MANTOVA, “AQUERELLISTI ITALIANI” PRESENTAZIONE DEL VOLUME CURATO DALLA GALLERISTA ARIANNA SARTORI

ACQUERELLISTI 2020.jpgDomenica 16 febbraio alle ore 11.00 a Mantova nella ex Chiesa “Madonna della Vittoria” (Via Fernelli, angolo Via Monteverdi), presentazione del volume ACQUERELLISTI ITALIANI – Repertorio degli acquerellisti attivi in Italia nel XX e XXI secolo a cura di Arianna Sartori, presentazione di Maria Gabriella Savoia, edito da Archivio Sartori Editore.

Il volume sarà presentato da Arianna Sartori curatrice del catalogo, da Roberto Pedrazzoli pittore e docente di discipline artistiche e dal critico d’arte Gianfranco Ferlisi.

Nella premessa del volume a firma Maria Gabriella Savoia leggiamo…

Il volume, realizzato a cura di Arianna Sartori, attraverso l’opera di molti affermati artisti, tutti scelti e invitati ad aderire all’iniziativa, affronta il particolare mondo dell’acquerello.

Questa peculiare pratica artistica è stata negli ultimi decenni trascurata dal mondo dell’editoria artistica, così, pur se gli artisti continuano a praticarla nei propri studi, abbiamo pensato di riproporla all’attenzione degli amanti del bello per quella estrema “leggerezza” rappresentativa e per la immediatezza espressiva propria di questa tecnica.

Certamente non intendo scrivere una storia della pittura, perché questo è già stato fatto molte volte da numerosi e autorevoli autori dai secoli scorsi fino ad oggi; ciò nonostante mi sento di confermare il desiderio e la volontà degli artisti acquerellisti di affermare la propria presenza in un luogo, di lasciare un segno di sé, di tramandare all’altro un pensiero, un concetto, una visione.

L’uomo da sempre, vuole essere interprete dei propri pensieri in parole ma anche in opere, così banalmente potrei aggiungere che, anche al di fuori dei percorsi pseudo-culturali della vita o della scuola o dell’età, se si cammina sull’arenile di una spiaggia, con i piedi a volte si scrive o si disegnano immagini; e che già da ragazzini per disegnare i contorni di figure sul cemento o sull’asfalto, per poter giocare, si usavano frammenti di terracotta; … e che, maleducatamente è vero, in altre situazioni si poteva incidere il proprio nome sulla corteccia di qualche albero o scrivere anche sui muri.

Sicuramente più complesso il discorso della pittura che fin da circa 32.000 anni ci accompagna nel nostro lunghissimo soggiorno sulla Terra. Infatti, già i dipinti più antichi, quelli della Grotta Chauvet in Francia che furono realizzati con ocre rosse e pigmenti neri, mostrano cavalli, rinoceronti, leoni, bufali e mammut, incredibili esempi di pittura rupestre che esistono, praticamente, in tutto il mondo. Da allora l’uomo ha amato fare e guardare la pittura, elevandola anche, al rilevante ruolo di opera d’arte. La pittura di suo non richiede particolari sforzi per essere percepita se non l’essere guardata frontalmente. E l’opera, così con l’attenta osservazione, assume significati diversi a seconda della creatività dell’esecutore, del suo gusto estetico e di quello della società di cui si fa parte.

La pittura gode quindi di un posto rilevante tra tutte le arti, ma a seconda del supporto su cui viene applicata, richiede tecniche e pratiche diverse. Mi limito ad elencare le parole magiche dell’arte pittorica sulle diverse superfici quali muro, tavola, tela, carta, stoffa, affresco, murale, graffito, encausto, di conseguenza pittura ad olio, colori acrilici, pastello, tempera, acquerello, guazzo o gouache. In altre culture batik, shibori, serti. Nella ceramica si usano ossidi, fondenti e smalti che sono poi fissati in forno grazie all’azione del forte calore.

L’acquerello, strumento essenziale per gli studi preparatori dei grandi maestri e delle grandi opere, è stato usato anche dagli agrimensori per la redazione dei cabrei, quindi usato con efficacia, anche nel disegno tecnico, soprattutto nell’ambito della progettazione meccanica, usato ancora, dal 1500 per precisare gli studi sulla natura e per i paesaggi, studi di animali, gli studi di guerrieri, le scene sacre o profane, le  riproduzioni botaniche e scientifiche. Ma sono gli olandesi, i francesi e gli inglesi che dal XVIII secolo, diffondono in tutta Europa e negli Stati Uniti questa tecnica, tanto da farla diventare la tecnica preferita da molti pittori.

Alcuni nomi di importanti artisti caposcuola, tra gli artisti inglesi, William Taverner (1703-1772), Paul Sandby (1725-1809), John Robert Cozens (1752-1797), William Turner (1775-1851); in Francia, il vignettista Jean-Gabriel Moreau (1741-1814), Charles-Joseph Natoire (1710-1777) e Hubert Robert (1733-1808) Jean-Louis Desprez (1743-1804), vengono in Italia per raffigurare i monumenti classici e pompeiani. Anche Cézanne, Gauguin, Manet, Degas tra i francofoni e Paul Klee e Eduard Hildebrandt fra i germanici, Picasso, si sono dedicati all’acquerello.

