LANFRANCO – VENTI OPERE INEDITE IN MOSTRA A PALAZZO SECCO PASTORE DI SAN MARTINO GUSNAGO

Lo storico palazzo medioevale Secco-Pastore di San Martino Gusnago a Ceresara, accoglierà da domenica 12 settembre una importante mostra pittorica del grande artista mantovano LANFRANCO Frigeri (1920-2019) dal titolo ” La ricerca dell’ineffabile”.

L’esposizione, ideata e promossa dal Liceo Gilio Romano di Mantova, si è resa possibile grazie alla fattiva collaborazione con il Comune di Ceresara e all’associazione culturale Compagnia delle Torri di San Martino Gusnago, oltre che per gentile autorizzazione della signora Caterina, moglie di Lanfranco.

Nelle preziose vestigia medioevali dello storico Palazzo, progettato da Luca Fancelli, verranno esposte venti opere tra disegni e  tecniche  miste, mai esposte prima d’ora e che si riferiscono agli anni importanti della produzione artistica di Lanfranco, ovvero dal 1940 agli anni ’60.

La mostra verrà inaugurata domenica 12 settembre alle ore 10:30, alla presenza delle Autorità locali e dei familiari dell’artista.

La ricerca dell’ineffabile

di Mariano Vignoli

Le opere esposte, tutte inedite e realizzate con tecni- che diverse, abbracciano infatti un ampio tratto della vita artistica del celebre maestro di Quingentole, proponendo all’attenzione del visitatore un percorso che si dipana per tappe successive, dalla prima alla seconda metà del Novecento.

In questo itinerario espressivo, che inizia con un’opera datata 1939 e caratterizzata da un’impronta quasi espressionistica, si colgono influenze, evoluzioni, ispirazioni di provenienze ed esiti differenti che fanno dell‘autore un figlio del suo tempo, ma anche un precursore di nuove tendenze, un esploratore di nuovi orizzonti artistici.

Se il tema prevalente della narrazione diacronica di Lanfranco è la donna, soggetto della ricerca e del costante tentativo di svelare il “mistero senza fine bello” – corpo e anima – dell’essenza femminile, l’approccio muta di quadro in quadro, nel corso degli anni, e al registro interpretativo surreale si affiancano altre interessanti chiavi di lettura, talora pervase da un afflato religioso o da un impulso contemplativo, talaltra immerse in un contesto che ritrae, con origi- nale preveggenza – rintracciabile più tardi in alcune opere cinematografiche – una realtà complessa, sfug- gente e in verità non decifrabile, fatta di meccanismi, di congegni, di automatismi cibernetici.

In questa generosa ricerca e nel perenne slancio di confrontarsi con l’ineffabile e raffigurarlo, sta la cifra dell’arte di Lanfranco.

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