GAZOLDO D/IPPOLITI – “MANTOVA CITTÀ EUROPEA DELLO SPORT 2019”: MATTEO BURSI E ADALBERTO SCEMMA PROTAGONISTI ALLA POSTUMIA

Nell’ambito di “MANTOVA CITTÀ EUROPEA DELLO SPORT 2019”, appuntamento alla Postumia di Gazoldo degli Ippoliti (piazzetta Postumia 2) alle ore 21.00 con il giornalista Matteo BURSI dialoga con il suo collega Adalberto SCEMMA e con l’editore Nicola SOMETTI sul tema del suo ultimo libro Lo sport è una cosa seria (Ed. Sometti).

Un viaggio alla ricerca di un senso profondo dello sport nella società contemporanea: dal prezzo che le periferie sportive pagano alla globalizzazione sino ai luminosi germogli del riscatto. Mondi apparentemente opposti: dai brand della corruzione e delle peggiori infamie, materiali e morali, alle aperture sulle migrazioni e sulle integrazioni, sui modelli virtuosi di un mondo che ti insegna anche a saperti rialzare grazie ai valori universali insiti nella pratica sportiva.

Bursi sarà domenica 26 maggio alle 17.00 anche al Centro Sportivo di Guidizzolo (MN) durante la Festa dello Sport.

MATTEO BURSI è nato a Milano nel 1982. Giornalista, lavora per TeleMantova e scrive per la Gazzetta dello Sport. Nel 2017 con la trasmissione “Calciomania” ha ottenuto la menzione speciale del Premio “Fair play calcio e tv” del Corecom.

La serata prosegue con la presentazione del libro di Adalberto Scemma “Quando PEPI ATTOLINI da Gazoldo diventò campione provinciale di Corsa Campestre”.

“Giuseppe Attolini, chi era costui? Un carneade, come minimo. Sul Migliaretto tirava un vento impetuoso, si correva sotto una pioggia battente. Il fango arrivava alle caviglie. Quanto alle famigerate “buche” spezzagarretti, dove il fango era misto a creta, servivano miracoli di equilibrio per non finire lungo distesi. Quei miracoli che più della metà dei concorrenti non riuscì a compiere: la gara si risolse dopo il primo chilometro con un’ecatombe di ritiri. Giuseppe Attolini, dunque, e l’incoscienza premiata. E in più la sindrome dell’outsider che può permettersi di osare l’inosabile. In realtà Giuseppe deve avere avuto doti di pattinatore… Scivolò leggero davanti a tutti, non guardò in faccia gli avversari neppure per un istante, gli occhi sempre fissi al terreno. Lo seguirono in tre con la bava alla bocca e con l’aria di chiedersi tanti perché e altrettanti percome senza trovare il fiato per darsi risposte… Primo posto blindato da Attolini, dunque, e lotta gomito a gomito per le piazze d’onore. Cantadori battè d’un soffio Marani e Mazzola… ” (da Adalberto Scemma “Quelli che correvano senza saper il perché”, pagg. 57/58 – IL RIO Letture 2018)

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