MANTOVA – NEL CORTILE D’ONORE DELLA CASERMA “TROTTI” CELEBRATO IL 205° ANNUALE DELLA FONDAZIONE DELL’ARMA DEI CARABINIERI

Nella mattinata del 5 giugno 2019, l’Arma dei Carabinieri di Mantova e provincia ha festeggiato i 205 anni di storia all’intero del cortile d’onore della Caserma “Trotti” ove schierata una Compagnia di formazione, al comando del Maggiore Simone TONI, ed alla presenza delle massime Autorità politiche, civili, militari e degli esponenti del mondo dell’economia, del lavoro, della cultura e della stampa, si è tenuta la cerimonia, in cui sono state consegnate le onorificenze ai militari e reparti della provincia, che si sono particolarmente distinti nei compiti istituzionali.

All’importante cerimonia hanno partecipato diverse autorità e tanti Sindaci della provincia, a testimonianza del forte legame tra l’Arma e i Comuni, in particolare, il Prefetto di Mantova, Dott.ssa Carolina BELLANTONI, il Sindaco di Mantova, Mattia PALAZZI, il Presidente della Provincia di Mantova, Beniamino MORSELLI, il Presidente del Tribunale, Dott. Enzo Rosina, il Dott. Giulio Tamburini in rappresentanza del Procuratore della Repubblica, Dott.ssa Manuela FASOLATO, il Questore di Mantova, dott. Paolo SARTORI, tutti i Vertici Provinciali delle Forze di Polizia, alcuni parlamentari nazionali e regionali, una folta rappresentanza degli appartenenti alle Associazioni Nazionali Carabinieri ricadenti nel territorio con i labari ed i loro presidenti, numerosi familiari dei Carabinieri ed alcuni parenti di caduti.

All’anniversario hanno preso parte anche molti alunni delle Scuole Medie e Superiori di Mantova accompagnati dai loro docenti e la manifestazione è stata caratterizzata da vari momenti solenni quali la lettura del messaggio del Presidente della Repubblica e del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri.

Il Comandante Provinciale, Col. Fabio Federici, medaglia d’argento al valor civile, nel suo tradizionale intervento, nel dare il benvenuto ai tantissimi ospiti presenti ha voluto iniziare la cerimonia con un sentito omaggio, scandito dalla tromba con il silenzio fuori ordinanza, “ai tanti carabinieri che per prestare fede al loro giuramento di fedeltà alla Costituzione hanno donato la vita per il bene comune.

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L’alto Ufficiale, nel corso del suo discorso, oltre a ringraziare i Carabinieri mantovani, ha inteso lumeggiare la figura del Carabiniere così come viene sentita e percepita dalla comunità: “Nei giorni di dolore e sofferenza, si vedono i Carabinieri presenti: assistere, dare sicurezza e dare protezione. I Carabinieri accompagnano, quotidianamente, la vita degli italiani. Nella storia personale di molte famiglie c’è una bandoliera, un’uniforme che si intravede in una vecchia foto sbiadita, un pennacchio rosso e blu appoggiato sopra la mensola dell’ingresso di casa. Il Carabiniere opera anche nel posto più sperduto e remoto d’Italia, dove il cittadino sa di trovare, ancor prima dell’austero profilo di un tutore della legge, un volto amico che ascolta sempre e finanche nel cuore della notte più buia, e ciò fa dei Carabinieri un “hapax” in favore della collettività”-

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Il Colonnello Federici ha, altresì, messo in evidenza nella sua allocuzione quale sia il significato, per milioni di italiani, della parola Carabiniere: “Carabiniere è parola magica, che si trasforma in un sentimento d’affezione! Infatti, di esempi nella letteratura e nel cinema ce ne sono aiosa, come il film “Pane, Amore e Fantasia”, in cui è magistrale l’interpretazione del maestro Vittorio De Sica nella figura del Maresciallo Carotenuto. Carabiniere è anche per molti parola cara, non solo perché arrestiamo un delinquente, ma perché sappiamo, anche, parlare ad un bambino, come pure, nello stesso tempo, riusciamo sia ad intervenire con fermezza e coraggio contro il crimine sia a convincere un disperato, che vuole farla finita, di continuare a vivere e a sperare ancora! Carabiniere è inoltre per tanti parola dolce e forte, perché in migliaia di noi hanno donato la propria vita per difendere i più deboli!”, aggiungendo che per meritare questa considerazione: ”I Carabinieri devono operare, in ogni dove, con estrema capacità, professionalità, motivazione, abnegazione e coesione perché lo si deve a tutti coloro che credono nell’Arma”.

