Al Museo Storico della Fanteria in Roma, oltre 70 opere di collezioni private italiane
28 settembre – 12 gennaio 2025

ROMA – “Questa su Antonio Ligabue è una mostra particolare, presenta una serie di lavori che includono grafiche, dipinti o sculture bronzee che forniscono una lettura diversa dell’artista rispetto alle rassegne viste sino ad oggi. Una spontaneità, un’idea di viaggio, un diario straordinario della vita di quest’artista che si confronta continuamente con la natura per leggere sé stesso. Un ego-sistema che si legge attraverso un eco sistema. Un viaggio all’interno dell’uomo e della natura attraverso tematiche come la vita e la morte, come la comparazione tra il mondo animale e il mondo degli esseri umani per una lettura più organica della vita e dell’esistenza umana”.




Ha affermato Dominique Lora, una delle due curatrici della mostra Antonio Ligabue – I misteri di una mente che apre domani al Museo Storico della Fanteria a Roma, in occasione della presentazione alla stampa dell’esposizione, prodotta da Navigare Srl con il patrocinio di Regione Lazio e di Città di Roma, da una iniziativa di Difesa Servizi SpA.
L’esposizione dedicata all’artista scomparso nel 1965 nasce dal proposito di dare una nuova lettura della vita e dell’arte di un personaggio che visse in una personale e solitaria dimensione di grande irregolarità, dominata da una mente irrequieta e instabile.


Il progetto, curato da Micol Di Veroli, Dominique Lora e Vittoria Mainoldi, presenta 73 opere datate tra la fine degli anni Venti e i primi anni Sessanta del Novecento, provenienti da collezioni private italiane. A 31 sculture bronzee raffiguranti una eterogenea rappresentanza di animali, tra i quali cani, caprioli, capre, cerbiatti babbuini, leoni e pantere, si affiancano 18 dipinti a olio dai colori pieni, vivaci, e dallo stile inconfondibile, tra i quali anche un celebre autoritratto del 1957, insieme a 3 disegni e 21 puntesecche, distribuite in un percorso cronologico in 5 sezioni: Animali da cortile; Animali selvaggi; Cani; Animali da bosco; Autoritratti, fiori e campagne.



“Il percorso espositivo vuole raccontare il mondo immaginifico di una figura molto spesso considerata controversa dell’arte italiana del XX secolo. Antonio Ligabue – ha spiegato l’altra curatrice, Micol Di Veroli – è stato spesso etichettato come artista naif ma con questa mostra vogliamo dare una chiave di lettura diversa dove Ligabue presenta il suo mondo fantastico, in cui l’elemento naturale e l’elemento animale si fondono in un unico microcosmo”.



Nell’opera di Antonio Ligabue, che, a 60 anni dalla morte, ancora non ha trovato una esatta collocazione all’interno di stili, di correnti, o di movimenti artistici, sospeso tra definizioni di arte Naïf e di Outsider, la natura è protagonista assoluta. In particolare, il mondo animale rappresentato ossessivamente dall’artista rispecchia il tumulto interiore dell’artista stesso, della sua fragilità e della brutalità della sua esistenza ma anche, in generale, della condizione umana, così simile a quella animale proprio per la sua natura violenta, finalizzata alla sopravvivenza. Da qui, l’istintiva raffigurazione dell’uomo e dell’animale nell’arte di Ligabue diventa fusione, teriantropismo, richiamo costante a significati profondi, emozioni e riflessioni, e a una forza simbolica primordiale.
