CASTEL D’ARIO – CASA MUSEO SARTORI: Omaggio all’artista mantovano VANNI VIVIANI (1937 – 2002)

Inaugurazione: Domenica 30 Aprile, ore 11.00

30 Aprile – 28 Maggio 2017

La Casa Museo Sartori di Castel d’Ario (Mantova) in via XX Settembre 11/13/15, dal 30 Aprile al 28 Maggio 2017 presenta la mostra antologica “Omaggio a Vanni Viviani”. La mostra allestita al primo piano di Casa Museo Sartori, a quindici anni dalla scomparsa del maestro, gode dei patrocini di Provincia di Mantova, Comune di Castel d’Ario, Comune di Mantova, Pro Loco di Castel d’Ario.

La mostra “Omaggio a Vanni Viviani” si inaugura Domenica 30 Aprile alle ore 11.00, con interventi di Arianna Sartori e Vincenzo Bruno curatrici della mostra e del catalogo, Daniela Castro Sindaco di Castel d’Ario e Maria Gabriella Savoia di ‘Casa Museo Sartori’.

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Per l’occasione è stato edito un catalogo con testo di Francesco Martani: – “Chi conosce le opere di Vanni Viviani pensa subitamente alla “pomaria”, alle mele, ai pom, come soleva riferire l’artista; ma chi l’ha conosciuto, come il sottoscritto, lo ricorda e ne parla diversamente. Quelle mele rappresentano per lui solamente variabili di possibili riferimenti culturali.

Io l’ho conosciuto molte volte nelle ore pomeridiane in via Belle Arti a Bologna, poco distante dall’Accademia, nella città di Morandi, ove egli aveva un amico caro: Concetto Pozzati, pure artista. Noi due, mantovani, mangiavamo spesso assieme un pezzo di pane, negli intervalli pomeridiani, e ci soffermavamo su varie memorie della nostra terra, alle radici della nostra natura umana.

Le mele, le spighe di grano, o rami qualunque, Vanni Viviani li osservava, e spesso li raccoglieva e poi a casa, nel suo studio, li applicava con la colla, su un supporto di legno, fissandole con sostanze conservanti per creare delle icone, volute metamorfiche e metafisiche.

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In volo a Ca’ di Pom (1989) – cm 10×100

Spesso disponeva tali frammenti in conformazioni labirintiche per avere l’immagine di una testimonianza politica; in tal modo l’artista con dialettica forbita, acutamente intellettiva evocava con  toni mentali la civiltà rurale, quella natura che reperiva nel proprio animo ricolme di valori mnemonici, da proporre al prossimo ricche di bellezza poetica. La sua arte, la pittura divenne presto scultura, creando immagini caravaggesche, piene di verità, di vari lessici, di stilemi vari, identificabili nel suo proprio linguaggio poetico.

Vanni ha attraversato tanti linguaggi, modificando contesti culturali attraverso resoconti poetici divaganti, professando, affermo, la logica del mentitore.

Assai e spesso, ha sostenuto con le sue mele, attraverso rimaneggiamenti vari, processi mentali nel fruitore, nell’ascoltatore, ed attraverso la sua tavolozza apparentemente semplice ma ricca, di vitalità proporzionata e pulsante.

Il frutto, ha rappresentato la sua figura, attraverso connotazioni di simboli, come punti specificatamente nobili di elementi, nei vari titoli dei cicli e degli inserti profondi.

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Tra le rovine del tempo (1992) –  cm 150×150

Poi, verso la metà degli anni settanta alla pittura evocativa aggiunge figure geometriche di identità architettoniche, dove la mela assume morfologie metaforiche, creando percorsi magici e indeterminati, come a ricoprire la casa, gli alberi, quelle morfologie varie che conducono al cuore dove poi la mela è sempre stata presente.

Vanni Viviani poi, negli agli anni ’80, porta sulla tela immagini, modelli linguistici elaborati, in modo concettuale nel suo animo, intellettualmente abilitato a trasmutare elaborati della conoscenza culturale e linguistica dei grandi del Rinascimento, quali: Leonardo, Piero della Francesca, Giulio Romano , Caravaggio…

[…] Vanni Viviani è stato un pensatore, che nella propria libera moralità, attraverso le sue opere ha trovato l’essenza della propria spiritualità. Egli ha sempre accompagnato le sue opere con riflessioni umanistiche di quella cultura che lo ha sempre tenuto religiosamente legato alla terra, dove reperiva i motivi della sua vita.

