L’OCCASO E MASCHERONI INAUGURANO LA NUOVA COLLANA “PICCOLA BIBLIOTECA OLIGO”

Sono arrivati in libreria i primi due titoli della “Piccola Biblioteca Oligo”, una nuova collana di saggistica con volumi minimali ognuno dedicato a una parola, quasi a formare una sorta di dizionario ideale: “L’ARCHITETTO. Breve storia di una parola dall’antichità al Rinascimento” dello storico dell’arte Stefano L’Occaso e “LIBRI. Non danno la felicità (tanto meno a chi non li legge)” del giornalista Luigi Mascheroni.

L’ARCHITETTO
BREVE STORIA DI UNA PAROLA DALL’ANTICHITÀ AL RINASCIMENTO

Una lettura di non più di mezz’ora, quasi un dialogo, una chiacchierata per conoscere la storia e il significato di una parola tra le più importanti della storia dell’arte – “architetto” – dalla sua genesi nell’antica Grecia, alla quasi eclissi nel Medioevo, per finire con la graduale riscoperta nel Rinascimento favorita dal nuovo clima umanistico e dalla rilettura dei classici latini, Vitruvio in primis.

Stefano L’Occaso è nato a Roma nel 1975. Storico dell’arte, dopo essere stato direttore del Polo Museale della Lombardia, da novembre 2020 è direttore del Palazzo Ducale di Mantova. Tra le numerose pubblicazioni, ricordiamo il catalogo dei dipinti di Palazzo Ducale e le recenti monografie (Il Rio, 2019) Giulio Romano «universale» Pittura a Mantova nel Quattrocento.

LIBRI
NON DANNO LA FELICITÀ (TANTO MENO A CHI NON LI LEGGE)

Un pamphlet che desacralizza l’oggetto libro, ne smitizza l’aura miracolosa e ne ridimensiona la missione salvifica di cui è stato caricato, soprattutto da chi i libri li ignora. Niente è più dannoso al libro che innalzarlo sugli altari, mentre serve gettarlo in mezzo alla piazza così che sia letto o scartato perché, come ha scritto Schopenhauer, «Per ogni libro degno di essere letto c’è una grande quantità di carta straccia». I libri non rendono le persone migliori: non c’è casta come quella degli intellettuali più percorsa da invidie, gelosie, rivalità, egoismi, ipocrisia. Leggere non deve essere un imperativo – lo ha già detto meglio di tutti Pennac – né di legge né morale. E non tutti i libri sono intoccabili. La sacralità del testo deriva solamente da ciò che la singola opera sa comunicare e meritarsi nel corso del tempo: ecco perché un classico non è paragonabile al bestseller di una stagione.

Luigi Mascheroni è nato a Varese nel 1967. Giornalista, dal 2001 lavora nella redazione Cultura de “Il Giornale” e insegna Giornalismo culturale all’Università Cattolica di Milano. Ha lavorato per l’inserto Domenica de “Il Sole24Ore” e per “Il Foglio”. Tra i suoi libri: Manuale della cultura italiana (Excelsior 1881, 2010), Scegliere i libri è un’arte. Collezionarli una follia (Biblohaus, 2012) ed Elogio del plagio (Aragno, 2015). Per anni ha avuto un canale YouTube di videorecensioni. Nel 2016 ha fondato insieme a due soci la casa editrice De Piante. Ha curato le mostre Piccoli tasti, grandi firme (Ivrea, Museo Garda, 2019) e Libri da Oscar (Luino, Palazzo Verbania, 2020). Ha circa 20-25mila libri, ma ne ha letti pochissimi.

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