La mostra Antonio Ligabue – I misteri di una mente sarà aperta tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle ore 9:30 alle ore 19.30 e sabato, domenica e festivi dalle ore 9.30 alle ore 20.30. Ingresso con “Promo doppio biglietto” riservato ai visitatori della mostra Mirò – Il costruttore di sogni, in corso al Museo della Fanteria sino al 23 febbraio 2025. Info costi e prenotazioni sul sito: www.navigaresrl.com

Ligabue: l’animale che dunque sono
Micol Di Veroli
Curatrice
Antonio Ligabue, figura enigmatica nel panorama dell’arte del XX secolo, è celebrato per le sue rappresentazioni crude e viscerali degli animali e del mondo naturale. La sua opera, caratterizzata da una miscela di ingenuità e intensa profondità emotiva, offre una profonda esplorazione della condizione umana attraverso il prisma del regno animale. Le opere di Ligabue sono più che semplici rappresentazioni di animali; sono un’espressione vivida del suo tormento interiore e delle sue domande esistenziali. La sua opera riecheggia le connessioni primordiali che gli esseri umani hanno con gli animali, ricordando la potenza simbolica trovata nei dipinti rupestri preistorici che con la loro rappresentazione enigmatica e potente hanno da sempre affascinato gli studiosi per la loro risonanza simbolica profonda. Allo stesso modo, l’arte di Ligabue possiede un potere evocativo senza tempo che trascende il suo impatto visivo immediato. Esplorando l’opera di Ligabue, la mostra considererà i temi del teriantropismo, le implicazioni psicologiche e filosofiche delle sue rappresentazioni, e il contesto culturale più ampio della sua produzione artistica.

Antonio Ligabue emerse durante un periodo di significativi cambiamenti artistici e culturali in Europa. Nato nel 1899 a Zurigo da genitori italiani, la sua infanzia fu segnata da difficoltà e instabilità. Fu istituzionalizzato più volte a causa dei suoi problemi di salute mentale, che influenzarono profondamente la sua espressione artistica. Il suo trasferimento in Italia nel 1919 segnò l’inizio della sua carriera di pittore, sebbene sotto l’ombra dei suoi tormenti psicologici. L’inizio e la metà del XX secolo furono un periodo di grande sperimentazione nell’arte, con movimenti come l’Espressionismo, il Surrealismo e l’Art Brut che sfidavano le norme tradizionali. L’arte di Ligabue, spesso categorizzata sotto l’Art Brut o “Outsider Art”, riflette l’intensità emotiva grezza e non filtrata che questi movimenti celebravano. Le sue rappresentazioni vivide, quasi allucinatorie, di animali in stati di aggressione o tensione catturano l’essenza del movimento espressionista, focalizzato sulla trasmissione delle esperienze emotive piuttosto che sulle rappresentazioni realistiche. La storia personale di alienazione e sofferenza di Ligabue è profondamente intrecciata con la sua produzione artistica. I dipinti le sculture e le puntesecche possono essere visti come una forma di auto-espressione e catarsi, un modo per navigare e articolare il suo caos interiore. Questo contesto biografico è cruciale per comprendere la profondità emotiva e la ricchezza simbolica della sua opera.
Gli animali hanno sempre rivestito un ruolo centrale nelle rappresentazioni artistiche, fungendo da simboli potenti e multifunzionali. Nell’opera di Antonio Ligabue, gli animali non sono semplici soggetti ma portatori di significati profondi, evocando emozioni e riflessioni sull’esistenza umana e risuonano con la stessa forza simbolica che troviamo nei dipinti rupestri preistorici, dove gli animali erano intermediari tra l’umano e il divino, tra il reale e il soprannaturale. Spesso nelle sue opere gli animali rappresentano l’alter ego dell’uomo, incarnando i conflitti interiori, le paure e i desideri primordiali. Le scene di predazione e lotta che ha realizzato non sono solo studi di comportamento animale ma riflessioni sulla lotta per la sopravvivenza, la violenza intrinseca della natura e le tensioni emotive dell’esistenza umana. Gli animali, che siano belve o perfino domestici, sono rappresentati con dettagli vividi e intensi, quasi a voler enfatizzare l’aspetto selvaggio e incontrollabile della natura che rispecchia il tumulto interiore dell’artista stesso, della sua fragilità e della brutalità della sua esistenza. Il simbolismo animale nell’opera di Ligabue può essere paragonato a quello di altri artisti che hanno utilizzato gli animali per esplorare temi esistenziali e filosofici. Ad esempio, Albrecht Dürer, nel suo celebre “Rinoceronte”, utilizza l’animale per esprimere concetti di forza e mistero. Tuttavia, mentre Dürer si concentra sull’accuratezza scientifica e sulla rappresentazione realistica, Ligabue adotta un approccio più emotivo e viscerale. Ligabue può essere paragonato anche a Francisco Goya, le cui “Pitture nere” esplorano la natura umana attraverso immagini disturbanti e simboliche. Come Goya, Ligabue usa l’animale come mezzo per esplorare i lati oscuri e inquietanti della psiche umana. Tuttavia, a differenza di Goya, le cui opere sono spesso cariche di un pessimismo cupo, Ligabue mantiene una certa vitalità e intensità emotiva, riflettendo la sua lotta personale per la sopravvivenza e la comprensione del mondo che lo circonda.
