NICOLA DUSI GOBBETTI mostra PERCORSI COGNITIVI – MANTOVA, CASA DI RIGOLETTO

L’artista Nicola Dusi Gobbetti manca da molti anni da Mantova, vive ad Isernia dagli anni novanta, perciò questa esposizione fa il punto della situazione sulla sua ricerca stilistica.

La mostra “Percorsi Cognitivi”, curata da Massimo Pirotti, vuole essere una breve antologica che espone le ricerche dell’artista mantovano dagli anni ’70 fino ad oggi. 

La mostra si terrà dall’11 giugno al 17 luglio 2022 alla Casa di Rigoletto, Mantova piazza Sordello 23; inaugurazione sabato 11 giugno ore 18:00 con presentazione di Massimo Pirotti, alla presenza dell’artista.

Evento patrocinato dal Comune di Mantova, in collaborazione con il progetto MaterManto di Massimo Pirotti.

Mappa cognitiva

Esponente della Neuroarte, Nicola Dusi Gobbetti è attivo sin dagli anni ’70, quando con la corrente dei “Nuovi Selvaggi” si è imposto come scultore e poi come pittore, cresciuto sotto la guida del padre Carlo Dusi (Biennale di Venezia 1948).

Iscritto all’Albo Periti ed Esperti d’Arte, dopo la maturità d’Arte Applicata e gli studi all’Istituto di Storia dell’Arte dell’Università di Parma, nel corso della sua carriera ha partecipato come pittore a numerose mostre personali e collettive ottenendo premi e riconoscimenti e venendo chiamato a far parte di numerose giurie di pittura e scultura. Sue opere decorano l’antica Chiesa di S. Egidio nel centro storico di Mantova e, nella stessa città, è presente nella collezione permanente del Museo Gonzaga. Negli ultimi anni la sua ricerca è stata rivolta al ciclo delle Mappe Cognitive, presentato per la prima volta all’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona nel 2010 e che è stato poi oggetto di una retrospettiva sull’artista organizzata dal MACRO Museo di Roma a dicembre 2019.

Nicola Dusi Gobbetti

Nel 2022 la città di Mantova organizza una mostra antologica all’artista alla Casa del Rigoletto.

Sulle Mappe Cognitive di Gobbetti si è espressa anche l’Università degli Studi di Roma La Sapienza con una pubblicazione del 2019 della dott.ssa Tiziana Barone. La ricerca artistica cominciata con le Mappe Cognitive ha portato al più recente ciclo delle Experimental Phase e delinea il rapporto fra il lavoro creativo dell’artista e la scienza, in particolare rispetto alle conoscenze che ci derivano dal neuroimaging funzionale.

Il ceramista (1974)

Fra i premi e le mostre di maggior rilievo, si citano: 

1978 – Vincitore del Concorso Internazionale d’Arte Contemporanea ”Torre d’Ansperto”, Sala della Stampa, Milano. In giuria, Sassu e Kodra.

1975 – Biennale Regionale d’Arte Contemporanea di Bergamo.

1975 – Vincitore del premio Internazionale d’arte “Il Brunellesco”, Firenze, chiostri della Basilica di San Lorenzo. In giuria, Portalupi e Breddo.

2011 – Ist. Italiano di Cultura di Barcellona, mostra personale “Mappe Cognitive” in occasione della XI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo. Evento patrocinato da IIC – Min. Esteri, Casa degli Italiani, Consolato Svizzero di Barcellona.

2019 – Museo MACRO ASILO, Roma / 4 dicembre 2019. “InsideOut – Nicola Dusi Gobbetti fra neuroarte e scienza“, retrospettiva.

2022 – Casa del Rigoletto, Mantova, mostra personale.

Per la biografia completa si rimanda al sito dell’artista, dusigobbetti.com

Alchemical column

Nicola Dusi Gobbetti   Percorsi Cognitivi

Tracce di civiltà che si legano tra loro grazie al ciclo della vita in perenne trasformazione, lasciando segni, impronte, che testimoniano secoli e millenni di storia, tutto questo condiziona dall’inizio il linguaggio semantico di Nicola Dusi Gobbetti che con la sua pluridecennale ricerca individua nei meandri della mente tutte le tracce possibili dei percorsi umani.

Un esploratore di processi mentali che scavano dentro le radici dell’umanità imprimendo solchi e graffi nella sua pittura sin dagli esordi, rappresentando arcaiche figure fantastiche che emergono dalle più immaginifiche civiltà riportando alla luce frammenti sommersi del nostro sé interiore, rivelando domande misteriose che da millenni l’uomo si pone costantemente ovvero la ricerca di un’ armonica interiorità. 

Questi archetipi realizzati negli anni giovanili si manifestano attraverso uno stile di linguaggio coloristico pittoricamente molto acceso che vedremo nel decennio successivo con la storicizzata transavanguardia di Chia, Paladino e Clemente, anticipandola proprio in quegli anni settanta in cui ci si poneva ancora quesiti sul ritorno alla pittura.

Questo suo dipingere l’eterna origine lo porta ad intuizioni trasfiguranti in merito agli esseri viventi che comunicano attraverso la scrittura, ed ecco allora nascere queste enigmatiche figure dipinte non più con densi colori ma con ricami grafici che portano alla luce il senso originale della scrittura ottenendo una visione comunicativa che esprime una personale cosmogonia. 

Successivamente passa dal segno alla materia che si rende tangibile con le concrezioni fossili, strati di storia emersi dai sedimenti del tempo, che sono divisi in moduli quasi geometrici in cui lo spettatore costruisce e ricostruisce un percorso storico immaginario per poi legarlo alla universalità del non luogo grazie alla purezza acromatica del bianco.

Dittico di Orfeo

Il passo decisivo nella sua già ricca ricerca sono i cicli di opere che esaltano l’essenza della sua poetica ovvero l’impronta, notevole è la serie delle pietre, esse con la loro porosità emanano echi di una psiche rinforzata e contemporaneamente ci sono i percorsi percettivi delle grandi mappe cognitive che determinano una sorta di sempiterna connessione e movimenti neurali tanto da unire il concetto di arte con quello delle neuroscienze, dove entrambe le ricerche trovano una forte e concreta simbiosi studiando le basi cerebrali del pensiero associato in merito alle svolte evoluzionistiche dell’uomo e del creato, una indagine che mette a fuoco le intense forze di trasformazione continua di un ciclo vitale perenne, percependo quella universalità totale delle correlazioni di tutti gli elementi vitali che partono dalla genesi del creato percorrendo l’infinito.

Grande antropomorfo

Tutto questo sconfinato tragitto ha poi introdotto come prosecuzione idealmente più analitica, la serie recente degli experimental phase, pattern pulsanti che simulano le nostre congiunzioni cerebrali al microscopio in modo da poter isolare gli intricati concetti delle mappe cognitive e renderle più dettagliate, un’ attenta analisi che completa una visione a 360 gradi. Strati cognitivi di corpo, mente e spiritualità annessa all’universale quanto complesso linguaggio della coscienza che l’artista mantovano alterna alle tecniche tradizionali con grandi disegni su carta da imballaggio che mettono a nudo le ridondanti solitudini di questa epoca fatta di prorompente mediaticità. 

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