MANTOVA – L’ORGOGLIO DEGLI ALLEVATORI LOMBARDI DI CARNE BOVINA: “CI METTIAMO LA FACCIA, LA NOSTRA CARNE È SICURA”

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È partita proprio dal 1° Festival del Bollito di Mantova la “campagna di controinformazione in difesa della carne”, come l’ha definita l’assessore regionale Gianni Fava. A sostegno del progetto il Consorzio Lombardo Allevatori, Regione, Coldiretti, nutrizionisti e veterinari. È partita il 16 marzo da Mantova la “campagna di controinformazione per difendere la carne bovina italiana vittima della diffusione di informazioni sbagliate e scriteriate”, come l’ha definita l’Assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia Gianni Fava, partecipando al dibattito promosso in occasione della prima edizione del “Festival del Bollito”; un progetto organizzato a Palazzo Te da Consorzio Lombardo Produttori Carne Bovina, Regione e Unioncamere Lombardia.

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L’appuntamento mantovano è il primo di una serie di iniziative ed eventi che verranno organizzati nei prossimi mesi a Milano e nelle varie province lombarde. Obiettivo: diffondere informazioni corrette, basate su dati scientifici, per contrastare il proliferare di pregiudizi e convinzioni errate sul mondo della carne rossa.

È una battaglia culturale, ma anche economica: il comparto in Lombardia vale 800 milioni di euro e 10.000 posti di lavoro e, come tutto il settore della carne, negli ultimi anni ha subito un duro contraccolpo da episodi di allarmismo eccessivo o vere e proprie campagne diffamatorie: dopo l’allarme lanciato dall’OMS i consumi sono crollati del 10% in una sola settimana.

Da qui parte una nuova fase. – ha detto Fava – Una vera e propria ‘operazione verità’ verso i consumatori, sottoposti a troppe false notizie, in particolare sui social network”.

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Noi allevatori non abbiamo paura di metterci la faccia. Sappiamo di avere le carte in regola per confrontarci con il consumatore e fornirgli tutte le informazioni sui nostri prodotti”, ha aggiunto Primo Cortelazzi, presidente del Consorzio Lombardo Produttori Carne Bovina, una realtà attiva da due anni che raccoglie oltre 500 allevamenti per un totale di più di 100.000 capi, attestandosi tra i principali attori italiani nel comparto.

A supporto della “controffensiva”, il mondo della carne ha portato le testimonianze di nutrizionisti e veterinari specializzati in sicurezza alimentare.

C’è poca conoscenza – ha detto Severino Segato, docente del Dipartimento di Medicina Animale e Salute dell’Università di Padova – La carne rossa viene erroneamente considerata eccessivamente ricca di lipidi, mentre quella italiana è molto più magra e salutare, ad esempio, di snack e dolci. In una dieta equilibrata si possono mangiare dalle 3 alle 5 porzioni da 80 grammi di carne a settimana”.

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Un’altra “fake news” particolarmente diffusa è quella che riguarda l’utilizzo degli antibiotici nella zootecnia bovina: “È un falso mito. Un uso sconsiderato di antibiotici renderebbe l’animale meno produttivo e sarebbe un danno anche per l’allevatore”, ha confermato Paolo Daminelli dell’Ist. Zooprofilattico della Lombardia e Emilia Romagna.

Per difendere la carne lombarda si è unito anche il mondo dell’associazionismo e degli agriturismi. “È fondamentale promuovere sinergie con tutti i soggetti che operano nella filiera – ha detto il presidente regionale di Coldiretti Ettore PrandiniDobbiamo tutti combattere la disinformazione che sta dilagando e di cui qualcuno sta approfittando”. Un invito colto da Alessandra Morandi, presidente degli agriturismi di Terranostra Lombardia: “Stiamo lavorando per promuovere il territorio a 360 gradi e per coltivare un pubblico attento e informato”.

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