PARCO DEL MINCIO – 790 ettari di boschi di pregio. Polmoni verdi dell’area protetta

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Il Parco del Mincio si è dotato di un “Piano di indirizzo Forestale” (PIF) strumento obbligatorio di analisi ed indirizzo per la gestione dell’intero territorio forestale dell’area protetta. Lo studio ha censito tutte le aree boscate presenti nel parco: 790 ettari di boschi e 30 di macchie boscate. Non si tratta di estensioni rilevanti ma di boschi qualitativamente apprezzabili “tra i migliori in Lombardia” a giudizio dello studio che ha redatto il piano.

Ai singoli boschi sono state attribuite le singole attitudini funzionali: naturalistiche, di protezione idrogeologica, ricreativa e didattica, di “igiene ambientale” per quelle nei pressi di stabilimenti o aree industriali. Vi sono boschi a valenza elevata, non trasformabili, altri che invece trasformabili lo potranno essere per l’incremento della biodiversità (ad esempio per la creazione al loro interno di zone umide) o per l’attività agricola o per opere pubbliche o di pubblica utilità, come ad esempio percorsi ciclopedonali.

Tra le novità, vengono anche individuate aree agricole residuali nelle quali gli agricoltori potranno gestire il legname come attività selvicolturale, senza però ricorrere a diserbi e potature. Questo sia per incentivare nuove attività economiche ….. che per apportare benefici all’ambiente.

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Si tratta infatti di una miriade di appezzamenti oggi incolti di piccole dimensioni ai margini degli appezzamenti e difficilmente raggiungibili dai mezzi agricoli, nelle quali il parco propone ai proprietari di piantare alberi, la cui funzione ecologica è nota. Una volta piantati si potranno tagliare ma se invece l’attività selvicolturale dovesse venire abbandonata, dopo 50 anni l’area diventerà bosco a tutti gli effetti.

La procedura di avvio del piano, avviata nel 2013 con l’ottenimento di un contributo da Bando di 45mila euro dalla Provincia , è arrivata oggi alla adozione di un piano che si è arricchito di numerosi elaborati aggiuntivi, utili alla perfetta conoscenza sia del patrimonio vegetazionale dell’area protetta, sia ai proprietari dei terreni, ai quali vengono presentate opportunità e classificazioni delle aree censite.

Tra questi elaborati vi sono i quaderni per la classificazione delle formazioni arboree non boscate e delle opere tipo per gli interventi di mitigazione ambientale, ma anche la valutazione dello stadio evolutivo dei soprassuoli boscati. Le schede degli alberi monumentali presenti – in tutto 16 quelle individuate dallo studio, di cui ben sette collocate alle Bertone – , la rappresentazione delle aree boschive distinte per forma di proprietà (demanio statale, aree di proprietà pubblica, aree di proprietà privata ecc.) e che ha accolto tutte le osservazioni presentate nel corso della procedura di Valutazione ambientale strategica e presentate da alcuni comuni e dal ministero all’ambiente.

Ora il Piano è dotato di una corposa relazione tecnica e numerosi allegati che “fotografano” lo stato di fatto dei polmoni verdi dell’area protetta tra il Garda e il Po e detta le relative norme tecniche di attuazione.

Ora ci sono 45 giorni di tempo nel corso dei quali cittadini, residenti, associazioni e organizzazioni possono presentare le loro osservazioni.

Tutta la documentazione sarà disponibile on line nel sito dell’Ente Parco.

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