MANTOVA DICE SÌ ALLE PIETRE D’INCIAMPO IN MEMORIA DELLA FAMIGLIA LEVI

Le pietre d’inciampo sono parte di un progetto per contrastare ogni forma di negazionismo della violenza nazifascista che è partito dall’artista tedesco Gunter Demnig e che riguarda la costruzione di un mosaico diffuso in tutta Europa. Più di 50 mila pietre sono già state posate in molti paesi d’Europa nei luoghi in cui vissero le vittime delle persecuzioni razziali e politiche.

Gunter Demnig, artista tedesco ideatore delle pietre di inciampoOgni sampietrino reca inciso il nome e il cognome della persona che si vuole ricordare, la data della nascita, quella della deportazione e, per quanto possibile, quella dell’assassinio.

Per illustrare il progetto venerdì 10 gennaio alle 18.00 presso l’Aula Magna dell’Università di Mantova, in piazza D’Arco 3, è in programma una conferenza con la lezione di Adachiara Zevi, storica dell’arte, docente universitaria, fondatrice dell’associazione “Arteinmemoria”.

Interverranno, inoltre, il sindaco di Mantova Mattia Palazzi, il Prorettore del Polo Territoriale di Mantova del Politecnico di Milano Federico Bucci, la Presidente Istituto Mantovano di Storia Contemporanea Daniela Ferrari e la storica Maria Bacchi. Con questa iniziativa si vorrebbe estendere la ricerca su tutti i deportati mantovani, coinvolgendo associazioni, ricercatori, insegnanti, studenti e cittadini, per un percorso di ricerca storica e di costruzione di memoria pubblica.

Anche Mantova, dunque, sta per entrare nel novero delle città europee che fanno parte di questo progetto che richiama al dovere di conoscere e alla responsabilità di prendersi cura del ricordo di donne, uomini, bambini che il nazismo e il fascismo hanno cercato di cancellare.

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Nel pomeriggio di venerdì 10 gennaio, alle ore 15.00, per iniziativa dei discendenti di Franco Levi, l’unico sopravvissuto della famiglia Levi di Mantova, davanti alla casa di via Principe Amedeo, tra i numeri civici 40 e 42, Demnig poserà quattro pietre d’inciampo che porteranno i nomi di Enea Samuele Levi, di Elide Levi e delle loro figlie, la ventiquattrenne Silvana e la quattordicenne Luisa, la più giovane deportata ebrea da Mantova.

Alla cerimonia interverranno il sindaco Palazzi, il Presidente della Comunità Ebraica Emanuele Colorni e Silvana Levi Dayaghi.

L’iniziativa è realizzata dalla famiglia Levi, in collaborazione con ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati), ANMIG (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra), ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), Comunità Ebraica di Mantova, Istituto Mantovano di Storia Contemporanea.

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