MANTOVA – RIQUALIFICAZIONE DELLA CITTÀ: NE PARLA IL SINDACO MATTIA PALAZZI

di Paolo Biondo

Giorno dopo giorno Mantova si veste sempre più del ruolo di Capitale Italiana della Cultura. Molteplici sono i progetti che già hanno dimostrato il valore dell’enorme patrimonio artistico, storico, di tradizione e culturale e paesaggistico che la città dei Gonzaga è in grado di esprimere.

Ad onor del vero non vi era bisogno di questo significativo stimolo per apprezzarne il tutto, ma tant’è …

L’atmosfera che si respira in ogni angolo del capoluogo virgiliano sin dal momento della sua proclamazione è un invito a chiare lettere, sia ai padroni di casa e sia ai turisti, per vivere a pieno questo particolare momento.

Chi meglio di tutti ha compreso il valore del riconoscimento ottenuto e di conseguenza agisce, unitamente ai suoi collaboratori, perché questa opportunità venga colta in ogni suo significato è il sindaco di Mantova, Mattia Palazzi. Egli sin dal momento in cui è stato chiamato a rivestire il ruolo di primo cittadino si è adoperato affinché i progetti più significativi predisposti per valorizzare Mantova a tutti i livelli e per questo i risultati sino ad ora conseguiti evidenziano come la strada scelta sia quella giusta.

Nei giorni scorsi, ad esempio, si è tenuta la cerimonia di riconsegna al paesaggio mantovano di uno dei suoi angoli più affascinanti, vale a dire il Lungo Rio. La riqualificazione di questo scorcio della città è divenuta l’occasione per parlare con il sindaco e comprendere dalle sue parole con quale entusiasmo sta operando in tale direzione.La-nuova-illuminazione-delle-Pescherie-di-Giulio-Romano-a-Mantova-foto-Gaia-Cambiaggi-4

Nei giorni scorsi è divenuta realtà un progetto che riporta alla giusta attenzione dei mantovani e dei turisti uno degli scorci più affascinanti della città: il lungo Rio, via Pescheria e piazza Martiri. Quanto secondo lei può valere sia sul piano artistico, paesaggistico e culturale lo sforzo compiuto dal Comune?

“L’intervento ha un elevato valore da tanti punti di vista. Con l’inaugurazione dell’illuminazione artistica delle Pescherie, progettata da Giovanna Bellini e con la collaborazione con Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani, entra nel vivo il recupero del patrimonio storico artistico del centro cittadino. La nuova illuminazione artistica del Campanile e dei Giardini di San Domenico, del Lungorio IV Novembre, e delle sottostanti Beccherie si inquadra nel più ampio progetto dell’Amministrazione Comunale di rigenerazione urbana e di valorizzazione dei beni che costituiscono l’identità e l’attrattività di Mantova. E’ il primo intervento permanente localizzato in una porzione del centro storico che apre una serie di riqualificazioni che abbelliranno la città sotto il segno di Mantova Capitale Italiana della Cultura 2016”.La-nuova-illuminazione-delle-Pescherie-di-Giulio-Romano-a-Mantova-foto-Gaia-Cambiaggi-1.jpg

Poter ammirare la città da un’angolazione decisamente unica lo considera elemento di stimolo anche per i mantovani per sentire sempre più propria Mantova?

“L’illuminazione e il nuovo percorso allestito è sicuramente stimolante anche per i mantovani, oltre che per i turisti. L’idea progettuale nasce dalla volontà di restituire alla città la fruibilità visiva di un luogo unico per la sua notevole importanza storica e per il suo rapporto privilegiato con l’acqua. Punto di partenza è il Loggiato delle Beccherie, illuminato per farne emergere i volumi architettonici senza interferire nel corso dell’acqua. Nella parte superiore l’attenzione è focalizzata, invece, sulla vista da piazza dei Martiri di Belfiore, sulla Torre che spicca sopra l’intera area e sui percorsi pedonali dei Giardini di San Domenico, anche e soprattutto per garantirne maggiore sicurezza”.