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Conseguentemente, nella sua prolusione, l’Ufficiale ha rapidamente citato anche alcuni tra gli ultimi successi investigativi, che hanno visto l’Arma, sotto l’efficace coordinamento della locale Procura della Repubblica, in prima linea su vari fronti, con particolare riferimento sia al fatto di aver fatto luce sulle tante azioni omicidiarie, che hanno caratterizzato l’ultimo anno il mantovano, sia ai molteplici blitz contro il lavoro nero e clandestino che hanno portato a decine di arresti.

Il Comandante Provinciale si è anche soffermato sulle iniziative tese ad imprimere un forte impulso al rapporto di prossimità con la comunità mantovana attraverso il noto servizio “ascolto/ascoltiamoci”, che anche quest’anno ha visto migliaia di cittadini coinvolti, e la recente novità, una prima assoluta in campo nazionale, del progetto Educare alla e con la Costituzione. A scuola con i Carabinieri, che ha portato la Carta Costituzionale nelle scuole spiegata per il tramite del lavoro giornaliero dei Carabinieri.

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La ricorrenza è stata, inoltre, l’occasione per fare una breve analisi sulla situazione della sicuranza nel mantovano, ed il Comandante Provinciale, a riguardo, ha evidenziato l’importanza: del lavoro in sinergia con le altre Forze di Polizia con il coordinamento della Prefettura”, che ha condotto ad un calo dei reati nel loro complesso. Il Colonnello Federici ha fornito, quindi, qualche dato più significativo a testimonianza del forte impegno sul campo dei Carabinieri, come: “a riprova dello sforzo operativo hanno valore gli oltre 39mila servizi di prevenzione svolti, così favorendo una diminuzione dei reati predatori dell’8%, i 24chilogrammi di droga sequestrati, le 160 armi da fuoco recuperate, le 5.200 persone complessivamente poste, in stato di arresto o a piede libero, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria”.

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Una particolare riflessione è stata destinata dall’Ufficiale al delicato tema dell‘ndrangheta nel mantovano, asserendo che: l’avanzata dell’ndrangheta in questa provincia sembra essere stata arrestata, ma l’allerta deve rimanere alta sul territorio, poiché il vuoto di potere potrebbe essere colmato da altre mafie italiane o straniere, come quelle cinese o nigeriana. Ritengo, infine, che le indagini contro la mafia da sole non siano sufficienti. È necessario che anche la comunità stessa concorra con le Istituzioni a respingerla e, inoltre, un aiuto rilevante può, tra l’altro, essere fornito dai libri e dalla cultura”.

Il profondo e sentito discorso ha avuto culmine, tra gli applausi, con la citazione di alcune parole del Generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, con riferimento al ruolo di “hapax” dell’Arma dei Carabinieri per la Nazione: “Certe cose non si fanno per coraggio, si fanno solo per guardare più serenamente negli occhi i propri figli e i figli dei nostri figli”, poiché, “è la gioia del donare senza chiedere, è la rinunzia per tutta la vita agli affetti più cari, perché il cittadino possa avvertire nella nostra Arma il mormorio lontano di un Piave, attraverso le cui acque – anche se spesso arrossate -, non passeranno né follia, né prepotenza, né  terrorismo, né l’ingiustizia”.

La suggestiva ricorrenza, dopo la lettura della Preghiera alla Virgo Fidelis, Patrona dell’Arma dei Carabinieri, e la concessione a numerosi militari di importanti ricompense, si è conclusa in modo emozionante con un sentito plauso dei circa settecento ospiti presenti, tra cui molti giovani studenti.

(fotoservizio Mendes Biondo)

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