Roverbella chiama Tamani: Expo 2015

Il sindaco di Roverbella con Romano Tamani

di Paolo Biondo (giornalista)

Tanti aspetti caratteristici della cultura popolare mantovana hanno fatto da sfondo lunedì 30 marzo alla presentazione del libro di Romano Tamani dal titolo “Diario di un lavapiatti di campagna”.

L’appuntamento ideato e curato dall’assessorato alla cultura del Comune di Roverbella (Mn) si è svolto nella rinnovata sala civica del capoluogo. Molti sono stati gli appassionati che hanno seguito con particolare attenzione le riflessioni e gli stimoli proposti sia dall’autore, che per l’occasione era affiancato dal fratello Carlo, sia dagli esperti presenti. Tra loro anche l’assessore provinciale alle politiche agricole, Maurizio Castelli, il presidente dell’associazione ludico ricreativa “La Piazza”, Paolo Ortolani, il presidente del Consorzio “Sabbionetae” Excelsus”, Roberto Marchini e l’esponente del Circolo Socio Culturale “L’Ancora” e del “Gruppo di Ricerca e di tutela della Storia di Roverbella”.

L’iniziativa, coordinata nei suoi vari passaggi dal sindaco di Roverbella, Antonella Annibaletti, ha posto, tra le altre cose, l’accento su due aspetti di particolare rilevanza.

Il primo di questi è la possibile creazione del tortello di pesche, piatto che è in via di sperimentazione e che potrebbe segnare un passaggio significativo non solo sul versante gastronomico per un territorio come quello di Roverbella riconosciuto per tanti anni quale capitale mantovana per la produzione del tipico e gustoso frutto primaverile.

Il secondo, è quello che potrebbe assegnare a Roverbella il ruolo di importante punto di snodo, turistico e culturale, tra il Lago di Garda e le località virgiliane riconosciute sotto la tutela dell’Unesco quali appunto Mantova e Sabbioneta.

images52FPWQVX

“Ci sono vite segnate dal destino e quella di Romano Tamani, settantenne chef del celebre ristorante Ambasciata di Quistello, vicino Mantova, è una di queste. Il suo destino è la cucina, il cibo, la gastronomia – e insieme a questi, la tradizione. Attraverso le sue ricette, Tamani rievoca il mondo contadino arcaico, patriarcale e matriarcale insieme, da cui proviene; rievoca le sue terre; rievoca il suo passato, nutrito di religione, senso della famiglia, rispetto del destino. E critica alcuni vizi della modernità: il fast food, i cibi di importazione, la passione per l’estetica a scapito della qualità. La testimonianza di uno chef che ha fermato il tempo, e così ha conquistato i palati d’Italia e la Michelin”.  

Vittorio Sgarbi

Rispondi