L’aver reso navigabile il Rio per un periodo ben definito, però, non ritiene che possa trasformarsi in un disincentivo alla scoperta di questo antico angolo della città?

“Anche se la riapertura attualmente si può considerare provvisoria, la nostra intenzione è di aprire in modo definitivo il percorso e di farlo diventare permanente. Ovviamente, per fare un intervento di questo tipo è necessario mettere a punto un percorso strutturale concordato con la Soprintendenza, data la delicatezza dell’area interessata che è sotto tutela. Nel frattempo il pubblico può ammirare un angolo della città che è rimasto dimenticato per tanto tempo”.

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Ci sono forse problemi di natura tecnica che ne impediscono la fruizione sine die?

“Sono in corso le verifiche tecniche e le concluderemo al più presto. Noi vogliamo andare avanti e riaprire anche le Pescherie di Levante rendendo tutto questo spazio fruibile in modo permanente. Un giorno mi auguro che si possa partire da Catena, o dal campo canoa, e attraccare qui, in pieno centro. Si può fare. Adesso e fino al 28 marzo, in tutti i weekend, più il 18 marzo, sarà possibile iscriversi e prenotare le visite guidate con la possibilità di navigare sul Rio. Questa chance è stata accolta con entusiasmo dai mantovani. Ad accompagnare i visitatori saranno i volontari degli Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani. Il sabato visite e navigazione dalle 14.30 alle 18, la domenica dalle 10.30 alle 12 e dalle 14.30 alle 18, ultima partenza alle 17.30. Il biglietto costa 5 euro. Il sottoportico è aperto al pubblico gratuitamente il sabato e la domenica dalle 18 alle 19 fino al 28 marzo grazie al Sepris”.

La risposta evidenziata nel giorno dell’inaugurazione è stata molto eloquente, i mantovani apprezzano questo impegno suo e dei suoi collaboratori nella valorizzazione della città. Un segnale che vi stimola a proseguire sulla strada intrapresa?

“Certo, il nostro obiettivo è di riscoprire la bellezza di Mantova e di recuperare tanti angoli della città attualmente da riqualificare e abbellire. Nel novembre scorso è stata approvata una variazione di bilancio di 14 milioni 400mila euro, da aggiungere a circa 4 milioni già disponibili per Mantova Capitale Italiana della Cultura, che riguardano il piano opere pubbliche 2016. Si tratta di 17 interventi per i quali la Giunta ha deciso di anticipare l’impegno di spesa al 2015. Tra questi abbiamo il recupero Torre della Gabbia che costerà 998.910 euro, il recupero della facciata Loggia d’Onore di Palazzo Te per un valore di 650mila euro, la riqualificazione degli ambiti urbani, 1,5 milioni per corso Vittorio Emanuele, i nuovi impianti a Palazzo della Ragione pari a 1 milione 200mila euro. Solo per citarne alcuni”.

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Ci sono quindi altri progetti che punteranno a ridare la giusta “illuminazione” ad altri angoli di Mantova?

“Illumineremo le strade del centro. Porteremo nuova luce in via Cappello, via San Longino, via Galana e via Portichetto dato che i residenti hanno lamentato una scarsa illuminazione pubblica delle loro strade, diventate zone franche per i ladri e per gli incivili. Abbiamo messo 150mila euro in più nel piano opere pubbliche 2016 per l’illuminazione pubblica, passando a 550mila euro per il triennio 2016-2018, che si vanno ad aggiungere a quelli stanziati nel piano di Tea Rete luce. Andiamo avanti spediti: 1.150mila euro in più sono stati messi nel piano opere pubbliche e saranno utilizzati per i nuovi punti luce nel giardino dell’Anconetta. Nei giorni scorsi sono partiti i lavori per otto nuovi punti luce nel giardino Baden Powell di Valletta Valsecchi e con Rete luce prosegue la sostituzione con lampadine led di quelle esistenti e il potenziamento dell’illuminazione. Abbiamo messo in bilancio le risorse per la riqualificazione energetica nelle scuole materne e altri 73mila euro, nel triennio, per l’abbattimento delle barriere architettoniche portando quest’ultimo nostro impegno a 369mila euro. Senza dimenticare gli 800mila in più, che si aggiungono a 3 milioni 500mila già previsti, per la riqualificazione di strade e marciapiedi nei quartieri”.

