CARO BOLLETTE, SERVIZI A RISCHIO. IL COMUNE DI MANTOVA CONTRO GLI AUMENTI E IL 10 FEBBRAIO SI SPENGONO LE LUCI DI PALAZZO TE

La sera del 10 febbraio saranno spente le luci di Palazzo Te uno dei luoghi simbolo della città. “Il Governo intervenga a sostegno dei Comuni già duramente colpiti dall’emergenza Covid”, ha detto il sindaco di Mantova Mattia Palazzi.

Sull’emergenza dettata dall’aumento dei costi dell’energia, interviene Anci che, con un appello lanciato dal presidente Antonio Decaro, invita i comuni italiani a spegnere la sera di giovedì 10 febbraio dalle ore 20, le luci di luoghi simbolo delle rispettive comunità.

Si tratta di un gesto che vuole richiamare l’attenzione del Governo sulla drammaticità del momento che vede con il recente aumento delle tariffe energetiche, scaricare sulle Amministrazioni di tutt’Italia un aumento di costi stimato attorno ai 550 milioni di euro con una spesa complessiva annua per l’energia che oscilla tra 1,6 e 1,8 miliardi di euro.

Un aggravio sui bilanci dei Comuni che metterebbe a rischio alcuni dei servizi essenziali per i cittadini. “Le risposte dal governo alle nostre richieste – ha affermato Decaro – non sono sufficienti. Evidentemente non si percepisce il rischio che questa crisi si ripercuota negativamente sui bilanci degli enti locali e di conseguenza, soprattutto, sulla possibilità di erogare con continuità i servizi pubblici ai cittadini”.

Il Comune di Mantova dunque, condividendo la preoccupazione di Anci, ha deciso di aderire all’iniziativa spegnendo le luci di Palazzo Te nella sera del 10 febbraio, allo scopo di sensibilizzare il Governo sui rischi cui si va incontro se non si interverrà presto con un sostegno adeguato a coprire almeno tutti gli aumenti previsti in questi mesi.

“Con un’inflazione che a gennaio si attesta al 4,8%, ai massimi dall’aprile del 1996, spinta da un enorme aumento dei costi dell’energia – spiega il sindaco Palazzi – ci troviamo di fronte alla possibilità che questa crisi che grava su cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni, in un periodo già reso difficile dalla pandemia, sfoci in emergenza sociale. Come avvenuto con l’emergenza Covid, è evidente che i primi livelli delle istituzioni che sono chiamati a far fronte ai bisogni delle comunità sono i Comuni. E’ necessario quindi che il Governo, a fianco a misure destinate alle famiglie e alle imprese, compia un ulteriore passo per coprire questi aumenti almeno per il 2022, sgravando i bilanci dei Comuni così che si possa continuare a investire le risorse disponibili a beneficio delle comunità specialmente dei cittadini e delle famiglie più in difficoltà”.

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