PARTITA LA PROPOSTA PER INTITOLARE IL NUOVO PONTE SUL PO DI SAN BENEDETTO A MATILDE DI CANOSSA

L’Associazione Matildica Internazionale o.d.v. con sede a San Benedetto Po, ha presentato il 14 giugno 2021 al Sindaco del Comune di S. Benedetto Po, Roberto Lasagna – al Presidente della Provincia di Mantova, Beniamino Morselli – al Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, la proposta di intitolare il nuovo ponte in costruzione sul Po alla figura di Matilde di Canossa.

Questa la motivazione della richiesta:

«Matilde di Canossa, nata a Mantova, e a capo di un dominio che, avendo al centro i territori delle attuali province di Mantova, Reggio Emilia e Modena, si estendeva a parti del Bresciano, Cremonese, Parmense, Bolognese, Ferrarese, Veronese e Rodigino, e giungeva alla Toscana, all’alto Lazio, e alla Lorena, rappresenta un legame fra tutte queste aree, a nord e a sud del Po, che opportunamente il nuovo ponte si propone di collegare con scambi sempre più frequenti.

Prima di morire, a Bondanazzo di Reggiolo nel 1115, Matilde scelse di essere sepolta nell’abbazia di S. Benedetto Po (allora: Polirone), fondata da suo nonno Tedaldo nel 1007. Qui le sue spoglie rimasero fino al novembre 1632, quando furono vendute a papa Urbano VIII, per risollevare le sorti dell’abbazia, colpita dalla peste e dalle gravissime conseguenze della Guerra del Monferrato, e traslate in S. Pietro, ove da allora riposano in uno splendido sepolcro monumentale di Gian Lorenzo Bernini.

Intitolarle il Ponte significherebbe, oltre a dare rilievo a una delle figure femminili più eminenti della nostra storia nazionale, riportarla idealmente nelle sue terre, messaggera di pace e concordia tra gli opposti, come dimostrò l’incontro da lei voluto a Canossa tra l’imperatore Enrico IV e il papa Gregorio VII, allora in conflitto. Matilde, sostenitrice del pontefice (pontifex: colui che fa ponti!), troverebbe riconosciuto nell’intitolazione del ponte il suo ruolo, proprio nel paese dove aveva scelto di essere sepolta, e dal quale è stata allontanata nel corpo ma non nel ricordo, nell’ammirazione e nello studio delle persone, come dimostrano le tante iniziative che in suo nome si tengono, e che la nostra Associazione Matildica Internazionale (organismo di volontariato), diffonde, coordina, promuove».

Ora si attendono le risposte dalle tre istituzioni.

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