Concluse con successo le due serate all’insegna della meraviglia SIPARIO! SI CENA al TEATRO SOCIALE di MANTOVA

Giovedì 17 e venerdì 18 novembre, il Teatro Sociale di Mantova si è vestito di meraviglia per due serate nelle quali il pubblico ha potuto vivere e assaporare atmosfere e prospettive del tutto inedite.

“Sipario! Si cena” è il nome delle due cene sul palcoscenico del teatro massimo della città, organizzate da Comune di Mantova e Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo, in collaborazione con Teatro Sociale e Caffè Sociale, le quali rientrano nel calendario di appuntamenti 2022-2023 nell’anno del 200° anniversario del Sociale.

Poter vivere il teatro da una prospettiva inusuale è un’opportunità entusiasmante, ma poter addirittura cenare sul palcoscenico è un evento eccezionale e, per Mantova, completamente nuova. Le due serate “Sipario! Si cena” non hanno costituito però solamente una possibilità per il pubblico di cenare sul palco, là dove artisti, musicisti e attori entrano in scena, ma sono state una vera e propria esperienza coinvolgente e multidisciplinare, attraverso la quale i commensali si sono immersi nel mondo affascinante del teatro, animato da performance e suggestioni poetiche.

Prima di salire sul palco, gli ospiti hanno potuto soffermarsi per un aperitivo in foyer, in un’atmosfera antica popolata da personaggi storici: attori, compositori, cantanti che si sono materializzati per intrattenere i presenti con racconti e aneddoti, prima di accompagnarli sul palco proprio mentre i tecnici, ancora intenti nell’allestimento della scena a sipario chiuso, hanno fatto assaporare la magia del “dietro le quinte”: un mondo nascosto e davvero affascinante.

All’apertura del sipario l’emozione si è manifestata con l’applauso dei commensali a celebrare il teatro e la sua bellezza.

Ognuna delle due serate è stata caratterizzata dall’alternarsi di momenti culinari con performance, realizzate in collaborazione con ARS Creazione e Spettacolo, Iuvenis Danza e Zero Beat.

Al monologo sul palco reale ispirato a “Enrico V” di W. Shakespeare, sono seguite le musiche di un quartetto d’archi che sullo spazio tecnico del palco hanno suonato musiche di Ennio Morricone e di D.D. Shostakovich.

Successivamente le luci sono state protagoniste con la proiezione in video mapping sul soffitto dipinto, poi con le atmosfere oniriche che hanno pervaso tutta la platea, e nelle quali si è esibita la compagnia di danza contemporanea.

Nella seconda parte delle serate gli archi, questa volta nei palchetti adiacenti il palcoscenico, hanno eseguito il Canone in Re maggiore di J. Pachelbel e l’Aria sulla IV corda di J.S. Bach.

Durante tutta la serata, attori, tecnici e performer hanno popolato gli spazi del teatro come se i commensali fossero immersi davvero dentro l’anima del palcoscenico, anche quella più nascosta, dietro le quinte. Il gran finale è stato affidato a un sentito monologo ispirato all’Amleto e a Pirandello, eseguito sul proscenio sul quale tutti i performer sono giunti, rivolti al pubblico, in un’atmosfera eterea, al termine del quale il sipario si è chiuso, tra gli applausi e le emozioni. 

I sorrisi, le parole, gli sguardi, quelli consapevoli che qualcosa di eccezionale è andato in scena, sono stati la prova di un evento che davvero ha rivelato ai presenti l’anima del teatro, un teatro vivo, un teatro affascinante e bellissimo, un teatro che è luogo dove poter vivere quelle emozioni che fanno tanto bene al cuore.

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