EDOARDO RASPELLI: soddisfatto alla fine della prima serie “L’ITALIA CHE MI PIACE…IN VIAGGIO CON RASPELLI”

Da poco è terminata la registrazione dell’ultima puntata della prima serie de “L’ITALIA CHE MI PIACE…IN VIAGGIO CON RASPELLI” nella suggestiva località di Domodossola.

Mincio&Dintorni è andato a trovare il suo protagonista, il giornalista e critico gastronomico Edoardo Raspelli, per fare una chiacchierata sulla nuova esperienza intrapresa di questo primo percorso lungo lo Stivale.

Siamo, quindi, all’atto conclusivo del percorso compiuto in varie località italiane; come ha trovato il mondo enogastronomico locale; c’è stata dal suo punto d’osservazione un’evoluzione oppure siamo alle solite….?

Per mia fortuna, sia io sia Fabrizio Berlincioni, il mio amico produttore de L’ITALIA CHE MI PIACE…IN VIAGGIO CON RASPELLI, ci conosciamo bene. Da celebre paroliere (due volte vincitore del Festival di Sanremo) mi ha fatto cantare la sigla finale con Gianfranco Vissani ma, soprattutto, abbiamo condiviso le scelte agricole (e gastronomiche).

Abbiamo testimoniato che molti anziani tornano alla campagna e che molti giovani non se ne vanno e rimangono nella loro terra … La stessa presa d‘atto di quando facevamo Melaverde su Canale 5, io come conduttore, lui come autore…

Il suo incontro con le specialità tipiche locali, specialità che in questi periodi di rincorsa spasmodica al bio, hanno trovato benefici oppure hanno perso il loro valore?

Questa ultima puntata della prima serie, la decima, la giriamo in una zona che da relativamente poco tempo sta acquistando notorietà: chissà dov’è Domodossola?

E’ un territorio che conosco bene dal 1987 e che da due anni, da quando è scoppiato il Covid, mi fa da bellissimo solitario volontario rifugio…Il miglior ristorante della valle è specializzato in pesce ma la stragrande maggioranza degli altri è legata al territorio: latte, burro, formaggi di montagna od addirittura d’alpeggio, patate, mieli, erbe aromatiche, il Crodino che diventa una zuccherosa gelatina, la selvaggina che qui è addirittura invasiva…

La cultura e la tradizione enogastronomica italiana è secondo lei ancora in grado di “emozionare”, con i suoi sapori specifici di zona in zona, il palato di un buongustaio oppure l’omogeneizzazione dei sapori ha tolto ad esse la scena?

“Terra Territorio Tradizione” è un mio slogan  che depositai anni fa alla Camera di Commercio di Milano e che ogni tanto qualcuno mi ruba e me lo implementa: per me è una forma di vita. Sono italiano?! Mangio italiano. Sono francese? Mangio francese. Sono italiano che va in Francia? Mangio francese. Sono francese e vado in Cina?! Mangio cinese…

La gastronomia, i vini, i piatti, le ricette, le mille sfumature delle grandi tradizioni di cucina italiana contraddistinguono il Tricolore… Il turista, sia straniero sia nostrano, vuole conoscere, deve poter conoscere, in giro per l’Italia, quel panorama, quel lago, quella chiesa, quel museo ma, anche, i piatti, i vini, le ricette, i sapori di quel territorio… Turismo vuol dire conoscere ed anche la gastronomia DEVE essere conosciuta

L’irruzione sulla scena, grazie a social come: youtube, facebook ed altri, di chef “casalini” possono essere considerati un valore aggiunto?

Direi proprio di no: i social, dal punto di vista della critica, sono di sicuro una ”democratizzazione” ma superflua e pericolosa.

Tutti noi, più o meno, abbiamo un paio di occhi, ma non abbiamo la vista (e gli studi) di un Vittorio Sgarbi per giudicare la visione di un quadro.

Tutti noi, più o meno, abbiamo un paio di gambe, ma non  possiamo dare al CT del calcio…la formazione del Milan o dell’Italia.

PER VEDERE TUTTE LE PUNTATE de “L’ITALIA CHE MI PIACE…IN VIAGGIO CON RASPELLI”: https://www.canaleeuropa.tv/canale-europa-uno

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GB

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