CORONAVIRUS, VICEPRESIDENTE SALA: “GRAZIE AI 300 MEDICI CHE SONO VENUTI IN LOMBARDIA PER AIUTARCI”

Milano, 27 marzo –  Il vicepresidente di Regione Lombardia Fabrizio Sala ha accolto i a Bergamo i primi medici volontari della ‘task force’ permanente voluta dal Governo, coordinata dalla Protezione civile, con il compito di intervenire negli ospedali in condizioni critiche. I medici sono giunti in Lombardia accompagnati dal ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia e dal Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri.

medici in lombardia.jpgI primi professionisti arrivati in Lombardia provengono da Roma, Latina, Bari, Firenze, Cosenza, Potenza, Napoli, Vasto, Messina, Udine, Caserta e Perugia. Saranno 300 i medici dislocati fra la Bergamasca e le altre province lombarde.

Ringraziamo a nome di Regione Lombardia – ha detto il vicepresidente Sala – i medici che sono arrivati nei nostri ospedali da tutte le parti d’Italia per aiutare le strutture e dare un importante contributo in un momento così drammatico. Un segnale forte di solidarietà umana e di grande spirito di sacrificio al servizio di chi ha bisogno“.

Il vicepresidente Sala ha consegnato ai medici, arrivati ieri sera a Bergamo, le lettere d’incarico presso gli Ospedali di Esine, Sondalo, Desenzano, Seriate, Treviglio, Chiari.

I medici hanno accolto l’appello con grande senso del dovere e si sono spostati dalle loro zone di lavoro per aiutare gli ospedali lombardi” ha aggiunto Sala.

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Noi abbiamo bisogno di loro – ha rimarcato il vicepresidente – e loro hanno risposto presente senza esitazioni. La Lombardia ringrazia tutta Italia per questo sforzo e se dovesse essere necessario siamo pronti a dare lo stesso contributo anche per le altre Regioni.

Accompagnati dalle Asst nei rispettivi ospedali a cui sono stati destinati, i medici si sono subito resi operativi in soccorso dei colleghi lombardi.

Ho visto nei loro occhi – ha sottolineato il vicepresidente Sala – l’entusiasmo e la voglia di aiutare facendo tutto il possibile e oltre per affrontare questa terribile emergenza. Ho accompagnato in prima persona un medico di Roma che non vedeva l’ora di iniziare a lavorare per dare il suo contributo“.

Questi sono uomini e donne – ha concluso – che ci rendono orgogliosi e ci danno la forza per non mollare in questa estenuante battaglia“.

(fonte Lombardia News)

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