REGGIOLO – UNA DELEGAZIONE DI STORICI DI “MATILDE DI CANOSSA” OSPITI ALL’ARCHIVIO DI STATO DI MILANO

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di Francesco Fava

Nel pomeriggio di martedì 5 aprile è stato l’Archivio di Stato di Milano ad ospitare la presentazione del volume di traduzione di “Documenti e lettere di Matilde di Canossa”. Dei 158 manoscritti presi in esame infatti, ben 25- già conservati nel monastero di San Benedetto Po, dal sec. XI- oggi si trovano presso l’archivio di Stato, lì trasferiti in epoca Napoleonica. Ad aprire il pomeriggio di studi nella Sala Conferenze è stato il saluto del vicensindaco e assessore alla cultura Franco Albinelli.

Ringraziando per l’accoglienza ha spiegato come l’Amministrazione in occasione del IX Centenario della morte della Grancontessa abbia voluto offrire con questa pubblicazione un contributo fondamentale agli studi matildici. “E’ un’opera che ha ottenuto vasti riconoscimenti tra cui il Festival Internazionale della Storia di Bologna, il patrocinio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella oltre alla richiesta di numerosi archivi storici quali Parma, Lucca e Milano”.

I documenti sono infatti conservati in numerosi istituti di cultura sia italiani che europei quali gli archivi di stato di Mantova, Siena, Lucca, Firenze, Reggio Emilia, l’archivio diocesano di Mantova, quello del “Collegium Germanicum” di Roma e molti altri che rivelano anche l’ampiezza geografica della ricerca.

Il direttore dell’Archivio, il prof. Benedetto Luigi Compagnoni, citando i primi versi della “Vita Mathidis” del monaco Donizone ha spiegato come “dopo un millennio, la “Comitissa” continua ad essere ricordata per la sua forte personalità e non smette di suscitare interessi e dibattiti non solo all’interno del mondo degli storici e dei ricercatori”. Sottolineando poi l’importanza del lavoro di traduzione, il vero elemento innovativo di quest’opera, ha precisato come essa costituisca un “intento che si sposa con i principi di tutela di attività scientifica e di comunicazione dell’Istituto. A tale proposito– ha continuato – giunge quanto mai felice la coincidenza della presentazione del documento del mese di aprile. L’Archivio- riferisce il direttore- ha questa giovane tradizione di presentare ogni mese un documento diverso che si distingua per la storia che narra o per i personaggi che vi sono coinvolti. Giunge questo mese quasi un omaggio omaggio forse fortuito o forse voluto dal destino, a Matilde di Canossa”.

Si tratta infatti di un “Breve recondationis” (breve di donazione) stilato a Ponte Duce in data 4 novembre 1109. La dott.ssa Mariagrazia Carlone ha illustrato il manoscritto esposto in copia: “Si tratta di una concessione che Matilde di Canossa fa al monastero di S. Benedetto Polirone, concedendo un “manso” in corte  Villole e ordina di non contravvenire a questa concessione sotto pena di una sanzione pecuniaria. Per questa stessa chiesa, la Contessa fece molte altre donazioni che sono qui conservate, raccolte nella sezione “Toscana”.

In questo documento si nota molto bene la particolare sottoscrizione autografa di Matilde e anche questo rappresenta una delle ragioni per cui è stato scelto”. In una lezione aperta a studenti di archivistica e paleografia dell’università, il prof. Franco Canova e la prof. ssa Clementina Santi, curatori del volume insieme al prof. Maurizio Fontanili e al prof. Giordano Formizzi, hanno illustrato il lavoro di questi mesi esaltando il ruolo e la figura della Grancontessa non solo dal punto di vista storico e politico ma soprattutto psicologico attraverso il racconto di aneddoti e curiosità che rivelano tutta l’umanità di una delle più grandi donne della Storia.

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