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Per quel che concerne Mantova Capitale italiana della cultura, in funzione del gemellaggio avvenuto con Matera, vi sono novità intervenute in questi giorni che vanno a sommarsi al lavoro predisposto sino ad ora?

“Mantova e Matera sono due meraviglie, città patrimonio dell’umanità che vogliono darsi un futuro all’altezza della loro storia. Il protocollo di Matera che ho firmato giovedì 11 febbraio con il sindaco Raffaello de Ruggieri, insieme ai presidenti delle Regioni Basilicata e Lombardia Marcello Pittella e Roberto Maroni, mette nero su bianco la collaborazione culturale che ci caratterizzerà. Siamo città che possono anche attraverso la cultura competere in Italia e in Europa. Non siamo le periferie dell’Impero, siamo al centro dell’interesse e dell’attenzione nazionale ed europea e dobbiamo saper innovare. Ricerca e tecnologie devono essere le nostre sfide, per costruire nuove imprese e valorizzazione del nostro patrimonio. Questa sfida è il dono più grande che possiamo fare alle nuove generazioni. Facciamo squadra tra città e regioni, tra Nord e Sud. È questa l’Europa che dobbiamo saper affermare”.

La Torre della Gabbia è stata al centro di un vostro progetto per renderla visitabile; possiamo ritenere anche questo monumento nel 2016 torni ad animarsi sia per i mantovani e sia per i turisti?

“Il recupero della Torre della Gabbia lo riteniamo una priorità nel nostro piano delle opere pubbliche. L’intervento costerà 998.910 euro. È uno dei simboli del recupero architettonico collettivo. È stato già compiuto il lavoro di consolidamento e miglioramento sismico a seguito del terremoto del 2012, gli ultimi recenti sopralluoghi mostrano la possibilità di ricostruire la scala interna che conduce alla sommità rispettando lo sviluppo di quella crollata, aprendo anche un accesso dalla strada, per dare alla città un completo e affascinante punto d’osservazione dall’alto, dai laghi al territorio circostante. È una delle opere che esprime il meglio della progettualità culturale”.

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Si farà in tempo a rendere fruibile Palazzo del Podestà entro il 2016, e quali soluzioni intende percorrere l’amministrazione comunale?

“Palazzo del Podestà è stato messo in sicurezza dopo il terremoto del 2012. Adesso stiamo affinando il progetto e soprattutto cercando tutte le risorse per portare a termine l’opera. Abbiamo chiesto al governo di aiutarci. Servono 17 milioni. Si tratta di un recupero molto complesso, capace anche di fare scuola nel settore al di là dei confini provinciali, ed è difficile pensare che il Comune possa fare da solo. Il premier Renzi nella sua ultima visita a Mantova a fine gennaio si è dimostrato possibilista. È stata un’apertura molto importante. Mi ha garantito un impegno per darci una mano e lo ha comunicato subito al ministro Dario Franceschini. Non mi aspetto una copertura totale dei 17 milioni, ma un contributo potrebbe arrivare davvero. I conti del Podestà, tra l’altro, sono da aggiornare. Presto dovrebbe arrivare l’ok al progetto esecutivo e si potrà partire con il primo lotto. Il guaio è che la copertura finanziaria non è totale come si pensava: il conto è salito di qualche milione e cosi ne mancano quasi cinque per la prima tranche di lavori, quella con cui si dovrebbe partire. Abbiamo chiesto all’azienda uno stralcio per avviare subito il cantiere per dieci milioni di euro e intanto cercheremo gli altri. Con il primo lotto si realizza il restauro, ma non si recupera la fruibilità del Podestà. Il cantiere per il primo lotto terrà occupata l’impresa per almeno un anno e mezzo. Poi arriverà il tempo della seconda tranche, per la quale servirà una dozzina di milioni. In definitiva, complessivamente servono 16-17 milioni di euro prima di riavere il Podestà”.

(foto da web)

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