le tradizioni alimentari e culturali delle comunità localiper questo – continua Boschetti – il Consorzio ha da tempo promosso un progetto denominato “contadini custodi”, impegnati nella ricerca e nella conservazione di antiche varietà locali”.

Il lavoro svolto è raccolto in una guida che racchiude un lungo elenco di varietà mantovane e cremonesi “ritrovate”, fra cui,  molte varietà di meloni (rospo, zatta, moscatello, pasta bianca, arancino, viadanese, banana, ramparino, nero dei Carmelitani scalzi), peperoni (peperone bainco mantovano), ciliegie (moscatella gialla, cuore mantovano, mora di Cazzano), cipolla (paglierina di Sermide),  bevande (clinto bianco e rosso), albicocche (reale d’Imola), pere 8trionfo di Revere, San Giovanni), mele (campanine, cavai),  farine (mais marano, rosso, quarantino, spinusa, grano monococco), cornetti (fasolina), mandorle di Cavriana.

Oltre ai prodotti, la guida riporta anche alcune ricette su come cucinarli e dove reperirli perché la biodiversità si tutela se la si mangia.

Oltre alle guida, ogni anno, in occasione della Festa Mondiale della Biodiversità che si festeggia il 22 maggio, viene ricordata nei mercati contadini: sabato 18 maggio, a Mantova in località Borgochiesanuova si potranno trovare mele campanine dell’Az. Agricola Paolo Franzoni, cento varietà di fagioli “biodiversi” in collaborazione con Civiltà Contadina, le cipolle di Sermide e il “tirot” dell’Az. Agricola Tirot di Malavolta Mario. Si terrà anche una mostra sulla biodiversità mantovana con pannelli illustrati che la raccontano.

Domenica 19 maggio, in occasione di “Per Corti e Cascine” sono molte le aziende “biodiverse”, tra queste: l’olivicoltura Ferri, dove l’olio è fatto proprio con olive autoctone, oppure “le Calandre” per i grani antichi o ancora il bioagriturismo Vojon che fa vini geotermici o ancora a “Corte Lidia” dove è possibile raccogliere erbe spontanee o aromatiche.

A febbraio la Fao ha lanciato un allarme “la biodiversità è a rischio estinzione”. È davvero così? 

A dirlo la Fao che a fine febbraio ha lanciato il primo report globale sullo stato della biodiversità in base ai nostri sistemi alimentari. Un rapporto unico nel suo genere che presenta prove preoccupanti che la biodiversità, che sta alla base dei nostri sistemi alimentari, sta pian piano scomparendo. Secondo Graziano da Silva, direttore della Fao: “Meno biodiversità significa che piante e animali sono più vulnerabili ai parassiti e alle malattie”. A rischio c’è quindi il futuro dei nostri alimenti, dei mezzi di sussistenza, della salute umana e dell’ambiente e una volta persa, la biodiversità, non può essere recuperata.

Ma cosa si intende per biodiversità? S’intendono tutte le piante e gli animali selvatici e domestici che forniscono cibo, mangimi, carburante, fibre, ma anche tutti quegli organismi che sostengono la produzione di cibo attraverso i servizi eco-sistemici come ad esempio tutte le piante, gli animali e i microrganismi  (insetti, pipistrelli, uccelli, mangrovie, coralli, piante marine, lombrichi, funghi, batteri) che mantengono i terreni fertili, impollinano le piante, purificano l’acqua e l’aria, mantengono le risorse ittiche e forestali in buona salute, e aiutano a combattere i parassiti e le malattie delle coltivazioni  e del bestiame.

Il rapporto, preparato dalla FAO sotto la guida della Commissione sulle risorse genetiche per l’alimentazione e l’agricoltura, esamina tutti questi elementi. Si basa sulle informazioni fornite specificamente per questo rapporto da 91 paesi e sull’analisi degli ultimi dati globali.