La tecnica artistica di Antonio Ligabue è tanto unica quanto la sua visione. Il suo metodo di lavoro coinvolgeva intensi periodi di studio e osservazione, seguiti da uno stato quasi di trance creativa. Ligabue trascorreva ore a sfogliare libri e immagini di animali, assorbendo ogni dettaglio della loro anatomia e comportamento. Questa preparazione meticolosa gli permetteva di interiorizzare l’essenza dei suoi soggetti, che poi esprimeva con notevole accuratezza e profondità emotiva. Il processo di Ligabue era profondamente personale e ritualistico. Spesso lavorava in isolamento, usando una varietà di materiali e tecniche per raggiungere gli effetti desiderati. Il suo uso del colore era particolarmente sorprendente, con tonalità vivaci e contrasti audaci che davano vita ai suoi soggetti. Il suo tratto, nella pittura o nell’incisione e soprattutto nella scultura quando modellava la creta ricavata dalle sue terre del Po, era distintivo e caratterizzato da colpi vigorosi e quasi frenetici che trasmettevano un senso di movimento ed energia. Questo approccio immersivo permetteva a Ligabue di creare opere sia tecnicamente impressionanti che emotivamente risonanti. La sua abilità di catturare lo spirito dei suoi soggetti, siano essi animali o umani, è una testimonianza della sua profonda empatia e comprensione del mondo naturale. Attraverso la sua arte, Ligabue trascendeva i confini della sua stessa isolazione, creando un corpo di lavoro che continua a ispirare e commuovere gli spettatori.
Il teriantropismo, la fusione di caratteristiche umane e animali, è un tema ricorrente nell’opera di Ligabue e rappresenta una chiave di lettura fondamentale per comprendere la sua visione artistica. Questo concetto, che affonda le radici nei miti e nelle credenze antiche, trova una nuova espressione nelle opere di Ligabue, dove l’animale e l’umano si fondono in un’unità simbolica. Ligabue non si limita a rappresentare animali; egli spesso si immedesima in essi, come testimoniano le sue performance quasi sciamaniche durante la creazione delle sue opere. Il processo di diventare-animale è evidente nei suoi dipinti e autoritratti, dove le caratteristiche umane e animali si intrecciano, creando figure ibride che sfidano le convenzioni e le aspettative. Questa fusione non è solo un espediente visivo, ma un commento filosofico sulla natura della realtà e dell’identità. Il teriantropismo in Ligabue riflette una visione del mondo in cui i confini tra umano e animale, tra cultura e natura, sono fluidi e permeabili. Questo approccio sfida la visione antropocentrica dominante, suggerendo una comprensione più integrata e olistica dell’esistenza. Filosoficamente, il teriantropismo nell’opera di Ligabue può essere interpretato attraverso le lenti di pensatori come Gilles Deleuze e Félix Guattari, che hanno esplorato il concetto di “divenire-animale” nel loro lavoro. Secondo Deleuze e Guattari, il divenire-animale non è una semplice imitazione o rappresentazione, ma un processo di trasformazione e connessione con la molteplicità delle esperienze viventi. Ligabue incarna questo concetto attraverso la sua arte, dove la rappresentazione degli animali diventa un mezzo per esplorare la propria identità e la relazione con il mondo naturale. Questo processo di trasformazione è sia personale che universale, riflettendo la lotta dell’artista per trovare un senso di appartenenza e comprensione in un mondo