CASTEL GOFFREDO – DURO COLPO ALLO SFRUTTAMENTO e CAPORALATO. In CARCERE titolare, socio e caporale di un’Azienda agricola

L’operazione è scattata questa mattina, 14 ottobre 2019, nelle campagne confinanti con i comuni di Castel Goffredo e Asola, presso un vasto campo agricolo coltivato ad ortaggi.

CARABINIERI CASTEL GOFFREDO.jpgIl servizio rientra nell’ambito dei “CONTROLLI STRAORDINARI NEL SETTORE AGRICOLO, AGROALIMENTARE/FORESTALE E AMBIENTALE – 2018“ disposti dal Comando generale dell’Arma dei Carabinieri e finalizzato al contrasto dello sfruttamento della manodopera clandestina e del caporalato, coordinato dalla Compagnia di Castiglione delle Stiviere.

Ad operare la “Task Force” composta dai militari della Stazione di Castel Goffredo in collaborazione con il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Mantova e la Polizia Locale.

L’attività ha interessato un appezzamento di terreno situato nel Comune di Castel Goffredo, concesso in affitto ad un cittadino bangalese, titolare dell’azienda agricola “ASIAN VEGETABLES” che coltiva e commercializza peperoncini, zucchine e altri ortaggi, condotta insieme ad un altro connazionale.

I militari sono intervenuti verso le 10.30 di questa mattina (14 ott.), in un campo agricolo dove, dopo aver bloccato le vie di fuga, hanno firmato e identificato 10 operai, tutti regolarmente assunti, intenti nelle operazioni di raccolta degli ortaggi e controllati a vista da un loro connazionale incaricato alla “vigilanza”.

I lavoratori, tutti in regola per quanto riguarda la permanenza sul territorio nazionale, sono stati ascoltati dai militari ai quali hanno dichiarato di lavorare in quella azienda agricola mediamente 12-13 ore al giorno e di percepire una paga oraria di 3,50 euro all’ora.

Dalla verifica della documentazione contabile in reatà, è poi emerso che ai lavoratori veniva calcolata la busta paga cone se lavorassero 5-6 ore massimogiornaliere e quindi, oltre a percepire una paga oraria molto al di sotto di quanto previsto dal contratto nazionale di categoria, venivano ulteriormente penalizzati nel conteggio mensile calcolando un orario molto inferiore rispetto a quello realmente effettuato. Anche le condizioni alloggiative dei braccianti sono risultate fatiscenti, con un solo bagno in comune, allestito dallo stesso proprietario del terreno in un’area adiacente ai campi coltivati.

Dopo aver verbalizzato le dichiarazioni di alcuni braccianti, i militari hanno inoltre accertato che a seguito di lamentele di alcuni operai, stanchi di ricevere in busta paga compensi troppo bassi rispetto alle reali prestazioni rese, questi avevano subito minacce di lecenziamento dal titolare se non sottostavano alle regole imposte.

A conclusione degli accertamenti, i Carabinieri hanno proceduto all’arresto di tre delle sei persone ritenute responsabili in concorso tra loro, del reato di caporalato ed estorsione.

casa circondariale di mantova

Gli elementi probatori raccolti dai militari operanti e condivisi dall’Autorità Giudiziaria, hanno consentito, in questa specifica operazione, di trarre in arresto il titolare dell’azienda, B.M. di 35 anni, del socio U.A.M. di 30anni e del caporale, ovvero il sorvegliante degli operai 37enne, tutti del Bangladesh, ma residenti nel mantovano.

I tre arrestati si trovano ora presso la Casa Circondariale di Mantova a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

(ph CC)

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