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Vediamo qualche dato: delle 6mila specie di piante delle coltivate per il cibo, meno di 200 contribuiscono in modo sostanziale alla produzione alimentare globale e solo nove rappresentano il 66% della produzione totale. La produzione mondiale di bestiame si basa su circa 40 specie animali, con solo un piccolo gruppo che fornisce la stragrande maggioranza di carne, latte e uova. Delle 7.745 razze di bestiame locali (a livello di paese) segnalate, il 26% è a rischio d‘estinzione. Quasi un terzo degli stock ittici è sovra-sfruttato, più della metà ha raggiunto il limite sostenibile.

Sono anche gravemente minacciate molte specie associate alla biodiversità come uccelli, pipistrelli e insetti che aiutano a controllare i parassiti e le malattie, la biodiversità del suolo e gli impollinatori selvatici – come api, farfalle, oltre ai pipistrelli e agli uccelli. Anche foreste, pascoli, mangrovie, praterie di alghe, barriere coralline e zone umide in generale – gli eco-sistemi chiave che forniscono numerosi servizi essenziali per l’alimentazione e l’agricoltura e ospitano innumerevoli specie – sono anch’essi in rapido declino.

In ginocchio anche le coltivazioni di fagioli, ormai si trovano le sementi solo di quelli da pianura, ma non si deve dimenticare che ci sono molte varietà di montagna che si stanno perdendo perché non vengono tutelate. Il problema è che i regolamenti sulla biodiversità proteggono le varietà che sono state citate almeno 50 anni fa in qualche enciclopedia…e tutte quelle che non sono state citate? Stanno via via scomparendo.

Quali sono le cause? I cambiamenti nell’uso e nella gestione della terra e dell’acqua, seguiti da inquinamento, sovra-sfruttamento, cambiamenti climatici, crescita della popolazione e urbanizzazione sono i fattori principali della perdita della biodiversità. Ma c’è anche il sovra-sfruttamento, la caccia e il bracconaggio, la deforestazione, cambiamenti nell’uso del suolo e intensificazione dell’agricoltura, il sovra-sfruttamento, parassiti, malattie e specie invasive.

Nonostante la perdita della biodiversità la nota positiva e che c’è un crescente interesse per pratiche e approcci compatibili con la biodiversità. L’80% dei 91 paesi dichiara, infatti, di utilizzare una o più pratiche e approcci rispettosi della biodiversità come l’agricoltura biologica, la gestione integrata dei parassiti, l’agricoltura conservativa, una gestione sostenibile del suolo, l’agro-ecologia, una gestione forestale sostenibile, l’agro-forestazione, pratiche di diversificazione in acquacoltura, un approccio eco-sistemico alla pesca e al ripristino dell’ecosistema. E’ abbastanza? Purtroppo no. La maggior parte dei paesi ha adottato quadri normativi a livello legale, politico e istituzionale per l’uso sostenibile e la conservazione della biodiversità, ma spesso sono risultati inadeguati o insufficienti. Occorre quindi intensificare gli sforzi per migliorare lo stato delle conoscenze sulla biodiversità, poiché permangono molte lacune in termini di informazioni, in particolare per le specie ad essa associate.  È necessario, inoltre, migliorare la collaborazione tra responsabili politici, organizzazioni di produttori, consumatori, settore privato e organizzazioni della società civile nei settori alimentare, agricolo e ambientale. Potrebbero essere meglio esplorate le opportunità di sviluppare più mercati per prodotti compatibili con la biodiversità.

Un aiuto importante può arrivare dai consumatori: possono infatti optare per prodotti coltivati ​​in modo sostenibile, acquistare dai mercati degli agricoltori o boicottare cibi considerati insostenibili. In diversi paesi, i “cittadini scienziati” svolgono un ruolo importante nel monitoraggio della biodiversità alimentare e agricola.

Il Consorzio Agrituristico Mantovano, ormai da tre anni la 3° domenica di settembre con la collaborazione di Parcobaleno e altri enti ed istituzioni che puntano alla tutela di questo importante patrimonio, organizzano la Festa della Biodiversità, una giornata di mercato, con prodotti del territorio, ma anche momenti di riflessione e approfondimento sul tema della biodiversità.

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