che spesso lo emarginava. L’opera di Antonio Ligabue solleva questioni profonde e complesse riguardanti il rapporto tra esseri umani e animali, sfidando le nozioni tradizionali di superiorità e separazione. Ligabue invita a riflettere sulle implicazioni filosofiche ed etiche del nostro trattamento e percezione degli animali e inoltre sfida la visione antropocentrica che pone gli esseri umani al di sopra delle altre forme di vita. Questa prospettiva è in linea con il pensiero di filosofi contemporanei come Jacques Derrida e Giorgio Agamben, che hanno esplorato le implicazioni etiche del nostro rapporto con gli animali. Derrida, nel suo libro “L’animale che dunque sono” sostiene che la nostra percezione degli animali riflette questioni etiche più ampie riguardanti la nostra identità e il nostro posto nel mondo. Ligabue ci invita a vedere gli animali non come esseri inferiori, ma come parte integrante di un sistema vivente complesso e interconnesso promuovendo un’etica della relazione, in cui gli esseri umani e gli animali sono visti come coabitanti di un mondo condiviso. Questa visione è rafforzata dal concetto di “divenire-animale” di Deleuze e Guattari, che enfatizza la connessione e la trasformazione reciproca tra diverse forme di vita. Ligabue quindi ci invita a riconoscere la nostra interdipendenza con il mondo naturale e a sviluppare un senso di responsabilità e rispetto per tutte le forme di vita sviluppando una nuova cosmologia, in cui gli esseri umani e gli animali sono parte di un tutto interconnesso e dinamico.
Questa visione sfida le dicotomie tradizionali tra natura e cultura, umano e animale, suggerendo una comprensione più olistica e integrata dell’esistenza. Questa nuova cosmologia è in linea con le idee di filosofi contemporanei come Donna Haraway, che nel suo libro “Chtulucene: Sopravvivere su un pianeta infetto” esplora le interconnessioni tra tutte le forme di vita e l’importanza della co-creazione e della co-esistenza. Ligabue, attraverso la sua arte, ci invita a vedere il mondo attraverso una lente di empatia e interconnessione, riconoscendo che il nostro benessere è intimamente legato al benessere di tutte le forme di vita con cui condividiamo il pianeta.

L’intensa focalizzazione di Ligabue sugli animali può essere interpretata anche attraverso una lente psicologica. Le sue opere spesso riflettono lo stato psicologico caratterizzato da sentimenti di isolamento, paura e aggressività. Le espressioni esagerate e le pose dinamiche possono essere viste come proiezioni delle sue emozioni e conflitti interiori. Ligabue utilizzava gli animali come specchi della propria anima, proiettando su di essi le sue emozioni e conflitti interiori. Questa tecnica di proiezione o di transfer è evidente nella vividezza e intensità con cui sono rappresentate le lotte e i conflitti tra gli animali riflettono le battaglie interiori dell’artista, creando un parallelo tra il mondo naturale e quello psicologico. Il concetto di empatia è centrale per comprendere l’opera di Ligabue. Dipingendo animali con un tale livello di dettaglio e intensità emotiva, l’artista invita gli spettatori a entrare in connessione con queste creature, a vedere il mondo attraverso i loro occhi. Questa connessione empatica non solo umanizza gli animali, ma anche animalizza l’umanità, suggerendo una visione del mondo in cui tutte le forme di vita sono interconnesse e reciprocamente influenti.
