Renato Berzaghi è scomparso un anno fa il 19 febbraio del 2021. In molti lo ricordano semplicemente come il farmacista alla Cooperativa di via Verdi; altri invece ne avevano conosciuto lo straordinario valore come appassionato ricercatore della storia dell’arte del territorio mantovano.


I suoi saggi sono stati pubblicati su libri e riviste, spaziando in profondità dagli anni del Rinascimento fino al dominio asburgico nel Settecento. Da una rapida lettura dell’elenco bibliografico dei suoi scritti si evince la notevole capacità di scandagliare Mantova e il Palazzo Ducale nell’impresa di sciogliere diverse complesse questioni dibattute dalla critica per tutto il Novecento.
Per celebrare la memoria di Renato Berzaghi e portare un affettuoso ringraziamento al suo lavoro, Palazzo Ducale organizza nella mattina e nel pomeriggio di sabato 19 febbraio una giornata di studi a lui dedicata. Presso l’Atrio degli Arcieri, a partire dalle ore 9:15 fino alle 17:00 circa, molti dei più importanti studiosi di storia dell’arte mantovana si avvicenderanno per raccontare lo stato di avanzamento delle proprie ricerche, porgendo un tributo alla memoria di Berzaghi. Gli interventi confluiranno in una pubblicazione che sarà stampata entro l’anno.
Scegliere cosa ricordare della significativa attività di Berzaghi è compito piuttosto arduo e certamente arbitrario.
Tra i suoi studi più importanti possiamo citare le ricerche che portarono alla scoperta della verità sulla Scala Santa di Palazzo Ducale, prima di allora creduta “Appartamento dei Nani” di corte; ricerche tese a dipanare la complessa matassa dei numerosi interventi edilizi promossi dai Gonzaga durante la seconda metà del XVI secolo; il primo catalogo dei disegni di Giovan Battista Bertani; la scoperta del ciclo di pitture di Giulio Campi in Palazzo Aldegatti; numerose scoperte su Giulio Romano e sulla diffusione delle sue invenzioni; illuminanti rivelazioni sulla realizzazione dell’Appartamento Ducale; i cataloghi dei dipinti del Museo Diocesano. I suoi interessi spaziavano specialmente tra XVI e XVII secolo, con approcci spesso innovativi, per esempio nei confronti del disegno mantovano del Cinquecento o della toponomastica di Palazzo Ducale, che a lui deve un affidabile ordinamento.
I suoi lavori nascevano da una sincera curiosità, con un’autonomia, una serietà e un metodo invidiabili, e da un amore schietto per la storia di Mantova, talvolta affiancato da importanti escursioni ferraresi. Tra tanti studi, ancora stupisce quello sul pittore cinquecentesco Gian Francesco Tura: la soluzione a un rebus che mise in difficoltà grandi storici dell’arte, tra i quali persino Roberto Longhi.
Per concludere questa esile carrellata di saggi dello studioso, non possiamo che citare l’agile guida di Palazzo Ducale pubblicata nel 1992, ancora oggi uno dei testi divulgativi più curati tra i numerosi dedicati all’imponente città-palazzo gonzaghesca.
Ricordiamo che, per partecipare alla conferenza, è necessario prenotarsi inviando una mail a pal-mn@beniculturali.it, chiamando lo 0376 352100 oppure compilando il modulo online indicato sul sito di Palazzo Ducale o tramite il QR code qui esposto o in calce alla locandina.