In Italia, nonostante il soggiorno di pittori stranieri, la tecnica prende campo dalla metà dell’Ottocento, soprattutto a Milano e a Napoli con gli esponenti Giuseppe De Nittis (1846-1884), Sebastiano De Albertis (1828-1897), Angelo Marinucci, Canaletto (Giovanni Antonio Canal), Giorgio Morandi, Tommaso Gnone, Vincenzo Loria e Stefano Faravelli.

L’acquerello o acquarello prevede l’uso di pigmenti finemente macinati e mescolati con un legante, diluiti in acqua. Per la sua rapidità e per la facile trasportabilità dei materiali che lo hanno reso la tecnica preferita da chi dipinge viaggiando e all’aria aperta, viene considerata una tecnica “popolare”.

Il supporto più usato per questa tecnica è la carta, usata preferibilmente ad alta percentuale di cotone puro che per la lunghezza della fibra del vegetale, non si modifica a contatto con l’acqua. L’esecuzione è di per sé sicuramente popolare, ma è una tecnica assai raffinata, dal momento che errori di esecuzione, diversamente dalle altre tecniche pittoriche, non possono essere corretti mediante la semplice sovrapposizione di altro colore. Infatti, il colore trasparente, non nasconde le pennellate sottostanti.

La stesura dell’acquerello può avvenire attraverso diverse tecniche:

Per velature sovrapposte, che oltre a dare forza e tonalità al colore stesso, conferiscono al disegno preparatorio, solitamente eseguito a matita leggera, la profondità pittorica utile alla rappresentazione dei volumi, delle ombre e della luce.

Pittura bagnato su bagnato, cioè la stesura del pigmento colorato effettuata sul foglio di carta bagnato in precedenza cosicché i colori si diffondano scorrendo e conferendo un aspetto soffuso al dipinto.

Pittura bagnato su asciutto in cui il pigmento viene steso dopo essere stato disciolto con una quantità d’acqua sufficiente a farlo scorrere sul foglio asciutto.

Per la realizzazione tradizionale dell’acquerello, occorre:

Carta da acquerello, che può essere pressata a caldo, non pressata, pressata a freddo. La carta pressata a freddo risulta semi-ruvida e ottimale per la realizzazione dell’acquerello; la grammatura della carta ottimale deve superare i 200 gr/mq.

Il diluente, che generalmente è acqua, può essere sostituito da acqua e vino, infuso di zafferano, caffè, infusi di erbe vari etc., la scelta di un diluente “alternativo”, a discrezione del pittore, oltre a fini sperimentali, permette di ottenere interessanti effetti cromatici. Risultati particolari sono attenuti anche con l’aggiunta di sale, zucchero ecc.

I colori possono essere di diversi tipi: mezzi panetti semiduri, semiliquidi in tubetto, pigmenti liquidi in tubetto. Per i novizi si consigliano i seguenti colori: blu oltremare, rosso cadmio, giallo cadmio, terra di siena bruciata, ocra gialla, terra d’ombra bruciata, nero d’avorio. Sebbene sia in vendita il bianco, è il fondo del foglio stesso a fungere da bianco quindi se ne sconsiglia l’utilizzo.

Per i pennelli si consigliano pennelli piatti, pennelli a lingua di gatto e pennelli cilindrici… e insostituibile è l’uso di uno straccetto per la costante pulitura dei pennelli.

Ah, dimenticavo, serve polso fermo, ispirazione e poesia.

Maria Gabriella Savoia

acquerellisti italiani 2020

 Artisti recensiti

Aime Tino – Artoni Mario – Ballini Silvana – Belò Flavia – Bertoni Antonella – Bompiani Roberto – Bonfante Egidio – Bortoluzzi Milvia – Capelli Francesca – Capraro Sabina – Carbonati Antonio – Carboni Gaetano – Castellani Leonardo – Cattaneo Claudio – Cavicchini Arturo – Ciaponi Stefano – Cimardi Franco – Corniani Ario – Cotugno Teodoro – Dall’Acqua Mario – Di Venere Giorgio – Fabri Otello – Facchin Roberta – Falzoni Giulio – Ferrarini Renzo – Ferri Massimo – Finetti Ilaria – Girondi Franco – Gnocchi Alberico – Goldoni Meris – Greppi Giovanni – Laterza Lia – Lelii Marisa – Lindner Pierre H. – Lunini Susanna – Manfredini Fernando – Margheri Raffaello – MERIK – Milanese Eugenio Enrico – Michieletto Maria Pia – Minuti Giovanni – Moccia Palvarini Anna – Mongatti Vairo – Nastasio Alessandro – Patriarca Riccardo Giovanni – Perina Giulio – Quaini Marialuisa – Ripari Virgilio – Rossi Ermes – Scano Giorgio – Schialvino Gianfranco – Semeghini Defendi – Severi Lino – Soragna Paolo – Spazzini Severino – Tardon Magda – Tassinari Raffaella – Trevisan Franco – Valentino Valter – Venditti Alberto – Verna Gianni – Zen Sergio – Zoppi Moreno – Zorzi Giordano

ARCHIVIO SARTORI EDITORE Via Ippolito Nievo, 10 – 46100 Mantova Tel. 0376.324260

E-mail: info@ariannasartori.191.it

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