MANTOVA – CON NUOVA E STRAVAGANTE MANIERA: GIULIO ROMANO A PALAZZO DUCALE

Erede e allievo più celebre di Raffaello Sanzio, rappresentante del Manierismo, Giulio Romano ha lasciato a Mantova testimonianze straordinarie della sua abilità come architetto e pittore. La mostra a Palazzo Ducale “Con nuova e stravagante maniera”, in collaborazione con il Louvre, rappresenta un’importante opportunità per la città di farsi conoscere anche a livello internazionale.

giulio romano - louvre

La mostra, a partire dal 6 ottobre 2019, sino al 6 gennaio 2020presenterà un nucleo di 72 disegni provenienti dal Département des Arts Graphiques del Musée du Louvre, che li concede in prestito per la prima volta. Questi saranno funzionali a ripercorrere la carriera di Giulio Romano, dagli esordi a Roma a fianco di Raffaello, fino all’apoteosi mantovana, evidenziandone la personalità versatile e poliedrica. Ci saranno anche dipinti, stampe, maioliche e ulteriori disegni provenienti da diversi musei italiani e internazionali (tra cui l’Albertina di Vienna, il Victoria & Albert Museum di Londra, la Royal Collection a Windsor Castle).

La Mostra si comporrà di tre sezioni.

Giulio RomanoLa prima, Il segno di Giulio, sarà allestita al pianterreno del Castello di San Giorgio e prenderà in esame la produzione di Giulio come progettista, designer, pittore, architetto e urbanista. La seconda, Al modo di Giulio, occuperà gli spazi di Corte Nuova e dell’Appartamento di Troia, residenza ufficiale di Federico II Gonzaga affrescata proprio da Giulio Romano, consentendo di comparare i disegni preparatori degli affreschi e la decorazione finale. La terza sezione, Alla maniera di Giulio, ubicata nell’Appartamento della Rustica  approfondirà il Giulio Romano architetto e gli epigoni dell’ artista, con l’esposizione di opere  di allievi e discepoli.

L’altra importante mostra prevista contemporaneamente a Palazzo Te si intitola “Giulio Romano: Arte e Desiderio”. Le circa 40 opere esposte, tra cui “I Due Amanti”, proveniente dall’Ermitage, e il “Ritratto di Cortigiana”, dal Puskin di Mosca, indagano la relazione fra le immagini di soggetto erotico prodotte nella prima metà del ‘500 in Italia e le invenzioni figurative antiche, sculture e bassorilievi in particolare.

Mendes Biondo

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