L’opera di Antonio Ligabue è stata accolta con vari gradi di riconoscimento e apprezzamento. Durante la sua vita, fu spesso marginalizzato e frainteso, la sua arte oscurata dalla sua tumultuosa vita personale. Tuttavia, negli ultimi anni, c’è stato un crescente apprezzamento per la sua visione unica e la profonda intensità emotiva della sua opera. La sua eredità è evidente anche nel continuo interesse per l’Art Brut e l’arte outsider, movimenti che celebrano la creatività grezza e non filtrata che Ligabue esemplificava. Mentre il mondo dell’arte continua a confrontarsi con domande di autenticità ed espressione, l’opera di Ligabue rimane una potente testimonianza del duraturo potere dello spirito umano. Antonio Ligabue offre un’esplorazione profonda e convincente del rapporto tra esseri umani e animali, attraverso le sue vivide rappresentazioni del mondo naturale sfida gli spettatori a vedere oltre la superficie, a riconoscere le profonde connessioni emotive e simboliche che ci legano ad altre forme di vita. La sua opera, radicata nelle sue esperienze di sofferenza e isolamento, trascende il personale per parlare a temi universali di empatia, identità e interconnessione di tutti gli esseri. Grazie a Ligabue guadagniamo un’idea di un mondo in cui i confini tra umano e animale, sé e altro, sono fluidi e dinamici. La sua arte ci invita a riconsiderare il nostro posto nel mondo naturale, un potente promemoria della bellezza e complessità del mondo che ci circonda.
| Titolo | Antonio Ligabue – I misteri di una mente |
| Genere | Mostra d’arte antologica |
| Curatori | Micol Di Veroli, Dominique Lora, Vittoria Mainoldi |
| Produzione | Produzione Navigare Srl Iniziativa culturale di Difesa Servizi S.p.A. |
| Dove | Museo Storico della Fanteria – Piazza Santa Croce in Gerusalemme, 7 – Roma |
| Quando | Dal 28 settembre 2024 al 12 gennaio 2025 |
| Sezioni espositive | Aree tematiche: 1. Animali da cortile; 2. Animali selvaggi; 3. Cani; 4. Animali da bosco; 5. Autoritratti, fiori e campagne |
| Opere esposte | Totale opere esposte: 73 provenienti da collezioni private di italiane |
| Patrocini | Regione Lazio; Città di Roma |
| Partner | AICS – Associazione Italiana Cultura e Sport di Roma |
| Vettore ufficiale | Trenitalia |
| Orari | Dal lunedì al venerdì dalle ore 9:30 alle ore 19:30 Sabato, domenica e festivi dalle ore 9:30 alle ore 20:30 Ultimo ingresso 30 minuti prima dell’orario di chiusura |
| Costi biglietto | Intero: 15,00€ – Weekend e festivi Intero: 13,00€ – Feriali Ridotto in biglietteria: 10,00€ – Tutti i giorni: giovani fino ai 14 anni, giornalisti con tesserino, gruppi oltre 10 pax, universitari, convenzioni, over 65, diversamente abili e accompagnatori, personale delle Forze Armate Ridotto scuole: 5,00€ Biglietto Open: 16,00€ – Salta la fila Gratuito: bambini fino ai 5 anni Promo doppio biglietto per i visitatori della mostra Miró – Il costruttore di sogni: 20€ nei giorni feriali e 22€ nei giorni festivi. L’audioguida ufficiale è Navibook ed è inclusa nel costo del biglietto |
| Biglietteria | Museo Storico della Fanteria – Telefono: +(39) 351 355 8588 Vendita on-line: http://www.ticketone.it |
| Informazioni e Prenotazioni | Telefono: +(39) 333 609 5192; + (39) 351 840 3634 E-Mail: prenotazioni@navigaresrl.com I moduli di prenotazione per scuole e gruppi sono scaricabili sul sito ufficiale: https://www.navigaresrl.com/mostra/antonio-ligabue-i-misteri-dellanima/ |
| Sito web | https://www.navigaresrl.com/ |





