FELONICA – LO STORIONE DEL PO E IL CAVIALE FERRARESE

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di G.Baratti

A Palazzo Cavriani di Felonica, domenica 19 giugno 2016 alle ore 10,30 viene inaugurata la mostra-studio dal titolo “LO STORIONE DEL PO E IL CAVIALE FERRARESE” organizzata dal Comune di Felonica e curata dall’Associazione Bondeno Cultura, dal Gruppo Archeologico di Bondeno, dal Centro Etnografico del Comune di Ferrara in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica Emilia-Romagna, il Dipartimento di Scienze della Vita e Biotecnologie dell’Università di Ferrara e Slow Food.

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La mostra itinerante è composta da riproduzioni di immagini e documenti che ripercorrono la vicenda del “gigante” del Po sotto gli aspetti storici, naturalistici e gastronomici, con approfondimenti sui ritrovamenti della terramara di Pilastri che confermano la pesca e il consumo dello storione già in Età del Bronzo, le testimonianze romane, l’apprezzamento riservato agli storioni dalla cucina rinascimentale, fino al Novecento.

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Come spiegano gli organizzatori – “Lo storione cobice, specie endemica del mare Adriatico e dei fiumi che in esso si riversano, è stato pescato sino alla fine degli anni Sessanta del Novecento; le ultime catture di grandi esemplari sono avvenute nel tratto del fiume Po che andava da Stellata e Ficarolo sino a Felonica e Sermide; da Felonica alcuni pescatori ricordano che si andava a Ferrara a vendere le uova dello storione nel negozio della signora Benvenuta Ascoli detta Nuta, dove lì veniva preparato il prelibatissimo caviale, una specialità che è scomparsa dalla ristorazione ferrarese e in particolar modo bisogna ricordare il Ristorante Tassi di Bondeno, documentato nella mostra.

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Questa specialità del caviale alla ferrarese era apprezzata a livello internazionale, in Russia negli anni a ridosso della Rivoluzione d’Ottobre e nei grandi ristoranti di New York. Ora lo storione, sebbene d’allevamento, torna a far parlare di sé, grazie ad un progetto gastronomico di Slow Food e per una ricerca che ha permesso a Cristina Maresi, dell’agriturismo Le Occare di Runco di Portomaggiore, di recuperare e riproporre la storica ricetta del caviale ferrarese”.

L’Amministrazione comunale è molto soddisfatta di poter accogliere questa mostra-studio soprattutto per permettere di far conoscere ciò che il Grande Fiume era attraverso queste importanti testimonianze fotografiche e ricordare a coloro i quali c’erano in quel periodo e lo hanno vissuto a pieno.

(foto di archivio web)

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