Vanni veniva considerato dai critici un essere intelligente, da amare, che attraverso la mela ha consegnato un messaggio universale, dove noi reperiamo il segreto, l’oggetto, il paesaggio, il corpo, il sentimento, la descrizione umana, ma anche una allusione sorridente che cela inganno.”

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La scala folle (1995) – cm 150×150

Vanni Viviani nasce nel 1937 a S. Giacomo delle Segnate (MN), si trasferisce giovanissimo a Bolzano dove inizia l’attività artistica, improntata inizialmente sulla figurazione pittorica e scultorea. Nel 1963 vive e opera a Parma, partecipando attivamente alle avanguardie emiliano-lombarde, ove si segnala tra i giovani protagonisti di corrente sul simbolo per la sua inconfondibile personalità, il soggiorno parmense si identifica nel ciclo di opere realizzate con spighe di grano applicate, rappresentanti in emblema, l’affollata umanità. Negli anni ‘70 si trasferisce in via Brera a Milano, capitale dell’arte europea ed è nell’ambito milanese che avverte il bisogno di passare dalla collettività delle spighe all’individualità della “Mela”, simbolo allusivo ed erotico, frutto delle religioni, delle favole, della scienza e degli eroi, evocante con la sua capacità descrittiva e citazionista importanti momenti del passato, dal Pomo d’oro di Paride alla religiosità di Piero della Francesca, alla catarsi dell’Ultima Cena Leonardesca per finire col surrealismo magrittiano con la mela simbolo di vita, di sensualità, luogo delle idee, con un’ineguagliabile capacità di rappresentare la storia e i sentimenti dell’uomo attraverso questa metafora. La critica lo segue con crescente interesse nella sua parabola creativa; Luigi Carluccio, scriveva: “Viviani, un caso della pittura italiana contemporanea”. Nel 2001 lo Young Museum di Revere (MN) dedica al maestro la  personale “Geometrie del Seme” con opere realizzate a cavallo del terzo millennio.

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Intima espansione (2000) – cm 100×100

Nel 2002 Viviani realizza il suo sogno, donando Ca di Pom alla Fondazione Banca Agricola Mantovana per farne un Centro Culturale e Museo Vanni Viviani, aperto a tutte le istanze dell’arte, promuovendo in particolare l’attività dei giovani.

L’ultima grande esposizione antologica “Pom Aria” alle Fruttiere di Palazzo Te a Mantova (aprile-giugno 2002) sintetizza la sua vita artistica, dalle spighe alle mele per concludersi con grandi sculture in lamina di ferro svuotate, che evidenziano nella negatività della rappresentazione, “l’Anima” dei suoi personaggi da Adamo a Dafne  agli Angeli Totemici.

Catalogo “Omaggio a Vanni Viviani” composto di 24 pagine con testo di Francesco Martani, Archivio Sartori Editore, Mantova – è in distribuzione nella sede del Museo.

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Sempre dal 30 aprile al 28 maggio è possibile vedere, al piano terra di Casa Museo Sartori, la rassegna l’Arlecchino Tristano Martinelli – la Commedia dell’Arte nell’Arte Contemporanea, a cura di Arianna Sartori.

In mostra si trovano esposte 58 opere di altrettanti artisti italiani tra dipinti e sculture. Per tale occasione, è stato edito un catalogo con testo di Maria Gabriella Savoia.

Inoltre, è possibile visitare il Museo d’Arte Ceramica “Terra Crea – Sartori”. Nel Museo, ancora in divenire, è presentato il primo nucleo della raccolta di Opere ceramiche, collocate in modo permanente negli spazi predisposti nel cortile interno del palazzo. Oltre 120 è il numero delle piastre ceramiche che, modellate ed elaborate secondo le varie tecniche e ispirazioni dagli artisti, sono fissate alle pareti.

Casa Museo SartoriCastel d’Ario (Mn), via XX Settembre, 11/13/15

Orario: Sabato 15.30-19.00 – Domenica 10.30-12.30 / 15.30-19.00

Ingresso: libero

Info: tel. 0376.324260

 

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